PREVIDENZA

Professionisti, in Valle d’Aosta evasione contributiva scesa dal 25% all’8%

Una legge regionale del 2020 ha previsto l’obbligo della regolarità contributiva per i professionisti anche nei rapporti con i privati

di Federica Micardi

(napa74 - stock.adobe.com)

3' di lettura

La regolarità contributiva per molte Casse di previdenza dei professionisti è un problema. I mancati incassi delle Casse dovuti all'evasione dei contributi superano i 4,6 miliardi, come rilevato dal Sole 24 Ore in un inchiesta dell'ottobre 2020. Il tema è tornato alla ribalta con il contributo per il parziale esonero contributivo; molti professionisti non hanno potuto richiederlo proprio perché mancava la regolarità nei versamenti sui contributi previdenziali.
È di qualche giorno fa l'appello al Governo del presidente di Cassa geometri Diego Buono di prevedere nella legge di Bilancio attualmente allo studio, l'obbligo del Durc (documento unico di regolarità contributiva), per i professionisti anche negli incarichi con i privati.
L'obbligo del documento di regolarità contributiva potrebbe dare un'importante spinta verso la regolarizzazione. Lo dimostrano i risultati ottenuti in Valle d'Aosta dove quest'obbligo esiste da un anno e mezzo.

Il caso Valle d’Aosta

La legge regionale 78 del 2007, che contiene «Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi», all’articolo 4-bis, comma 2 (inserito con la legge regionale 3/2020) prevede che le istanze di permesso di costruire e le segnalazioni certificate di inizio attività devono essere corredate dalla dichiarazione sostitutiva di regolarità contributiva del professionista incaricato. A chiedere questa modifica sono stati i professionisti tecnici della Regione, in particolare gli Ordini di architetti, ingegneri, agronomi e forestali, geologi, periti industriali e geometri, circa un migliaio di professionisti.

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Dal 2020, quindi, un professionista che intende depositare le pratiche in Comune valdostano, anche se proviene da un'altra regione, è tenuto a dimostrare di essere in regola sul fronte previdenziale.

In un anno e mezzo la percentuale di professionisti non in regola con i contributi in questa Regione è scesa dal 25% all'8%. Trattandosi di una legge regionale non si applica agli enti statali, come il Catasto o i tribunali, che quindi non sono tenuti a verificare che il professionista abbia effettuato con regolarità i versamenti previdenziali, questo spiega in parte quell'8% di professionisti non in regola. L’aspetto assurdo, rileva il presidente del collegio dei geometri della Valle d'Aosta Remy Vauterin è che i professionisti sono demandati a controllare che tutti gli altri abbiano il Durc mentre noi possiamo lavorare senza dover dimostrare di essere in regola con i versamenti previdenziali.

Un aiuto per le Casse

Ad attestare la regolarità dei versamenti è solo la Cassa di previdenza (a differenza del Durc che vede coinvolto più di un ente), «questo significa – spiega Vauterin – che quest’obbligo non comporta particolari adempimenti ed è semplice da ottenere» se si è in regola, inoltre non ci sono oneri per lo Stato.

L'evasione contributiva crea, da una parte una concorrenza sleale, e dall’altra impoverisce le Casse di previdenza; chi evade evita di versare circa il 18% del proprio reddito alla Cassa di previdenza (percentuale che può cambiare da una professione all'altra), oltre a privare la Cassa del contributo integrativo, che è pari al 4 o al 5% del fatturato.

«Le Casse non hanno strumenti coattivi efficaci per recuperare questi soldi – sottolinea Vauterin – e l'estensione dell'obbligo di regolarità contributiva darebbe un bell’impulso alla regolarizzazione; bastano poche righe in una legge come è successo per la Valle d'Aosta e mi chiedo perché fino ad oggi una norma del genere non sia stata presentata e approvata, certo – ammette Vauterin – può essere un intervento non molto popolare».

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