ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLavoro e inclusione

Professionisti informatici introvabili. Il gruppo Scai assume tra rifugiati e Neet

La società dell’It partecipa al progetto Powercoders premiato dalle Nazioni Unite. Ogni anno ha 150-200 posizioni aperte difficili da ricoprire. L’obiettivo del programma è formare e inserire nell’It immigrati e giovani che non studiano e non lavorano

di Cristina Casadei

(Robert Kneschke - stock.adobe.com)

3' di lettura

Per un system integrator trovare i professionisti con le competenze necessarie, oggi, è quasi più difficile che conquistare commesse. Del resto, una recente stima sul fabbisogno di lavoratori in ambito digitale supera la soglia di 400mila e i laureati Stem che escono dalle università non tengono il passo di questi numeri. Ne sa qualcosa Massimiliano Cipolletta che è l’amministratore delegato del gruppo Scai, 1.400 persone e 115 milioni di euro di fatturato, in crescita costante del 4-5% negli ultimi 5 anni. «La nostra società mediamente ha tra le 150 e le 200 posizioni aperte all’anno», racconta il manager che dopo aver percorso la strada «della collaborazione con il sistema formativo», così come «del rafforzamento delle competenze attraverso le academy interne», partecipa anche a un programma internazionale a cui hanno già preso parte 6mila rifugiati e a cui è stato riconosciuto il premio UNHCR Welcome. Working for Refugee Integration.

Il programma Powercoders

Il programma si chiama Powercoders ed ha come obiettivo la formazione e l’inserimento lavorativo nel mondo It di rifugiati. «Da quest’anno è stato aperto anche ai neet, ai giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi, su cui l’Italia scivola agli ultimi posti nei confronti internazionali, per la criticità del fenomeno - interpreta Cipolletta -. Dal connubio tra necessità legate al nostro business e volontà di partecipare alla vita sociale è nato il nostro ruolo nel programma. Dopo aver partecipato alle prime due edizioni, dedicate ai rifugiati, adesso partecipiamo anche all’ultima che è dedicata sia a rifugiati che a un’altra categoria fragile come quella dei Neet. I numeri del programma, se osservati dal punto di vista industriale non sono grandi, ma il loro valore non sta nella quantità, quanto in quello che esprimono dal punto di vista sociale».

Loading...

L’80% di chi partecipa trova lavoro

Ognuna delle diverse classi che si sono susseguite hanno visto la partecipazione di oltre 30 allievi provenienti da Afghanistan, Sierra Leone, Nigeria, Siria, Ucraina, Liberia, Camerun, India, Eritrea, Etiopia, Bhutan, Bielorussia, con un’età media tra i 21 e i 40 anni e un grado di scolarizzazione abbastanza alto. Nelle selezioni il rapporto tra chi entra e chi si candida è di uno a 15, uno a 20, ma poi una volta che le classi partono l’80% dei partecipanti entra nel mercato del lavoro. «Nel nostro caso dalla prima classe che abbiamo sostenuto abbiamo preso 8 stagisti e ne abbiamo inseriti in azienda la metà con percorsi che sono sia professionali, che culturali e sociali. Dalla prossima classe ci siamo dati l’obiettivo di inserire in azienda il 20% dei partecipanti», continua Cipolletta.

L’integrazione e l’inclusione

L’integrazione delle persone comincia però molto prima del loro arrivo in azienda, già dal momento della formazione, che avviene in classi allargate che durano 13 settimane in cui vengono svolti corsi di programmazione (Web Design, Advanced JavaScript, Java, Testing, DevOps), appuntamenti e workshop con docenti e job coach, accompagnamento e supporto a 360 gradi per fare sì che l’inserimento lavorativo possa essere anche una leva a livello sociale e personale. Il messaggio per l’azienda, anche al proprio interno, arriva infatti fino ai temi più di frontiera dell’inclusione di cui il programma Powercoders, a cui il gruppo Scai partecipa insieme ad altre 107 realtà, è una concreta testimonianza. In linea anche con il percorso del gruppo Scai che è nato a Torino nel 1973 e si caratterizza per uno sviluppo caratterizzato da importanti cicli di crescita, sia di natura organica, sia per acquisizioni, che ha registrato una forte accelerazione nel corso degli ultimi anni. In questa crescita, anche per il particolare tipo di business, «al centro ci sono sempre state le persone - sottolinea Cipolletta -: sono le risorse primarie per il gruppo Scai che proprio per questo motivo incoraggia e promuove politiche di attrazione, ingaggio e crescita».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti