ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùcoronavirus

Profumo: le Fondazioni reggono anche con lo stop cedole, ma serve una revisione della fiscalità

Il presidente dell'Acri fa il punto sulle conseguenze della pandemia e punta il dito su una tassazione che negli ultimi 10 anni «è quintuplicata». Quanto a Intesa Sanpaolo, l'indirizzo è chiaro: il rinvio del dividendo sia solo temporaneo e la banca proceda nell'ops su Ubi

di Paolo Paronetto

default onloading pic
(ANSA)

Il presidente dell'Acri fa il punto sulle conseguenze della pandemia e punta il dito su una tassazione che negli ultimi 10 anni «è quintuplicata». Quanto a Intesa Sanpaolo, l'indirizzo è chiaro: il rinvio del dividendo sia solo temporaneo e la banca proceda nell'ops su Ubi


3' di lettura

La pandemia di coronavirus avrà «un impatto su tutto il sistema economico globale e anche sulle Fondazioni di origine bancaria», che nel breve periodo potranno far fronte agli impegni grazie ai fondi di stabilizzazione delle erogazioni, ma che per il lungo termine auspicano una revisione del regime fiscale, che oggi le penalizza «più dei soggetti profit». In particolare alla luce della carenza di risorse che sarà provocata dalla sospensione dei dividendi delle banche, oltre che dal cattivo andamento dei mercati finanziari. Il presidente dell'Acri, Francesco Profumo, fa così il punto sull'impatto di Covid-19, in attesa che il tema approdi formalmente al consiglio dell'associazione l'8 aprile. I patrimoni degli enti, nota Profumo, «sono investiti in maniera molto diversificata, quindi è prevedibile che non saranno solo i mancati dividendi delle banche, ma il complessivo cattivo andamento dei mercati finanziari a intaccare l'attività istituzionale delle Fondazioni in favore dei loro territori». Fortunatamente per il momento la situazione potrà essere gestita grazie ai fondi di stabilizzazione, «che attualmente ammontano in media al doppio delle erogazioni annuali». Nonostante il contesto straordinario, quindi, «le erogazioni si manterranno entro livelli accettabili, per non arrecare un colpo ulteriore a quelle realtà che sono i tradizionali destinatari dei contributi delle Fondazioni (dal Terzo settore alla ricerca, dalla cultura all'istruzione), già gravate dall'emergenza e che avranno bisogno di un grande aiuto per ripartire».

Negli ultimi 10 anni tassazione quintuplicata
Le Fondazioni resistono, quindi, ma non possono fare a meno di tornare a evidenziare le asimmetrie esistenti, a partire da quelle sulla fiscalità. «Una volta passata la terribile emergenza che stiamo vivendo, riteniamo andrebbe avviata una complessiva revisione del regime fiscale delle Fondazioni di origine bancaria, che consenta ad esse di poter agire con maggiori risorse nell'esclusivo interesse della collettività», scandisce Profumo, ricordando che «nell'ultimo decennio la tassazione sulle Fondazioni è aumentata enormemente, fino quasi a quintuplicare». Tanto che «il Fisco potrebbe essere considerato il primo "settore" di intervento delle Fondazioni», che «sono sottoposte a un regime fiscale paradossalmente più penalizzante di quello di soggetti profit e che ha subito, nel corso degli anni, significativi inasprimenti».

«Rinvio cedola Intesa sia temporaneo, la banca vada avanti su Ubi»
Quanto alla situazione specifica della sua fondazione, la Compagnia di San Paolo storico azionista di Intesa Sanpaolo, Profumo si dice «positivo» e rassicura sulla capacità di far fronte agli impegni « anche in assenza dei dividendi, considerata l'ottima gestione diversificata del patrimonio». Cosi' il presidente della Compagnia. «Non nascondo però - aggiunge - che lo stop al dividendo rappresenta una riduzione significativa e auspichiamo possa essere temporanea vista la solidità patrimoniale della banca conferitaria».

Profumo concorda quindi con la posizione espressa ieri da un altro socio di Intesa: la Fondazione Carisbo presieduta da Carlo Monti. «Credo che la situazione che stiamo vivendo sia talmente grave che possa anche portare non certo ad annullare, mi auguro, ma a spostare l'erogazione del dividendo in modo tale che non vada perso e che, al contempo, le banche mantengano la liquidità sufficiente per venire incontro alle esigenze dell'economia», ha detto lunedì 30 marzo Monti a Radiocor, anticipando di fatto la scelta di Intesa. La fiducia nella banca guidata dall'a.d. Carlo Messina è comunque confermata in pieno, tanto che Profumo si dice convinto che nonostante il difficile contesto globale l'istituto non debba fare passi indietro nell'offerta pubblica di scambio lanciata su Ubi Banca: «Siamo convinti che si debba perseguire la strada intrapresa», conclude.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...