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Progetto “Native grapes academy”, a Verona scoperta frode da 5 milioni

Procura europea e Guardia di finanza sequestrano fondi per 2 milioni di euro

2' di lettura

Truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti dell’Unione europea: sigilli a 2 milioni di euro in un’inchiesta che riguarda l’Unione italiana vini servizi società coperativa (Uiv).

Gli indagati

L’indagine, della procura europea, è stata condotta dalla Guardia di finanza di Milano. Nel registro degli indagati, con l’accusa di truffa aggravata, ci sono Paolo Castelletti, amministratore delegato della Uiv, Alessio Aiani, direttore finanziario della Uiv e Pietro Versace, consulente sia di Uiv sia di Verona Fiere spa.

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Secondo gli accertamenti sarebbe stata commessa una frode per il conseguimento di erogazioni pubbliche di matrice unionale, connesse alla partecipazione ad un bando europeo di cui al Regolamento (Ue) n. 1144/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio europeo per la promozione di prodotti agricoli, nel mercato interno e nei Paesi terzi.
La frode ai danni dell’Unione europea riguarda l’ottenimento di un finanziamento diretto, pari ad 5.061.358 euro, di cui 2.085.810 già erogati, in due tranche una nel 2018 e una nel 2020, dalla Agenzia esecutiva dell’Unione europea per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (Chafea) ed incassati dalla cooperativa, in qualità di beneficiario-coordinator del progetto.

Progetto native grapes academy

Per il tribunale di Verona, che ha convalidato la richiesta di sequestro dell’accusa, gli indagati avrebbero indotto in errore la Chafea «circa il costo totale del progetto Native grapes academy per cui era stato chiesto il finanziamento, circa l’effettiva esistenza di un conflitto di interessi tra Uiv e Veronafiere spa e circa l’effettiva destinazione dei fondi ricevuti, utilizzando gli artifizi e raggiri relativi al rapporto tra Uiv e Veronafiere spa».

In particolare, gli indagati avrebbero irregolarmente indicato Veronafiere spa come Implementig body destinato all’esecuzione del progetto Native grapes academy per l’intero ammontare di oltre 5 milioni di euro.

Il sistema

Il sistema fraudolento, secondo l’ipotesi investigativa, consisterebbe infatti nella pre-individuazione della società che avrebbe svolto il ruolo di implementing body la quale si sarebbe poi agevolmente aggiudicata la successiva procedura di selezione. Inoltre, le due società hanno anche stipulato un contratto di servizi denominato “Accordo quadro”, apparentemente indipendente dal progetto ma in realtà destinato a dissimulare la retrocessione al coordinator del progetto, di un importo pari al 35% del costo ammissibile. In tal modo, le due imprese coinvolte nell’indagine avrebbero – secondo l’accusa – indotto in errore la competente Agenzia dell’Unione europea, circa l'effettiva esistenza di un nesso strutturale e di un conflitto di interessi tra le parti, nonché sulla reale destinazione dei fondi erogati.

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