Operazioni fiscali sospette

Professionisti, lo studio diventa un radar anti-evasione

Commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro dal 2020 dovranno segnalare alle Entrate i possibili tentativi di non versare le imposte

di Carlo Romano e Valerio Vallefuoco

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Commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro dal 2020 dovranno segnalare alle Entrate i possibili tentativi di non versare le imposte


3' di lettura

Dal prossimo anno professionisti e intermediari avranno nuovi obblighi di segnalazione all’agenzia delle Entrate delle operazioni fiscali sospette. È la conseguenza dell’imminente recepimento, previsto entro la fine dell’anno, della direttiva 2018/822/Ue, nota anche come “Dac6”. La normativa europea prevede l’ampliamento dell’ambito di applicazione del meccanismo di scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali dei Paesi membri, includendovi quelle relative ai meccanismi transfrontalieri di potenziale pianificazione fiscale aggressiva, soggetti all’obbligo di notifica.

La direttiva rappresenta il quinto atto legislativo con cui la Ue ha emendato la direttiva 2011/16/Ue (la Dac1) e rappresenta l’esito di un articolato iter di implementazione del regime di trasparenza fiscale e finanziaria in ambito europeo che ben riflette il principale obiettivo dell’Unione, ossia quello di contrastare la frode, l’evasione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, al fine di tutelare gli interessi finanziari degli Stati membri e della Ue e aumentare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali anche attraverso l’introduzione di nuovi obblighi di trasparenza a carico degli intermediari e dei contribuenti.

I soggetti obbligati alla segnalazione
La Dac6 introduce nuovi obblighi di compliance sia in capo agli intermediari che agli stessi contribuenti. A tal proposito, la genericità della definizione di “intermediario” contenuta nella direttiva dimostra che l’intenzione del legislatore europeo è proprio quella di estendere l’obbligo di comunicazione a tutti i soggetti che attivamente contribuiscono alla realizzazione del meccanismo, a prescindere che il loro contributo sia fondamentale o soltanto accessorio. In particolare secondo la bozza di decreto legislativo di recepimento saranno considerati soggetti obbligati i professionisti, le banche e gli intermediari finanziari.

Gli obblighi per i professionisti
Per quanto riguarda i professionisti, l’obbligo previsto dalla Dac6 interessa i soggetti tenuti agli adempimenti antiriciclaggio, fra cui: dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro, notai e avvocati. In questi termini, la Dac6 pone anche il problema dell’intermediario vincolato dal segreto professionale. Secondo lo schema di decreto legislativo di recepimento sono, infatti, previsti casi di esonero dell’intermediario dall’obbligo di comunicazione se assolto da altro intermediario, oppure in virtù del segreto professionale, ma soltanto quando venga esaminata la posizione giuridica del cliente o vengano espletati compiti di difesa o di rappresentanza del cliente in un procedimento dinanzi l’autorità giudiziaria (compresa la consulenza sull’eventualità di intentare o evitare il giudizio) ovvero quando dalle informazioni trasmesse possa emergere una sua responsabilità penale.

Per quanto concerne l’ambito oggettivo di applicazione della Dac6, il riferimento è ai meccanismi transfrontalieri che contengano almeno uno degli elementi distintivi indicati all’allegato IV della direttiva (“hallmarks”).

La scadenza da rispettare
Il termine per il recepimento della direttiva è la fine di quest’anno e quello per la sua applicazione è il 1° luglio 2020. Tuttavia, è previsto l’inserimento della cosiddetta “look-back provision”: si tratta di una clausola di retroattività che vede i soggetti alla Dac6 chiamati ad adempiere agli obblighi di comunicazione con riferimento ai meccanismi attuati dal 25 giugno 2018 (data di entrata in vigore della Direttiva 2018/822/Ue) al 1° luglio 2020.

Pertanto, dal momento che l’attuazione della Dac6 presenta profili molto complessi e il termine per l’implementazione nell’ambito degli ordinamenti legislativi degli Stati membri è alle porte, non resta che attendere e sperare nel buon operato del legislatore.

Per approfondire:
Lotta all'evasione fiscale: 10 miti alla prova tra fatti e numeri
«Soffiate» anti evasione dei professionisti, decreto entro fine anno

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