ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervista Iole Anna Savini

«Programmi elettorali scarni sul contrasto a questi reati»

Secondo Iole Anna Savini, presidente di Transparency Italia: «Il contrasto alla corruzione parte dalla formazione nelle scuole e dalla sensibilizzazione in tutti i segmenti della società»

2' di lettura

«Il contrasto alla corruzione parte dalla formazione nelle scuole e dalla sensibilizzazione in tutti i segmenti della società». Così Iole Anna Savini, presidente di Transparency Italia.

Presidente, in tema anticorruzione l’agenda elettorale è scarna. Avete fatto delle proposte ai partiti?

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Sì, sono state elaborate su proposta dell’advisory board di Transparency International Italia. Quanto alla motivazione dell’iniziativa, risiede proprio nella circostanza che nei programmi elettorali politici si fosse rilevata una scarna attenzione verso le tematiche della trasparenza e del contrasto alla corruzione. Tema centrale dello statuto del cittadino, la cui valorizzazione passa attraverso la formazione e la sensibilizzazione in tutti i segmenti della società.

Tra le proposte c’è l’adeguamento alla direttiva Ue del whistleblowing.

La trasposizione della Direttiva Ue consentirà di rafforzare l’efficacia dello strumento, ampliando il novero dei soggetti tutelati e il raggio di azione verso i lavoratori del settore privato. Quale contributo al legislatore, abbiamo messo a punto un documento che suggerisce il rispetto della clausola di non regressione rispetto ai diritti già attribuiti dalle leggi nazionali, di migliorare la protezione dei segnalanti dalle azioni ritorsive, di rendere il processo più inclusivo rispetto alle associazioni che hanno promosso questo strumento negli anni.

Il tema lobbying?

In Italia ancora oggi manca una normativa che identifichi con puntualità il lobbying, ma è stato introdotto il traffico di influenze illecite. La definizione di un articolato normativo è stato peraltro raccomandato da Transparency nell’ultimo report del Corruption Perception Index.

Proponete anche la razionalizzazione della disciplina sulla responsabilità degli enti (Dlgs 231/2001) e della trasparenza nella Pa (legge 190/2012).

La disciplina 231 è centrale per l’anticorruzione e va resa maggiormente efficiente, modificandola in taluni elementi, tra cui i compiti dell’Organismo di vigilanza. D’altra parte, la legge 190 sulla trasparenza della Pa deve essere armonizzata con la recente disciplina del Piano integrato di attività ed organizzazione per le Pa (Piao) e con la normativa in materia di digitalizzazione delle attività amministrative, argomento essenziale anche per Anac.

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