Le tutele

Per il professionista in malattia avanti con la legge salva-scadenze

La proposta concede 45 giorni in più per tutti gli adempimenti senza sanzioni a consulenti e clienti. Possibile estensione ai casi Covid

di Valeria Uva

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La proposta concede 45 giorni in più per tutti gli adempimenti senza sanzioni a consulenti e clienti. Possibile estensione ai casi Covid


3' di lettura

Uno stop per curarsi o riprendersi da malattie gravi e infortuni. Senza far pagare il conto ai clienti, a loro volta costretti a rifarsi sul professionista. In tempi di Covid-19 il problema delle malattie dei professionisti è di stretta attualità. E la pandemia potrebbe servire a “spingere” il disegno di legge (A.S. 1474) che consentirebbe, appunto lo stop, ora in commissione Giustizia al Senato. Un progetto trasversale - primo firmatario Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia) insieme a colleghi di maggioranza e opposizione, tra cui Lega, Pd e M5S - che affronta il tema della malattia dei professionisti, ipotizzando una sospensione per 45 giorni di tutti gli adempimenti verso la pubblica amministrazione. Senza sanzioni per lui e per i suoi clienti.

A metà novembre la proposta è ripartita, con il deposito degli emendamenti, e ora si lavora per accelerare l’approvazione, valutando il passaggio alla sede deliberante, quindi con l'approvazione in commissione senza passare dall'Aula, per il primo sì del Senato. «Un passaggio per cui serve l’unanimità - ricorda De Bertoldi - ma so che sono già in corso interlocuzioni fra tutte le forze politiche per valutare l’esame rapido e rispondere così alle tante sollecitazioni che ci arrivano dai professionisti stessi».

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La situazione attuale

Ora, se uno dei circa due milioni di lavoratori autonomi si ammala, il cronometro non si ferma: i commercialisti sono tenuti a inviare le dichiarazioni dei redditi, gli avvocati a depositare un ricorso e il consulente del lavoro a inviare il modello Uniemens all’Inps. Altrimenti a farne le spese sono i loro clienti, chiamati a rispondere del mancato adempimento salvo poi rivalersi con la richiesta di risarcimento sul professionista “ritardatario”.

Il disegno di legge

«Vogliamo dare per la prima volta a tutti i lavoratori autonomi il diritto di ammalarsi» sintetizza il primo firmatario De Bertoldi. L’idea è quella di sospendere i termini «per gli adempimenti in favore della pubblica amministrazione» - si legge nel testo - per 45 giorni dalla fine di una serie di eventi: ricovero in ospedale per grave malattia o infortunio o intervento chirurgico, cure domiciliari, sostitutive del ricovero, che comportano un’inabilità temporanea. Compresi i parti prematuri o gli aborti per le professioniste donne. Eventi da documentare con certificato medico e con l’invio agli Ordini del mandato professionale. In questi casi, sia il professionista che il cliente sarebbero esonerati da ogni responsabilità e per imposte e tasse scatterebbero solo gli interessi legali. Sei mesi in più invece in caso di decesso del professionista. Previste sanzioni fino a 7.750 euro e l’arresto fino a due anni per false dichiarazioni.

Il perimetro

Il Ddl chiarisce che per libero professionista si intende «la persona fisica che esercita come attività principale una delle attività di lavoro autonomo per le quali è previsto l’obbligo di iscrizione ai relativi albi professionali». Ma la relatrice Grazia D’Angelo (M5S) intende ampliare anche ai “non ordinistici” : «Il mio gruppo ha già depositato un emendamento che estende le tutele a tutti i professionisti indicati dalla legge 4/2013». Coperti anche i professionisti in forma associata (fino a tre soci).

Tutte le professioni sono coinvolte, avvocati compresi. «Ma non per sospendere i termini processuali - chiarisce D’Angelo - perché non possiamo interferire con l’ordinamento giudiziario». Difficile quindi che sia accolta la richiesta dei giovani avvocati di Aiga di inserire qui la nuova disciplina del legittimo impedimento per le udienze degli avvocati.

Il Covid

«Il mio unico emendamento - annuncia De Bertoldi - è volto a inserire la quarantena e l’isolamento domiciliare da Covid 19 tra i casi in cui scatta la sospensione» precisa. Anche se, secondo la relatrice D’Angelo «si tratta di ipotesi di fatto già ricomprese nei casi citati nel Ddl». Ma oggi una tutela organica manca. E si va avanti solo a colpi di (piccole) proroghe e non per tutti. Tanto che il Consiglio nazionale dei commercialisti ha richiesto di far slittare «per lo meno fino alla fine del corrente anno tutti gli adempimenti in scadenza nelle prossime settimane» per venire incontro ai tanti colleghi colpiti dal Covid.

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