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Parigi, prof decapitato in strada per aver mostrato in classe caricature di Maometto

L'aggressore aveva 18 anni ed era nato a Mosca, ha fatto in tempo a pubblicare le immagini del suo atto su Twitter e poi è stato ucciso dalla polizia

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Polizia a Eragny dove è stato ucciso l’aggressore (Reuters)

L'aggressore aveva 18 anni ed era nato a Mosca, ha fatto in tempo a pubblicare le immagini del suo atto su Twitter e poi è stato ucciso dalla polizia


3' di lettura

Un uomo armato di un coltello ha ferito a morte in mezzo alla strada, decapitandolo, un professore di storia e geografia del liceo del Bois d'Aulne, a Conflans-Saint-Honorine. È successo oggi nella banlieue nord-occidentale di Parigi. L’aggressore, che avrebbe urlato «Allah akbar» è stato abbattuto dalla polizia a Eragny, nel dipartimento di Val d'Oise. Secondo i media francesi, aveva minacciato alcuni agenti di Confians-Sainte-Honorine con il coltello ed è stato ucciso, dopo un inseguimento, con dieci colpi di arma da fuoco.

La vittima, nei giorni scorsi, avrebbe mostrato in classe agli studenti le caricature di Maometto, probabilmente durante un corso sulla libertà d'espressione, scrive Le Monde. L’aggressore, che ha fatto in tempo a pubblicare le immagini del suo atto su Twitter prima di essere ucciso dalla polizia secondo fonti dell'inchiesta, aveva 18 anni ed era nato a Mosca. L'uomo avrebbe avuto un giubbetto esplosivo e - con il coltello ancora in mano dopo la decapitazione - si sarebbe diretto verso i poliziotti accorsi con fare minaccioso. Gli agenti gli hanno intimato di fermarsi, inutilmente, poi hanno aperto il fuoco, uccidendolo.

Giovane di origine cecena con precedenti per reati comuni

L'autore dell'attentato, di origine cecena, era sconosciuto ai servizi di informazione francesi come possibile musulmano a rischio radicalizzazione. Gli unici suoi precedenti sono per reati comuni

È in corso a Parigi un processo per un assalto militante islamista del 2015 alla rivista satirica francese Charlie Hebdo, che è stata presa di mira per la pubblicazione delle vignette. Tre settimane fa, un uomo ha aggredito e ferito due persone al di fuori degli ex uffici della rivista.

La vittima, un insegnante di storia e geografia, aveva parlato in classe della libertà di espressione in relazione alle vignette di Maometto. All'inizio di ottobre, alcuni genitori musulmani si sono lamentati con la scuola per la decisione dell'insegnante di usare le vignette nell'ambito di una discussione sul processo Charlie Hebdo.

Charlie Hebdo ha twittato: “L'intolleranza ha appena raggiunto una nuova soglia e sembra non fermarsi davanti a nulla per imporre il terrore nel nostro Paese”.

Macron: faremo quadrato

Sul luogo dell’aggressione si è recato in visita il presidente francese Emmanuel Macron. “Voglio dire a tutti gli insegnanti di Francia, che siamo con loro, la nazione tutta intera sarà al loro fianco oggi e domani per proteggerli, per permettere loro di fare il loro mestiere che è il più bello che esista”, ha detto il presidente francese. “Il terrorista ha voluto abbattere la Repubblica nei suoi valori, i Lumi, la possibilità di fare dei nostri figli dei cittadini liberi”. “Faremo quadrato, non passeranno, l'oscurantismo e la violenza non trionferanno, non ci divideranno”, ha assicurato il presidente lanciando un fortissimo appello all'unità della nazione e promettendo “atti di fermezza” contro il terrorismo.

Gli arresti

Altre cinque persone sono state fermate e interrogate nella notte tra venerdì e sabato dopo la decapitazione di un insegnante di storia al liceo del comune di Conflans-Sainte-Honorine (Yvelines), vicino Parigi, portando a 9 il numero totale delle persone fermate dalla polizia. Lo rende noto una fonte giudiziaria. Tra le cinque nuove persone, ci sono i genitori di uno studente del liceo in cui lavorava la vittima. La fonte giudiziaria ha inoltre confermato che l'aggressore, poi ucciso dalla polizia, è un giovane di 18 anni di origine cecena nato a Mosca.

La zia di un’allieva era dell’Isis

“La sorellastra del padre che ha pubblicato il video su Youtube” in cui si contesta la lezione del professore decapitato sulla libertà d'espressione “ha fatto giuramento di fedeltà all'Isis ed è partita per la Siria. E' oggetto di mandato di cattura”: lo ha detto il procuratore antiterrorismo, Jean-Francois Ricard, in una conferenza stampa a Parigi.

Al-Azhar, il più influente centro teologico e universitario dell'islam sunnita, ha sottolineato il proprio rifiuto dell'”abominevole attacco” compiuto con la decapitazione di un professore alla periferia di Parigi ma ha anche affermato “la necessità di adottare una legislazione internazionale che criminalizzi l'attentato contro le religioni e i loro simboli”. Lo scrive l'agenzia egiziana Mena sintetizzando una dichiarazione dell'istituzione basata al Cairo.

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