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Professione attivista


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Giorgio Furlani, portfolio manager di Elliott Advisors Uk

2' di lettura

Giorgio Furlani, portfolio manager Elliott Advisors Uk

Il nostro obiettivo è creare valore per i nostri investitori e incrementare quello delle società in cui siamo investiti. All'inizio si tratta di un processo di engagement in cui ci impegniamo a dialogare con i principali azionisti, i consiglieri di amministrazione, gli altri stakeholder, in particolare il top management, per cercare di colmare i gap che abbiamo individuato. In tutta Europa abbiamo numerosi esempi in cui un dialogo privato ha portato a cambiamenti positivi. In queste conversazioni la società trae spunti nuovi e a nostra volta impariamo cose nuove. Aggiustiamo le nostre tesi di investimento per trovare soluzioni condivise. Spesso riscontriamo che chi guida la società condivide le nostre idee e ci troviamo a spingere una porta che è già aperta. E spesso le società accolgono i nostri suggerimenti senza “botta e risposta” pubblici.

Cerchiamo sempre di essere costruttivi e di arrivare a esiti positivi per tutti. Detenendo solo una quota di minoranza del capitale di una società, la nostra capacità di riuscita richiede che le nostre idee siano valide, che le nostre analisi siano solide e sensate, e che le questioni che poniamo siano convincenti. Se non abbiamo fatto correttamente “i compiti a casa”, se non abbiamo adeguatamente identificato le cause all'origine di sottoperformance, se non abbiamo proposto mezzi ottimali per creare valore, se non troviamo ragioni efficaci per gli altri stakeholders, se le nostre idee non sono allineate con i loro interessi, in questo caso, senza consenso diffuso, come investitori di minoranza non andremmo da nessuna parte.

In tema di tendenza dell'asset management verso l'indicizzazione, circa un terzo delle masse gestite negli Usa è indicizzato e ci si aspetta che questo numero salga al 50% negli anni a venire. Questo assegna agli azionisti orientati all'engagement una responsabilità ancora maggiore nell'esercizio del loro ruolo di “peso e contrappeso”, che è essenziale per promuovere accountability e una creazione di valore sostenibile. Un numero crescente di studi empirici – elaborati da McKinsey, dalle università Columbia e Harvard, e molti altri – dimostrano l'impatto positivo dell'attivismo e che i guadagni sono durevoli nel lungo termine.

L'attivismo non è una partita a somma zero. Se ne beneficiamo noi, al tempo stesso anche tutti gli altri azionisti traggono vantaggi dalla crescita in valore della società. L'evidenza suggerisce che la nostra attività di engagement ha come risultato una creazione di valore sostenibile e a lungo termine; miglioramenti condivisi tra tutti quelli che partecipano al futuro della società.

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