L’ESECUTIVO M5S-PD

Programma in costruzione: tutti i punti della svolta green

La sensibilità verso un modello di produzione più ecocompatibile e l’attenzione all’economia circolare sono due elementi condivisi dalle due forze politiche impegnate in queste ore a trovare un’intesa per un nuovo esecutivo giallo rosso

di An.C.


Crisi di governo, avanti la trattativa M5s-Pd

3' di lettura

In queste ore di trattative febbrili tra M5S e Pd per dare vita a un nuovo esecutivo, il “fattore programma” è, assieme al nodo premier (che si avvia a soluzione), l’altro grande tassello del puzzle dell’assetto politico post crisi. Un dossier complesso che tuttavia trova nella svolta green, cara tanto ai pentastellati (per il fondatore del Movimento Beppe Grillo è un cavallo di battaglia) quanto ai Dem, un importante punto di incontro. Le distanze iniziali sul nome di Giuseppe Conte alla guida del nuovo esecutivo giallo rosso sono venute meno con il passare delle ore. E sono aumentate le probabilità che a guidare il nuovo governo sia ancora una volta l’”avvocato del popolo”.

I punti di incontro tra M5S e Pd su ambiente e green economy
Una volta individuato quello che, dal punto di vista di M5S e Pd, dovrebbe essere il nuovo presidente del Consiglio, rimane però da definire il programma di governo. Uno dei dieci punti indicati dai pentastellati nella prima tornata di consultazioni prevede un «Cambio di paradigma sull’ambiente, un’Italia al 100% rinnovabile». In occasione della conferenza stampa che ieri Nicola Zingaretti ha convocato nella sede romana del partito, dopo la riunione dei sei tavoli di lavoro sul programma ai quali hanno partecipato i membri della segreteria e i capigruppo, il segretario del Pd ha messo in evidenza che all’Italia «serve un programma green», con una nuova «serie di investimenti» in particolare nella scuola e nella sanità.

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Convergenza sull’economia circolare
Tra i punti fermi la necessità di andare verso un modello di economia circolare, un modello che piace a entrambi gli interlocutori. È un sistema di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

La proposta Pd: fondo da 50 miliardi per investimenti green
Dai tavoli Dem è emersa la proposta di premiare le imprese che hanno promosso o promuovono una riconversione ecosostenibile. Il Pd pensa anche a un Fondo verde da una cinquantina di miliardi, nel periodo 2020-2035, per finanziare investimenti green. Tra le proposte emerse, anche un taglio graduale ai sussidi che danneggiano l’ambiente (19 miliardi), con misure compensative per chi investe su macchinari a impatto ambientale contenuto.

La dedica di Zingaretti a Greta Thunberg dopo la vittoria alle primarie
Fin dal suo insediamento al Nazareno, del resto, Zingaretti ha chiarito di voler imprimere al partito una svolta ecologistica. La sostenibilità ambientale, è il messaggio lanciato in più di un’occasione dal governatore della Regione Lazio, è un’opportunità, non un vincolo. Che il tema gli sia particolarmente caro lo dimostra la scelta di Zingaretti, che oggi è in prima linea nella trattativa con i pentastellati per far nascere un nuovo governo dopo lo strappo di Salvini, di dedicare la sua vittoria alle primarie a Greta Thunberg, la giovane attivista svedese animatrice dei Fridays For Future in tutto il mondo.

I passaggi inseriti da M5S nel contratto con la Lega
Una sensibilità verso questi temi è condivisa dai Cinque Stelle. Nel contratto per il governo del cambiamento, che ha aperto la strada all’esecutivo giallo verde, i pentastellati si erano adoperati per inserire un quarto paragrafo su “Ambiente, green economy e rifiuti zero”, temi da sempre cavallo di battaglia del Movimento. Sergio Costa, il ministro dell’Ambiente nel governo Conte che in più di un’occasione ha posto l’accento sulla necessità di puntare in maniera decisa sulla green economy, è tra i nomi dei ministri dell’esecutivo uscente che potrebbero essere confermati in un eventuale governo giallo rosso.

La svolta verde annunciata dalla presidente della Commissione Ue
La svolta green, infine, è un passaggio chiave dell’ultimo discorso della neo presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla Plenaria del Parlamento europeo. I voti dei deputati europei di Pd e Cinque Stelle hanno consentito all’ex ministro della Difesa tedesco di essere eletta. In quell’occasione i grillini hanno assunto una posizione diversa rispetto alla Lega, allora alleata al governo. Prove di dialogo in vista di un Conte bis, che alla vigilia si preannuncia meno sovranista e più europeista.

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