Trenta anni

Proel punta su innovazione ed export per crescere, ora più investimenti negli Usa

L’azienda teramana specializzata nei sistemi audio, video e lighting fattura 23 milioni. Sorbi: «Business diversificato per battere la crisi»

di Enza Moscaritolo

Quartier generale. La Proel di Sant'Omero nel teramano. L'azienda ha altre quattro sedi nel mondo: Corea del Sud, Stati Uniti, Tunisia, e Gran Bretagna

3' di lettura

Quando nel 1991 il giovane ingegnere Fabrizio Sorbi fondò la Proel, insieme a sette persone che operavano nel settore della connettività per la produzione di cavi assemblati, forse non immaginava che cosa sarebbe diventata un giorno questa azienda di Sant’Omero, nel teramano. A trent'anni di distanza, infatti, Proel Spa, simbolo della vivacità imprenditoriale di questa zona della regione, si è affermata a livello globale come un solido punto di riferimento nelle tecnologie dei sistemi audio, video e lighting per il mondo dello spettacolo e degli eventi. Oggi conta 89 dipendenti, quattro sedi sparse nel mondo (Corea del Sud, Stati Uniti, Tunisia, e Gran Bretagna) e ha chiuso il fatturato 2021 a quota 23 milioni di euro.

«Siamo nati nel 1991 e non immaginavamo neppure lontanamente tutto quello che sarebbe accaduto e quanto saremmo cresciuti – esordisce il presidente Sorbi per raccontare gli inizi di questa avventura imprenditoriale - quello che ci muoveva fin dall’inizio era portare il made in Italy, la nostra creatività e tecnologia anche in un settore come quello dell'intrattenimento e della musica che era occupato da altri paesi». Un’intuizione che trova immediate conferme negli anni successivi con una serie di successi, acquisizioni, ideazione di prodotti innovativi che hanno spinto progressivamente Proel a dotarsi di un dipartimento di ricerca, progettazione e prototipazione nel settore sound reinforcement, proiettando l'azienda abruzzese direttamente nell'olimpo mondiale.

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«La visione dell'inizio era proprio fare in modo che la ricerca e lo sviluppo, attraverso il design italiano, potessero e dovessero diventare protagonisti in un mercato presidiato da paesi molto più forti del nostro (l’America) e produttori molto più competitivi (la Cina) – prosegue - in questo siamo stati dei pionieri; ricordo ancora il primo viaggio in Cina oltre 25 anni fa (e non era la Cina di adesso) quando ancora non ci andava nessuno, per cercare di stabilire un rapporto, non per usare la manodopera a basso costo, ma per essere innovatori e non farci imbrigliare dalle esigenze del mercato globale ma per esserne da subito protagonisti».

Con la crescita arrivano anche le prime acquisizioni da parte di Proel: dapprima quella della Tamburo Drums nel 1998 e della Sagitter (che operava nel settore del lighting professionale) nel 2003, mentre successivamente nel 2007 il mercato si apre anche oltremanica, con l'acquisto della Turbosound Ltd, maison legata ad artisti del calibro di Pink Floyd, Iron Maiden, Dire Straits, Robbie Williams. Alcuni anni dopo è la volta dell'acquisizione della celebre Roland Europe, e dei relativi stabilimenti italiani (circa 25.000 mq di spazi tra headquarter, r&d e produzione).

I primi anni del nuovo millennio sono, dunque, caratterizzati dalla nuova direzione impressa da Sorbi, ovvero offrire una gamma di prodotti e servizi per coprire tutte le esigenze del comparto, dagli strumenti agli accessori musicali, fino ai prodotti audio e lighting professionali, nei canali musical instruments, rental e installation, arrivando a sfidare i colossi giapponesi, sviluppando tecnologie all'avanguardia, nuovi progetti e brand, portando in alto la bandiera del made in Italy (e dell'Abruzzo).

Una strategia che ha consentito anche di reggere il colpo in momenti difficili come il lockdown di un paio di anni fa, che, con la cancellazione degli spettacoli, ha messo in ginocchio l’intero comparto: «Fortunatamente da anni perseguiamo una strategia di diversificazione – puntualizza Sorbi - che ha suddiviso il rischio tra prodotti per uso dal vivo, domestico e congressuale-contractor. Ovviamente l’azzeramento degli eventi live ha annientato la vendita di qualsiasi attrezzatura per discoteche, cinema, teatri e spettacoli dal vivo di qualsiasi tipo». E ora che la Proel ha festeggiato i trenta anni di attività, l’obiettivo è puntare dritto al mercato a stelle e strisce, con «investimenti importanti in America perché crediamo che il mercato degli Stati Uniti sia trainante rispetto a tutto il mondo».

La spinta di Sorbi, e del suo gruppo, è sempre stata la passione per la musica così come la tenacia nel credere ai sogni che si realizzano. La stessa leva che ha portato oggi l'azienda teramana anche a lanciare progetti solidali nelle favelas di Belo Horizonte, provando a realizzare una scuola di musica per i bambini dei quartieri più poveri della città, ma con un tratto distintivo: «La creatività innanzitutto – afferma Sorbi - perché la capacità di andare oltre è sempre stata la caratteristica del made in Italy, che ha saputo sempre tirar fuori le idee più innovative, anche in contesti non adeguati. Per fare questo abbiamo valorizzato la passione abruzzese per l'attenzione ai dettagli cercando di renderla internazionale».

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