ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil risiko dell’auto

Fca-Renault, pronte le nozze. Fronte aperto con Nissan

di Marigia Mangano

(AFP)

3' di lettura

Fiat Chrysler Automobiles e Renault marciano spedite verso la fusione . Le due case automobilistiche si apprestano ad annunciare un’alleanza industriale che includerà anche uno scambio azionario. L’accordo, per ora limitato alla sola casa francese, potrebbe in un secondo tempo aprire la strada all’ingresso di Fca nell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, creando un gigante mondiale delle quattro ruote. Con numeri impressionanti: l’unione a quattro spingerebbe le vendite annuali del nuovo polo a 15 milioni di veicoli, superando di gran lunga Volkswagen, ferma nel 2018 a quota 10,83 milioni.

L’annuncio formale dell’operazione è atteso questa mattina, quando si riunirà il consiglio di amministrazione di Renault che illustrerà i contorni della grande alleanza. Le trattative sarebbero già in fase avanzata, con una accelerazione registrata soprattutto negli ultimi giorni. Questo dopo che il numero uno di Fca, Mike Manley e il presidente John Elkann si sono recati più volte a Parigi dall’inizio dell’anno per lavorare a un’intesa che ora sembra a portata di mano. E che avrebbe già ricevuto il nulla osta dai rispettivi governi, con il presidente di Renault Jean-Dominique Sanard che in una riunione che si è tenuta venerdì scorso avrebbe già presentato il piano di fusione al ministro delle finanze Bruno le Maire.

Loading...

Insomma, con oggi, tecnicamente, l’iter per l’aggregazione dei due gruppi dovrebbe partire ufficialmente. Con alcuni punti fermi.

Primo, la volontà è che si realizzi una fusione fra pari. Ecco perché, come riportato da Les Echos, per evitare che l’operazione non si traduca in una acquisizione di Renault da parte di Fca e della famiglia Agnelli, Fca verserebbe anticipatamente un dividendo straordinario agli azionisti. Questo permetterebbe di avvicinare le capitalizzazioni di mercato dei due gruppi: attualmente Fca pesa per circa 18 miliardi di euro, contro poco meno di 15 miliardi di Renault. In questo quadro, la famiglia Agnelli, che attraverso la sua holding Exor controlla il 29% del capitale di Fca, sarebbe ancora il maggiore azionista del nuovo colosso dell’auto, davanti al governo francese, che controlla il 15% della Renault. Un’altra delle ipotesi allo studio è uno scambio azionario, con quote una nell’altra fra il 10 e il 25%.

Il secondo snodo chiave dell’intesa è che Nissan per il momento ne resti fuori. D’altra parte l’operazione con Fca si inserisce in un momento in cui il legame tra la Francia e il Giappone è stato messo a dura prova dalla vicenda di Carlos Ghosn, l’ex numero uno dell’alleanza franco nipponica arrestato con l’accusa di aver distratto fondi del gruppo e di aver sotto-rappresentato agli azionisti la sua remunerazione. Ghosn era il primo sponsor di una fusione tra la casa francese e quella nipponica, ma le vicende che lo hanno travolto hanno congelato l’operazione e con essa il vecchio schema del 2015, quando Mitsubishi si è unita all’alleanza dopo che Nissan ne ha acquistato il 36%. L’attuale catena societaria vede così Renault detenere il 43% delle azioni di Nissan e tutti i diritti di voto, mentre Nissan ha il 15% delle azioni Renault. Equilibri precari, dunque, che la “scossa” Fca potrebbe rendere ancora più fragili o rinsaldare. In proposito, secondo quanto riportato dal Financial Times, Nissan sarebbe “scettica” sull’accordo in arrivo, e leggerebbe la mossa di Renault come un tentativo per aumentare la pressione sul gruppo giapponese in vista dell’assemblea annuale degli azionisti in calendario in giugno.

In attesa che si alzi il velo sulla grande alleanza, restano i numeri e le potenzialità industriali della fusione allo studio. Fca e Renault, insieme avranno una capitalizzazione di mercato combinata che si avvicina a 33 miliardi di euro in grado di sfidare Volkswagen in Europa e nel mondo. Un gigante forte sull’elettrico e le nuove tecnologie grazie alla casa francese e presente e forte in Nord America grazie al gruppo di Manley. Un colosso con un portafoglio modelli in grado di coprire tutti i segmenti di mercato, dalla piccola Twingo all’altissimo di gamma Maserati, passando per Jeep e Ram, gli attuali motori della crescita di Fca. Proprio il segmento delle auto di lusso sarebbe il grande apporto del gruppo controllato dalla famiglia Agnelli, con marchi di fascia alta assenti nel portafoglio del partner francese. Ma anche geograficamente la combinazione sarebbe vantaggiosa: i ricavi di Fca dipendono principalmente dalle sue vendite in Nord America e una fusione con Renault, che genera la maggior parte dei suoi guadagni dal mercato europeo, finirebbe per neutralizzare e completare le rispettive debolezze.

L’intesa, se prenderà forma come nelle attese, rappresenterà la prima vera svolta dell’era Manley, con il nuovo capo azienda di Fca che realizzerà il progetto che per anni ha inseguito il suo predecessore Sergio Marchionne, convinto della necessità di un consolidamento dell’industria dell’auto.

Riproduzione riservata ©
  • Marigia Manganoinviato

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti