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Illy, pronta la sperimentazione dell’agricoltura virtuosa per il caffè

L’azienda benefit vuole essere carbon free entro il 2033. Nelle piantagioni un modello agronomico che sequestra carbonio dall’aria e rigenera i terreni

di Alessia Maccaferri

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L’azienda benefit vuole essere carbon free entro il 2033. Nelle piantagioni un modello agronomico che sequestra carbonio dall’aria e rigenera i terreni


2' di lettura

In due piantagioni del Guatemala e dell’Etiopia si sta realizzando un sogno nato a Trieste: l’agricoltura virtuosa, a cui lavora il presidente di IllyCaffè. «Nella lotta contro il cambiamento climatico, ci siamo dati un obiettivo: essere carbon free, entro il 2033, in occasione del nostro centenario» racconta Andrea Illy. «Abbiamo messo a punto un modello che sequestra carbonio dall’aria e rigenera i terreni con materia organica, rendendoli più fertili e migliorando le difese naturali contro i patogeni». Quest’anno l’azienda è diventata benefit ed è in attesa della certificazione BCorp.

Andrea Illy, presidente Illy Caffè (Imagoeconomica)

«Noi siamo una stakeholder company. Il che significa che in cima ai portatori di interesse ci sono i clienti con i loro 8 milioni al giorno di caffè. Poi i collaboratori, i fornitori, le comunità, l’azionista. L’azienda persegue la sostenibilità sistemica. Il profitto è concepito come mezzo, non come un fine». Nel 2019 l’azienda ha impiegato 1.405 persone e ha un fatturato di 520,5 milioni. Illy si dichiara attenta alla gestione sostenibile dell’intera filiera del caffè, certificata da un ente terzo attraverso il Responsible Supply Chain Process.

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«Lavoriamo mano nella mano con gli agricoltori ai quali trasferiamo know how per come ottenere la migliore qualità sostenibile, riconoscendo loro un premio per qualità dell’ordine del +30% rispetto al mercato, che consente a loro di essere più sostenibili economicamente». Un approccio virtuoso, che comprende un codice etico nei contratti con il riconoscimento dei diritti umani, che può aggravare i costi, osserverebbero i detrattori del modello benefit. «In realtà fa parte di una strategia - risponde l’imprenditore - La migliore qualità della materia prima e la migliore tecnologia ci consentono di perseguire il sogno di mio nonno, che è la nostra missione aziendale: il miglior caffè al mondo»

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