Piaceri sinestesici

Professione aromajockey: vi spiego come riesco a farvi annusare la musica

Intervista con il poliedrico artista Erich Berghammer che ricerca lo smound, ovvero smell e sound, l'aroma che fa risuonare nel cervello le stesse ottave della musica

di Barbara Sgarzi

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Intervista con il poliedrico artista Erich Berghammer che ricerca lo smound, ovvero smell e sound, l'aroma che fa risuonare nel cervello le stesse ottave della musica


2' di lettura

Annusare la musica. Oggi forse una sinestesia alla quale siamo più pronti, dato il fiorire di app che negli ultimi anni collegano la musica al cibo e ai vini pregiati, ad esempio. Più difficile da immaginare nel 2002 quando il poliedrico artista e “naso” di fama mondiale Erich Berghammer, “ODO7” il nickname con cui è noto, pensò di aggiungere una parte olfattiva alla musica live, inventando l'aromajockey. L'idea arrivò durante una perfomance live ad Amsterdam: superba sotto ogni aspetto, a parte per uno spiacevole odore nella sala.

Erich Berghammer fotografato da Marta Serrano

Va detto, e lo ricordiamo bene anche in tempi di pandemia: anche quando il fumare nei locali è stato bandito, spesso discoteche e locali per musica live offrivano un mix di aromi non esattamente gradevole. “Mi sono chiesto – ricorda Berghammer – come fosse possibile ignorare un senso così importante, un vero canale di comunicazione come l'olfatto. Rovinare una performance con odori spiacevoli, inadatti, che in qualche modo distraevano dalla bellezza della musica.” Era nato l'aromajockey che tramite ventilatori, bruciatori di essenze e fragranze spray, diffuse al ritmo della musica, offriva finalmente una nuova dimensione all'esperienza live. Avendo in mente anche i non udenti e non vedenti, fra i primi a sperimentare i nuovi concerti odorosi.

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Ma come accompagnare una canzone attraverso delle sensazioni olfattive? Non c'è una ricetta specifica, spiega Berghammer. Bisogna armonizzare le essenze con le note, gli strumenti, la voce, ma anche conoscere a fondo la cultura del Paese in cui il concerto avrà luogo, per comprendere quali fragranze possono essere più gradite e corrette in ottica sinestetica. È necessario creare quello che il naso Berghammer chiama lo “smound”, crasi di smell e sound, che faccia risuonare nel nostro cervello le stesse ottave della musica. Alla fine, si tratta di fare quello che l'artista, che ha collaborato con le più grandi case di moda del mondo per creare le loro fragranze, mette in pratica quando crea un profumo.

Cercare, sempre, la coerenza, la qualità e l'eccellenza. Che per Berghammer sono oggi sinonimo del lusso: “Il lusso per me è qualità. La qualità nelle materie prime, nella ricerca, nel pensiero. Una qualità che oggi più che mai deve essere alla portata di tutti, accessibile a tutti. Quando potremo di nuovo gioire della musica dal vivo, in un'esperienza comunitaria che coinvolga i cinque sensi”.

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