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Profumo: dall’Intelligenza artificiale occasioni di lavoro e ricerca

Il presidente della Fondazione Bruno Kessler ha partecipano all'incontro "Le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale" in occasione del Festival dell'Economia di Trento tracciando il futuro di questo campo di ricerca e delle sue applicazioni

di Flavia Carletti

(ipopba - stock.adobe.com)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Intelligenza artificiale è un campo di ricerca e innovazione che offre tante possibiltà di sviluppo e di creazione di nuovi posti di lavoro. Ne è convinto Francesco Profumo, presidente della Fondazione Bruno Kessler, che ha partecipato all'incontro dal titolo "Le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale" in occasione del Festival dell'Economia di Trento, durante il quale ha dialogato con il giornalista Gerardo Graziola. Il settore dell'Intelligenza artificiale è «meraviglioso per la ricerca e darà tantissimo lavoro», ha affermato, ricordando che dagli anni Ottanta, quando sono partiti i primi studi sul campo nel nostro Paese la ricerca ha vissuto diverse stagioni e dopo una fase di inverno, in cui lo sviluppo si era quasi fermato, ora sta tornando a crescere. Questo si deve anche al fatto che per poter avere ulteriori sviluppi, servirà migliorare la capacità di calcolo e di elaborazione dei dati.

Con più capacità di calcolo, algoritmi andranno riscritti

«Siamo quasi al limite dell’utilizzo del silicio, perché tutto quello che è collegato al calcolo è legato al transistor e nell'attività si genera calore e siamo quasi al limite della capacità», ha spiegato Profumo. Per questo motivo, «la prossima generazione sarà la luce. Dobbiamo iniziare a pensare che l'algebra sarà diversa e c’è un mondo in questa fase storica di ricerca, ricerca che parte dalla fotonica – in cui la fondazione Bruno Kessler è un pilastro –. In questo arco di tempo, forse una decina di anni, al silicio sostituiremo la luce, agli elettroni i fotoni, e gli algoritmi andranno riscritti». In questo campo, «è necessario che l’Europa, che ha perso terreno in alcuni settori, non lo faccia». Anche dalle fondazioni bancarie, ha continuato Profumo (che guida anche l'Acri, ndr) «c’è grande attenzione all'Intelligenza artificiale, anche per le ricadute sociali e alcune – quelle più grandi – hanno già fatto molto, altre si stanno muovendo adesso. Tanto più ci sarà attenzione, tanto più le fondazioni se ne occuperanno».

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Già tante applicazioni pratiche ma attenzione a rischi

L'Intelligenza artificiale, «che deve essere di aiuto e affiancare quella cerebrale», ha continuato Profumo «è molto più avanti di quello che ci raccontiamo». Sono già tantissime, secondo il presidente della Fondazione Bruno Kessler, le applicazioni nella vita reale: «La nostra vita è molto più permeata da attività di Intelligenza artificiale di quanto potremmo immaginare», anche se questo porta con sé «problemi etici e di dati, di chi è la proprietà, chi li usa» e per questo «la Commissione Ue ha fatto bene a dare delle indicazioni, perché un sistema senza regole diventa pericoloso». Andando a vedere le applicazioni pratiche, «un settore di grande interesse per l'Intelligenza artificiale è quello assicurativo. Ora le polizze sono un po’ standardizzate», mentre applicando l'Ia alla raccolta dei dati - «salute, comportamento, uso dello smartphone» - permette una «personalizzazione della polizza». Oltre alle assicurazioni, ha continuato Profumo, tra le tanti applicazioni c'è la «manutenzione preventiva. Pensiamo di averla invece di fare quelle programmate: a volte si fa inutilmente, a volte troppo tardi. Se invece ci fosse la possibilità di avere quella preventiva attraverso l'acquisizione dati» ci sarebbe un vantaggio e un risparmio. Bisogna però fare attenzione e mantenere un set di regole, perché si pongono dei problemi etici e morali, che passano dalla gestione dei dati alla possibilità che l'Intelligenza artificiale possa essere usata per creare fake news. «L'Intelligenza artificiale è un ausilio all’uomo, serve per cooperare con l'intelligenza cerebrale nell’ambito di un set di regole e questo ha come fine un miglior benessere dell'uomo», ha sottolineato.

Nota dolente sui bandi Pnrr

Una nota dolente, però Profumo l'ha rintracciata nel modo in cui sono stati elaborati alcuni progetti sul tema che saranno finanziati con il Pnrr. «Lo dico con un certo dispiacere, c’è stata poca competizione» tra i centri nazionali di ricerca, che hanno presentato progetti diversi ai bandi e se ne sono aggiudicato uno a testa, mentre per scrivere i progetti migliori «ci vuole competizione» e poi solo dopo «fare rete» che per migliorare la ricerca diventa indispensabile «in un mondo così complesso come quello dell'Ia».

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