costruzioni

Progetto Italia, il gap con i colossi europei resta ampio

Il matrimonio tra Salini Impregilo e Astaldi, con un fatturato potenziale attorno ai 9 miliardi, proietterà la nuova realtà al settimo posto e il completamento di Progetto Italia permetterebbe all’agglomerato di consolidare quella posizione in classifica

di Laura Galvagni


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2' di lettura

Progetto Italia nasce dall’esigenza di creare un campione nazionale che risolva la crisi generale che ha investito il settore delle costruzioni nel paese. Allo stesso tempo, però, vuole anche realizzare un gruppo di dimensioni tali da poter essere realmente competitivo sullo scacchiere internazionale. Secondo la classifica dello studio Guamari, la sola Salini Impregilo, stante un fatturato 2018 di poco superiore ai 5 miliardi, si trova circa in quattordicesima posizione nella top 50 dei costruttori europei. Il matrimonio con Astaldi e un fatturato potenziale attorno ai 9 miliardi proietterà la nuova realtà al settimo posto e il completamento di Progetto Italia permetterebbe all’agglomerato di consolidare quella posizione in classifica, stante un giro d’affari di 14 miliardi e fermi i risultati dei competitor diretti.

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Insomma di fatto nasce un gigante italiano ma che sullo scenario europeo dovrà fare parecchia strada per imporsi. Il primo gruppo Vinci ha un fatturato di 43 miliardi mentre il secondo Acs, considerato anche l’apporto della controllata tedesca Hochtief, ha ricavi per oltre 36 miliardi e la francese Bouygues per 27,9 miliardi. La distanza da colmare con i tre big del Vecchio Continente è dunque ampia. Ma già una volta completato Progetto Italia la nuova realtà sarà comunque a un passo dal quarto protagonista della grandi opere in Europa, ossia la svedese Skanska che fattura oltre 16 miliardi, poco più di quanto sono i ricavi di Eiffage.

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Tutto questo serve dunque per dare la misura di quanto fosse necessario mettere in agenda un piano che superasse l’eccessiva frammentazione del settore costruzioni in Italia. Per dare al paese l’opportunità di iniziare a competere con una certa dimensione sullo stesso scacchiere internazionale. Lo stesso Pietro Salini, ceo di Salini Impregilo, in una lettera inviata ai dipendenti ha spiegato così le motivazioni alla base di Progetto Italia: «Dare vita a quello che io considero un sogno: la realizzazione di un polo nazionale delle costruzioni con ambizioni globali, che unisca competenze diverse e dia la possibilità di competere alla pari con i grandi attori internazionali».

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