ISTAT

Produzione industriale avanti adagio, crolla l’auto

di Luca Orlando


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2' di lettura

Il quarto trimestre dell’industria inizia in sordina, con la produzione industriale in progresso dello 0,1% rispetto al mese precedente, di un punto su base annua tenendo conto del calendario più favorevole. A frenare la media è però l’energia (-1,5%), mentre altrove (con l’eccezione dei beni intermedi, in calo dello 0,3%) i progressi sono più robusti, nell’ordine dei due punti percentuali.
Star del mese è l’elettronica, in progresso del 5,9%, ma variazioni positive oltre i due punti vi sono anche per alimentari, chimica, tessile-abbigliamento, e metallurgia.

A segnalare il cambiamento di umore del mercato è però in particolare l’area dei macchinari, quella che più direttamente ha beneficiato del boom degli investimenti nel 2017 indotto dal piano Industria 4.0. Da qualche mese gli ordini sono meno brillanti e anche la produzione inizia a risentirne: se la media dei primi dieci mesi vede un progresso del 4,4%, a ottobre la crescita per questo comparto è limitata all’1,6%.

In calo a ottobre sono invece farmaceutica, legno-carta, gomma plastica e mezzi di trasporto. Un dato, quest’ultimo, che nasconde al proprio interno andamenti divergenti, con un sensibile calo dell’auto: -14% nel mese, -3,6% dall’inizio dell’anno. Riduzioni che si accoppiano con pesanti cali dell’export extra-Ue, in particolare in Cina.
Con il dato di ottobre, si consolida la tendenza al ribasso per l’output industriale, che nei primi dieci mesi dell’anno cresce solo dell’1,7%, la metà rispetto a quanto realizzato nel 2017. Lo stesso dato di ottobre si confronta con una crescita tripla realizzata su base annua nello stesso mese dello scorso anno.

Numeri non brillanti che non sorprendono, inserendosi in un trend ribassista consolidato. Anche le indicazioni qualitative, dagli indici dei direttori d’acquisto alla fiducia, già da mesi segnalano in effetti il rallentamento. L’indice di fiducia delle imprese scende da cinque mesi consecutivi, toccando a novembre i valori più bassi da fine 2016. Fase riflessiva certificata dal brutto dato Istat per il prodotto interno lordo del terzo trimestre, in calo dello 0,1%, primo arretramento congiunturale dal lontano 2014, risultato in particolare del minor vigore degli investimenti.

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