InfinityHub

Progetti tailor made per la conversione green di grandi edifici e imprese

di Valeria Zanetti

2' di lettura

L’innovazione è il driver dello sviluppo accelerato di InfinityHub, società benefit che opera nei settori della green economy, energia, transizione ecologica e fintech. Nuovi il modello di business, decentrato e partecipato, la strategia condivisa di finanziamento dei progetti, mentre le risorse umane impiegate sono soprattutto neolaureati addestrati ai social. Nata a Rovereto nel 2016, l’impresa è cresciuta in modo esponenziale nonostante l’emergenza sanitaria. «In cinque anni abbiamo moltiplicato per 40 il valore della produzione fino ai 3 milioni e mezzo di ricavi del 2020, che a fine anno probabilmente raddoppieranno», spiega il fondatore e ceo, Massimiliano Braghin. Una delle chiavi del successo sta nella condivisione dei progetti di conversione energetica di grandi immobili come ospedali, Rsa, centri commerciali, edifici sportivi e persino dell’isola di San Servolo, a Venezia.

Per ogni proposta di intervento formulata dal cliente, viene costruita una joint venture e impostata una comunicazione social per raggiungere potenziali stakeholder e finanziatori. Seguono diagnosi energetica e costruzione di un business plan, poi viene costituita una società veicolo dove confluiranno i finanziamenti. In seguito viene lanciata la campagna di equity crowdfunding sui principali portali italiani con target di cessione media del 40% del capitale sociale. Il modello partecipativo ha portato all’incremento della community: oltre ai 20 azionisti, sono 530 i soci della holding e altri 500 suddivisi tra le 12 partecipate. «Decliniamo green, finanza etica e comunicazione social in un modello win-win dove vincono tutti», prosegue il ceo. L’ennesima prova sta nel successo della terza campagna di equity crowdfunding promossa a settembre, per la raccolta record di oltre 2 milioni, da parte di 332 nuovi azionisti. Prossimo obiettivo è l’ingresso in Borsa, probabilmente a fine 2022. Intanto cresce il numero degli addetti, 12 gli inseriti quest’anno in organico, più una ventina di collaboratori, che si occupano dei progetti territoriali. Anche lo scouting di risorse umane è innovativo. «Le leve provengono, in parte, dall’Academy varata da InfinityHub con l’università Ca’ Foscari. Si tratta di neolaureati e specializzati in finanza, scienze ambientali, gestione e startup – dice Braghin. – Gli investitori professionali mi suggeriscono spesso di puntare su manager già profilati, ma io preferisco giovani sensibili all’ambiente, entusiasti e capaci di comunicare sui social: non bicchieri da riempire, ma fuochi da accendere per intraprendere nuove sfide».

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