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Musk promette: «Non venderò azioni Tesla per due anni. Forse»

Il ceo si difende dall’accusa di avere trascurato Tesla per dedicarsi a Twitter, acquistato a ottobre per 44 miliardi di dollari. Possibile un buyback

di Alberto Annicchiarico

Elon Musk (Reuters)

3' di lettura

L’allarme è arrivato forte e chiaro. Giovedì le azioni Tesla sono state vittima di un sell-off che ha prodotto perdite vicine al 9%, spingendo il rosso del 2021 (il peggiore di sempre) al 69%, ai minimi da oltre due anni. La capitalizzazione è scesa a 395 miliardi di dollari, quando a inizio d’anno viaggiava sul trilione. Elon Musk, il ceo indiziato numero uno del tracollo dagli investitori, per tamponare l’emorragia ha detto che non ha intenzione di vendere altre azioni Tesla per due anni, avendo scaricato quasi 40 miliardi di dollari di azioni quest’anno, principalmente per finanziare il suo acquisto (e le perdite) di Twitter.

Le nuove promesse

Musk non è nuovo a simili proclami (ne aveva fatti di simili in aprile e ad agosto, sal vo poi tornare a vendere), ma le sue dichiarazioni in un’audioconferenza su Twitter Spaces giovedì hanno fatto respirare il titolo della casa di Austin in premercato, prima di imboccare una nuova seduta in rosso, la sesta consecutiva.«Non venderò azioni fino a, non lo so, probabilmente tra due anni, sicuramente non l’anno prossimo in nessuna circostanza, e probabilmente non l’anno successivo», ha detto Musk in risposta a una domanda dell’investitore di lungo corso Ross Gerber, che mercoledì ha sfidato la leadership del Ceo di Tesla.

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Elon Musk, ha dichiarato a Bloomberg Tv Gerber, capo di Gerber Kawasaki Wealth Management, investitore anche in Twitter,«non è adatto» a gestire Twitter e dovrebbe invece concentrarsi sui danni che la sua acquisizione ha arrecato al marchio Tesla. I suoi tweet a volte troppo schierati politicamente potrebbero avere allontanato dal brand non pochi consumatori. Secondo Gerber sarebbe meglio che Musk si mettesse in una posizione di secondo piano, più sul versante delle tecnologie che non del rapporto con gli inserzionisti.

Buyback e cinesi in aiuto

Il secondo uomo più ricco del mondo (ha perso la prima posizione nel corso del 2022 proprio per le vicende legate a Twitter) ha negato di avere trascurato la guida di Tesla, ha imputato le colpe alla «grave recessione» in arrivo nel 2023 e a quella che secondo lui è già in corso, ed ha affermato di essere favorevole ad un buyback una volta che la direzione dell’economia sarà meno incerta. Musk ha ripetutamente criticato la Federal Reserve per aver alzato i tassi di interesse.

Intanto Musk secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, avrebbe coinvolto manager e ingegneri cinesi dell’impianto di Shanghai per risolvere i problemi di produzione di Tesla negli Stati Uniti, incluso lo sviluppo del famoso Cybertruck, il pick-up presentato ormai tre anni fa, e delle nuove batterie. Addirittura si vocifera che il numero uno della gigafactory cinese Tom Zhu possa aspirare a un ruolo più importante proprio per tamponare la fase Twitter del capo.

Forti sconti negli Stati Uniti

Il produttore di veicoli elettrici sta affrontando una fine d’anno difficile, non quella record che Musk aveva previsto, ovvero consegne superiori del 50% al 2021. Per incrementare le vendite di fine anno anche negli Stati Uniti, la casa automobilistica ha optato per generosi incentivi (7.500 dollari per chi acquista entro il 31 dicembre, a seguire 3.750 dollari), come ha già fatto in Cina (dove ha tagliato i prezzi e offerto polizze assicurative) per fare fronte alla concorrenza dei player locali, sempre più agguerriti e competitivi.

Obiettivo di prezzo tagliato

«Musk - ha commentato Dan Ives di Wedbush, che ha abbassato l’obiettivo di prezzo da 250 a 175 dollari (il titolo è sceso a 125 dollari) - ha perso credibilità presso la più ampia comunità di investitori poiché le promesse non mantenute anche sulla vendita di azioni, il fiasco di Twitter, l’apertura della tempesta politica ancora su Twitter e la perdita di smalto per il brand Tesla hanno portato a una completa debacle in Borsa. L’ultima cosa in assoluto che Wall Street vuole vedere è la soap opera di Musk sul palcoscenico mondiale con gli investitori che si sentono ogni giorno come Rocky Balboa».

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