IL MECCANISMO/1

Professionisti, l’errore sull’albo abbassa il voto

di Mario Cerofolini e Lorenzo Pegorin


3' di lettura

IL QUESITO

Come operano gli indicatori che compongono la funzione ricavo o compenso?

Il software «Il tuo Isa» valorizza il conto economico rielaborato per margini intermedi attraverso l’indicazione di valore aggiunto, margine operativo lordo, reddito operativo, risultato ordinario e reddito fiscale. Il sistema mette anche in evidenza, per ogni indicatore, qualora la votazione non raggiunga l’esito pari a 10, l’ammontare di ricavi/compensi necessari per raggiungere il voto massimo. A comporre il risultato finale vi sono, in primis, gli indicatori elementari di affidabilità: ricavi per addetto, valore aggiunto per addetto e reddito per addetto, nonché per il magazzino l’indice durata e decumulo delle scorte. Il loro valore, nei quattro casi citati, può assumere un punteggio che varia da 1 a 10. Il voto finale attribuito dal software Isa è la media matematica dei singoli indicatori che lo determinano. Gli indici che servono per il calcolo del voto vengono raggruppati in due grandi famiglie: gli indicatori elementari di affidabilità e gli indici di anomalia.

Indicatori di affidabilità

Gli indicatori di affidabilità individuano l’attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale, tipici del settore e/o del modello organizzativo di riferimento, all’interno di specifici intervalli di valori su una scala da 1 a 10.

    Gli indicatori di affidabilità sono i seguenti: compensi per addetto, valore aggiunto per addetto e reddito per addetto, nonché per il magazzino l’indice durata e decumulo delle scorte. Questi quattro indici fanno parte stabilmente, con l’eccezione dell’indicatore legato al magazzino il cui funzionamento dipende dalla presenza delle rimanenze finali, dell’esito finale Isa.

    Gli indici di anomalia

    Gli indici di anomalia contribuiscono al calcolo della funzione che porta al risultato finale solo nell’ipotesi in cui la singola difformità generata rispetto al dato stimato dal software, caratterizzi il conto economico del contribuente interessato. In altre parole, in assenza di anomalie, l’esito finale sarà il frutto della media matematica dei “soli” quattro indicatori elementari di affidabilità sopra identificati. Diversamente, in presenza di anomalie, anche questi ultimi contribuiranno al calcolo finale il cui risultato, in loro presenza, è destinato a peggiorare. Gli indici di anomalia, infatti, contribuiscono in termini numerici, con un voto variabile da 1 a 5 (anziché da 1 a 10), per cui la loro presenza tenderà a deprimere il risultato finale.

    Rimane l’ancora di salvataggio dell’adeguamento. Il sistema, infatti, permette di conoscere per singolo indicatore il livello di ricavi necessari per migliorarne l’esito. Un aumento dei ricavi in dichiarazione, nella generalità dei casi, ha comunque un effetto a cascata su tutti gli indici migliorando l’esito di ciascuno. Per lo specifico indicatore legato al magazzino, un aumento dei ricavi non ha effetti sull’esito dell’indicatore.

    Gli Isa per i professionisti

    Solitamente per i professionisti la numerosità degli indici possibili che ne compongono la funzione sono minori rispetto alle imprese. Per alcuni Isa dei professionisti (ad esempio, commercialisti, avvocati, geometri, consulenti del lavoro e architetti), com’era per gli studi di settore, la funzione che regola l’andamento degli indici «compensi per addetto» e del «valore aggiunto per addetto» è influenzata in modo importante dal numero degli incarichi e dal valore minimo a essi associato dal software. Questo, contrariamente alle imprese e agli altri professionisti (vedi il dentista) con il modello non a prestazione, per cui i costi rilevati in contabilità continuano ad avere prevalenza rispetto ad altre variabili nella modalità di determinazione della funzione che determina l’esito dell’Isa.

    Fra gli indicatori di anomalia, per alcuni Isa dei professionisti, vi sono degli indici il cui esito potrebbe condizionare molto il risultato finale. Si tratta dell’indicatore «corrispondenza dell’anno di iscrizione ad albi professionali con i dati in anagrafe tributaria». Tale indice controlla l’anno di iscrizione all’albo, dichiarato nel frontespizio del modello di rilevazione dei dati degli Isa, con l’analoga informazione desumibile dai dati disponibili in anagrafe tributaria. Qualora il professionista che opera in forma individuale dichiari nel modello di rilevazione dei dati Isa (dati extracontabili) un anno di iscrizione all’albo che non trova riscontro nei dati presenti in Anagrafe tributaria, l’indicatore è applicatocon punteggio pari ad 1. Lo stesso vale per l’indice «corrispondenza dell’anno di inizio attività con i dati in anagrafe tributaria», che controlla l’anno di inizio attività, dichiarato nel frontespizio del modello di rilevazione dei dati, con l’analoga informazione desumibile in anagrafe tributaria. Attenzione, quindi, agli errori compilativi che potrebbero costare cari. ♠

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