Il cantiere del Pnnr

Professionisti, ecco i prime mille incarichi Pa: si cercano soprattutto i tecnici

Il reclutamento attraverso il portale InPa dovrà avvenire entro dicembre ma sarà seguito da altre selezioni necessarie alla pubblica amministrazione per realizzare i progetti del Piano

di Francesco Nariello

(Africa Studio - stock.adobe.com)

3' di lettura

Primi incarichi ai professionisti per il Pnrr. A essere reclutati entro dicembre saranno mille esperti sul territorio necessari per gestire le procedure complesse per l’attuazione del Pnrr. Poi, una volta definiti fabbisogni e budget, partiranno le richieste per tecnici e figure professionali da inserire sui singoli progetti.

A regime sarà data visibilità a tutti i concorsi pubblici, per assunzioni sia a tempo determinato che indeterminato. InPa, il portale del reclutamento, voluto dal ministro per la Pa, Renato Brunetta, entra nella fase operativa e - dopo avere immagazzinato i primi dati - sta per dare il via anche alla ricerca e selezione dei profili. Al momento sono stati registrati 1,2 milioni di professionisti, di cui 77mila hanno già inserito spontaneamente il curriculum, con tanto di profilazione.

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LE RISORSE
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La carica dei mille

Ai blocchi di partenza del reclutamento Pa ci sono i mille esperti previsti dal Dl 80/2021 per supportare gli enti locali nella gestione delle procedure complesse del Pnrr, i cui fabbisogni in termini di profili professionali sono stati indicati dalle Regioni e assegnati in modo proporzionale alle risorse (si veda anche Il Sole 24 Ore dello scorso 5 ottobre).

La quota maggiore in Lombardia (123 posti), seguita dalla Campania (96). Al Sud sono previsti 400 posti (si veda la cartina a lato). I tecnici dovranno occuparsi, tra l’altro, di valutazioni d’impatto ambientale, nullaosta paesaggistici, autorizzazioni per la realizzazione di impianti di smaltimento rifiuti o di infrastrutture energetiche: il focus, quindi, per questa prima tornata, sebbene la lista contenuta nel Dpcm sia solo esemplificativa, sembra incentrato sulle professioni tecniche (dai periti, agli ingegneri ad esempio).

La dotazione disponibile è pari a 320,3 milioni di euro, distribuita - secondo l’ultima bozza - per il 60% alle regioni del Centro Nord, e per il 40% al Mezzogiorno . Gli incarichi, triennali, saranno affidati entro dicembre.

Il pallino alla Funzione pubblica

L’incontro tra domanda e offerta sarà realizzato attraverso il portale del reclutamento - con l’incrocio tra dati e curricula dei professionisti, da un lato, e le richieste di profili specializzati da parte delle Pa, dall’altro -, ma per il momento il pallino resterà nelle mani della Funzione Pubblica. Per l’avvio della macchina e «per essere in linea con i tempi dettati dal Pnrr», infatti, «le funzionalità per la redazione degli avvisi» saranno rilasciate in una prima fase solo al Dipartimento, mentre quelle per le altre amministrazioni «saranno disponibili nei prossimi mesi», fanno sapere dagli uffici.

La selezione

Chi si è registrato al portale del reclutamento potrà trovare gli avvisi di ricerca e candidarsi alla procedura comparativa su Inpa. L’iter, dalla valutazione titoli all’individuazione del professionista da incaricare, potrà svolgersi interamente attraverso il portale, sulla base dei Cv e delle altre informazioni caricate sulla piattaforma.

Per quanto riguarda i professionisti, tuttavia, parte preponderante dei dati ad oggi archiviati su InPa è di natura prettamente «anagrafica», riprendendo quelli pubblicati online negli Albi unici di ciascuna professione.

I dati dei professionisti

Il ministro Brunetta ha puntato sin dall’inizio sulle competenze e sul coinvolgimento dei professionisti nel Pnrr avviando un dialogo con gli Ordini. Per consentire la condivisione dei dati «base» degli iscritti «sono stati siglati appositi protocolli - spiega Francesca Maione, direttore generale del Consiglio nazionale Consulenti del Lavoro -: si tratta, in sostanza, delle anagrafiche, già pubblicate nell’Albo unico, in cui si possono trovare, tra l’altro, la sede operativa del professionista e l’anzianità di iscrizione. In prospettiva, ipotizziamo di condividere informazioni aggiuntive, come le attività di aggiornamento professionale svolte, ma servirà il consenso degli iscritti per il trattamento dati».

Fanno eccezione, in parte, gli ingegneri: in base a un accordo specifico, infatti, InPa può dialogare direttamente con WorkIng, la piattaforma del Cni dove da circa un mese hanno iniziato ad essere caricati i curricula. Per ora sono circa 1.600 gli ingegneri - sui 244mila iscritti all’Albo - «che hanno inserito il proprio Cv - afferma Massimiliano Pittau, direttore Fondazione Cni - mentre si possono registrare anche geometri, periti industriali, geologi, chimici e fisici». È previsto inoltre un sistema di “alert” che segnalerà ai professionisti presenti nella piattaforma le varie opportunità di lavoro.

I prossimi passi

In «tempi brevi», fa sapere la Funzione Pubblica, saranno disponibili su InPa anche le altre opportunità di lavoro nel pubblico: prima i bandi per i contratti a tempo determinato in ambito Pnrr e, successivamente, quelli per assunzioni a tempo indeterminato pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Sul portale i candidati potranno compilare la domanda di partecipazione ai concorsi.

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