Istat

Produzione industriale, a maggio calo dell’1,5% rispetto ad aprile

Nella media del periodo marzo-maggio il livello cresce comunque dell'1,2% rispetto ai tre mesi precedenti

di Luca Orlando

(STEFANO SCARPIELLO)

2' di lettura

Un passo indietro rispetto al mese precedente, una crescita a doppia cifra nel confronto annuo. A maggio Istat stima per l'indice destagionalizzato della produzione industriale un calo dell’1,5% rispetto ad aprile, primo stop dopo cinque mesi consecutivi in progresso. Nella media del periodo marzo-maggio il livello della produzione cresce comunque dell'1,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2021 l'indice complessivo aumenta invece in termini tendenziali del 21,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di maggio 2020).

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In entrambi i casi (confronto annuo e mensile) ad abbassare le medie è la frenata del settore energia, mentre la manifattura presenta dati migliori: -1,2% in rapporto ad aprile, +24,1% rispetto a 12 mesi prima.

Nel confronto con maggio 2020, ancora fortemente penalizzato dalle misure di contenimento Covid (il calo della produzione allora fu del 20,6%) , si registrano incrementi tendenziali per ogni tipologia produttiva: beni intermedi (+28,8%), beni strumentali (+25,2%) e beni di consumo (+15,8%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+40,1%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+39,1%) e le altre industrie manifatturiere (+35,8%). Flessioni tendenziali si registrano solo nelle attività estrattive (-16,2%),nella produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,6%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-0,3%).

Rispetto a febbraio 2020, mese antecedente l'inizio dell'emergenza
sanitaria, a maggio Istat registra un livello dell'indice di produzione inferiore dello 0,8 per cento.

Nella media dei primi cinque mesi del 2021 il recupero della produzione sfiora il 24%, risultato che basta però solo a “pareggiare” quanto perso dalle aziende in termini produttivi nello stesso periodo dello scorso anno, quando la frenata su base annua fu del 19,3%.

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