Flotte Aziendali

Promuovere la svolta elettrica con incentivi, non con i divieti

di Gian Primo Quagliano


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La Peugeot 3008 rilancia sull’ibrido plug-in

2' di lettura

Quello che è appena iniziato sarà il decennio che vedrà un decisivo passo avanti nel processo che porterà due utopie a trasformarsi in realtà: zero morti sulle strade e zero inquinamento dove circolano le automobili. Le speranze che ciò avvenga poggiano su due pilastri: l’auto a guida autonoma e l’auto elettrica. Il percorso verso l’auto a guida autonoma è già cominciato perché da quando se n’è iniziato a parlare sono comparse anche nella produzione di serie un numero crescente di dispositivi pensati per l’auto a guida autonoma e già molto utili per rendere l’uso dell’auto più facile, e, soprattutto, più sicuro. Dall’ultimo CES di Los Angeles è emerso però che l’avvento dell’auto a guida autonoma non avrà luogo nei tempi ipotizzati. Perché ciò avvenga occorre infatti, non solo che siano pronte le auto, ma che siano pronte anche le infrastrutture viarie e su questo secondo tema i tempi potrebbero essere lunghi o anche molto lunghi per cui c’è chi pensa che la guida completamente autonoma universalmente diffusa resterà un’utopia. Se sarà così, l’utopia si sarà dimostrata ancora una volta utile perché il percorso per realizzarla avrà dato, giorno dopo giorno, risultati positivi.

Per massimizzare questi risultati cioè per avere effetti positivi sulla sicurezza stradale nel minor tempo possibile, occorre però che le auto vengano cambiate frequentemente per poter beneficiare nei tempi più rapidi possibili delle innovazioni tecnologiche. Da questo punto di vista le flotte aziendali sono certamente in una posizione di privilegio perché sostituiscono le loro auto dopo 3/4 anni contro i 7/8 anni degli automobilisti privati più virtuosi.

Ben diversa è la situazione per l’auto elettrica perché i vantaggi di questa soluzione non si ottengono gradualmente, ma con un salto di qualità, cioè passando da un veicolo ad alimentazione tradizionale ad uno elettrico ed affrontando i problemi che tutti conosciamo e cioè il costo dell’auto, l’autonomia, la possibilità effettiva di ricaricare la batteria. Si afferma che anche per l’auto elettrica l’ambiente ideale per il decollo sono le flotte e ciò perché nelle aziende cresce la sensibilità ambientale e perché tra i driver delle grandi flotte ve ne è sicuramente un certo numero che può già passare all’elettrico senza problemi. La quota delle auto elettriche nelle flotte resta però infima. Per farla crescere occorre che la politica non si limiti a porre divieti, ma intervenga con misure efficaci di sostegno. Per intenderci occorre andare ben oltre gli incentivi in vigore il cui appeal è stato nel 2019 così basso che gli esigui fondi stanziati non sono stati completamente utilizzati per mancanza di richieste. Occorrono quindi incentivi ben più importanti e per le flotte occorrono incentivi specifici. Una misura altamente opportuna sarebbe cominciare a correggere l’anomalia tutta italiana della parziale detraibilità fiscale dell’Iva e della parziale deducibilità dei costi di ammortamento e di esercizio per l’auto elettrica, come avviene nel resto del mondo non solo per l’auto elettrica ma per tutte le auto aziendali. Una misura di questo tipo cumulata con gli incentivi ancora in vigore potrebbe dare finalmente la spinta sufficiente perché la transizione all’auto elettrica cominci, almeno dalle flotte.

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