Formazione

Progetto Cina, E-work valorizza il dialogo tra risorse umane italiane e cinesi

Siglato l’accordo con Aici, l’associazione delle più grandi aziende di Pechino in Italia

di Rita Fatiguso


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3' di lettura

Un Progetto Cina, un team motivato, agile e flessibile, un solido accordo di sistema con la rete delle aziende di Pechino attive in Italia.

E-work, agenzia per il lavoro, con questi tre passi ha fatto il gran salto ispirato dal network Italy-China Link per collaborare, in tutti i vari aspetti delle risorse umane, con le realtà cinesi che hanno investito o che investiranno in Italia, nel segno della gestione delle diversità culturali. Perché c'è un mondo del lavoro consolidato e in crescita nato dalle relazioni tra Cina e Italia che ha bisogno di capacità e risorse adeguate per risolvere problemi e ottimizzare i talenti. Tema complesso che, finora, non ha trovato risposte né soluzioni adeguate per far dialogare efficacemente sui luoghi di lavoro gli interlocutori cinesi ed italiani. Bisogna aver coraggio per colmare simili distanze.

Paolo Ferrario, amministratore delegato e presidente di E-work, ne è consapevole. “Il primo quesito che ci siamo posti – dice Paolo Ferrario - è se questo passo verso la Cina ci faceva paura. La risposta è stata no. Dovremo confrontarci con modelli culturali differenti, probabilmente distanti da quelli occidentali; aprire a questo mondo sarà per noi un'ulteriore occasione di crescita, con Pechino si aprono anche opportunità che vanno gestite”.

Il team di Progetto Cina ha lavorato per mesi alla preparazione della strategia, anche con viaggi e un confronto sul campo con istituzioni e operatori del mondo del lavoro cinese in Cina nonché con la partecipazione alla Belt&Road for local cooperation ad Hangzhou. Questo ha permesso al team di calarsi in un mondo sideralmente diverso da quello italiano.

“Le relazioni tra Italia e Cina sono in crescita costante, una prova della grande sintonia e del desiderio dei due Paesi di collaborare in modo win-win. Le imprese cinesi che stanno aprendo o hanno aperto la sede in Italia – dice il coordinatore del Progetto, Boris Bonugli, rappresentano una grande opportunità per l'economia e gli interscambi tra Italia e Cina e il ruolo delle risorse umane, va detto, è un elemento determinante per il successo o insuccesso di qualunque organizzazione in tutto il mondo”.

Cruciale è stata la sigla dell'MoU con il China Council for the Promotion of International Trade (Ccpit) (si veda la foto), il cui vice rappresentante generale , Yao Lujie, è anche il segretario generale dell'Associazione delle aziende cinesi in Italia (Aici). Aziende che vanno dal gigante Huawei alle aziende di medio calibro che hanno acquisito o collaborano con aziende italiane.

E-work vuol conoscere il punto di vista cinese sul lavoro attraverso l'invio di un questionario alle imprese cinesi in Italia e in Cina, condiviso con le autorità di riferimento. Comprendere le aspettative del Board tramite l'analisi dei fabbisogni aziendali. Definire il dislivello di competenza evidenziando le criticità rilevate. Evidenziare talenti e valorizzarli. Fornire strumenti per potenziare il ritorno nell'investimento. Il che richiede una tabella di marcia molto serrata. E la capacità di imboccare nuove strade.

“Procediamo, intanto, con l'invio del questionario internazionale certificato, nato in Italia ma validato da Analisi fattoriale e utile per mappare l'Intelligenza Emotiva delle persone - commenta Fabio Iseppato Talent development specialist di E-work – seguito da ulteriori invii per arrivare a mettere a fuoco la visione del mondo del lavoro cinese in Italia e cinese in Cina”. “L'approccio chiavi in mano – continua Fabio Iseppato - con la Cina non funziona e non può funzionare. Abbiamo rovesciato il teorema, quindi, bussando alla loro porta e chiedendo: cosa possiamo fare per voi?”.

Operativamente, E-work evidenzierà le criticità organizzative, con l'obiettivo di trovare la soluzione efficace che porti al miglioramento della performance aziendale, fornendo al mercato cinese e italiano personale altamente qualificato in base alle analisi effettuate, che abbia competenze linguistiche e tecniche specifiche per le esigenze aziendali.

Tutto questo è e sarà possibile grazie a una relazione costante tra E-work e CCPIT e le imprese cinesi in Italia e in Cina. Ma il contesto di collaborazione ha anche aspetti speciali. Cristiano Cristiani che si occupa dello sviluppo operativo del progetto tira in ballo un valore aggiunto, gli E-work Cafè. Ovvero gli spazi e le aree dell'agenzia adatti anche per attività formative, di confronto e svago. E promette: “Gli E-work cafè vogliono diventare un punto di riferimento e di aggregazione per le aziende cinesi e italiane interessate a conoscersi. E-work organizzerà ogni mese incontri per giovani imprenditori e manager, studenti universitari cinesi e giovani imprenditori e manager italiani e internazionali per favorire scambi, esperienze e nuove opportunità di collaborazione per eventi e incontri a tema. Una disponibilità che si sposa molto bene con la sensibilità cinese, molto incline alla convivialità”.

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