ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa seconda tranche

Profughi ucraini, dal 14 giugno i nuovi pagamenti per il contributo di sostentamento

Finora i 300 euro trimestrali pro capite sono stati chiesti per 45.658 sfollati ucraini

di V.Me.

Curcio (Protezione Civile): "Prima tranche contributo economico data a 20mila rifugiati ucraini"

2' di lettura

Partirà il 14 giugno, la seconda tranche dei pagamenti del contributo di sostentamento da 300 euro al mese per ciascun adulto (più 150 euro per ogni bambino), destinato agli ucraini che sono arrivati in Italia dopo l’invasione russa, e hanno chiesto il permesso di soggiorno per protezione temporanea, in base alla direttiva Ue 2001/55/Ce.

Il contributo spetta per tre mesi, a partire dalla richiesta in Questura della protezione temporanea. Il pagamento avviene presso gli uffici postali, dopo aver ricevuto l’email e l’sms che comunicano al richiedente il diritto al beneficio. Per il ritiro degli importi, è necessario esibire i documenti delle persone per le quali è stato chiesto l’aiuto, e la ricevuta della domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea, rilasciata dalla Questura.

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I pagamenti

La seconda tranche dei pagamenti si riferisce alle domande presentate dal 9 maggio in poi.

Per le richieste arrivate alla Protezione civile fino a quella data (tramite la piattaforma online https://contributo-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it ), sono stati disposti finora 22mila pagamenti. Il contributo, però, è stato materialmente ritirato da 18mila richiedenti, con una spesa di 9 milioni di euro. «Più o meno 4mila persone - fanno sapere dal Dipartimento guidato da Francesco Curcio - non si sono presentate agli uffici postali. Si può ipotizzare che si presenteranno in futuro, o che un certo numero di cittadini ucraini sia già ripartito dall’Italia, per tornare in patria».

In qualche ufficio postale i pagamenti sono stati complicati dalla richiesta, da parte del personale, della traduzione in italiano dei passaporti in cirillico, per verificare che la persona allo sportello fosse effettivamente il richiedente del beneficio. Questo problema - fa sapere sempre il Dipartimento della Protezione civile - può essere risolto dai cittadini ucraini chiedendo aiuto direttamente in Questura, al momento della richiesta del permesso di soggiorno per protezione temporanea.

Le richieste

Finora il contributo di sostentamento previsto dal Dl 21/2022 e disciplinato dall’Ordinanza della Protezione civile 881/2022 è stato richiesto per 45.658 persone, minori compresi.

Le domande sono state presentate da 35mila richiedenti (nel caso di una famiglia di 5 persone, ad esempio, il richiedente può essere il capofamiglia o la madre, ma i beneficiari saranno tutti).

Poiché le richieste di permesso di soggiorno per protezione temporanea presentate finora sono 111.259 (65.612 adulti e 45.647 minori), il contributo di sostentamento è stato richiesto nel 41% dei casi.

La ratio del contributo è quella di un aiuto agli ucraini sfollati per tre mesi, nell’ottica di una progressiva acquisizione di autonomia, magari attraverso l’inserimento al lavoro. Con la semplice richiesta del permesso di soggiorno, i rifugiati possono infatti essere assunti.

La domanda del contributo

È ancora possibile chiedere il contributo di sostentamento, che è stato rifinanziato con il Dl 50/2021, per aiutare fino a 80mila beneficiari.

La domanda deve essere presentata online, tramite la piattaforma predisposta dalla Protezione civile, in tre lingue: italiano, inglese, ucraino.

Per accedere e presentare la richiesta non serve lo Spid. Bisogna avere il codice fiscale del richiedente (indicato nella ricevuta della domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea), un numero di cellulare e una email. Questi recapiti serviranno sia a ricevere i codici per far partire la richiesta, sia per essere contattati, dopo la verifica dei requisiti, per ritirare gli importi spettanti.

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