Lavoro

«Pronti 400 milioni per aiutare giovani e imprese in difficoltà»

L'assessore Di Berardino (Regione Lazio): «Puntiamo subito al fondo nuove competenze e al potenziamento degli Its. Confronto con il governo per rendere operativi al più presto gli strumenti»

di Claudio Tucci

Claudio Di Berardino. Assessore al lavoro, scuola e formazione della regione Lazio.

3' di lettura

«Via ai primi 400 milioni circa, complessivi, da spendere subito per le politiche attive e della formazione a vantaggio delle categorie più colpite dalla crisi. Giovani, donne, precari, disoccupati, imprese in difficoltà. Di queste risorse - racconta l’assessore al Lavoro, scuola e formazione della regione Lazio, Claudio Di Berardino - una trentina di milioni sono già in circolo: dal fondo nuove competenze, dove a oggi abbiamo ricevuto 75 progetti (equivalgono a un numero maggiore di imprese perché ci sono le aggregazioni, ndr.) al potenziamento degli Its, gli Istituti tecnici superiori. Altri 10 milioni sono stati messi sul “patto tra generazioni”, misure di incentivazione all’assunzione di giovani in sostituzione di pensionandi. C’è anche un bando ad hoc per le donne vittime di violenza. Andiamo avanti sul rafforzamento dei centri per l’impiego, già fatte 355 assunzioni di personale molto qualificato anche sui fronti di innovazione e ricerca. Entro l’anno pubblicheremo un ultimo bando per ulteriori 700 ingressi, al massimo, così da completare il piano di potenziamento entro l’estate 2022».

Assessore, il 31 ottobre scadrà il blocco generalizzato dei licenziamenti per piccoli e terziario. Siete pronti?
Siamo partiti potenziando subito le politiche attive del lavoro. Ai 245 milioni già previsti abbiamo aggiunto altri 41,9 milioni di residui di cig in deroga sbloccati lo scorso agosto dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. In estate abbiamo approvato poi il nuovo programma Generazioni 3, una serie di interventi per i giovani over 30, con una dote di 300 milioni di cui almeno 100 dedicati ai servizi di outplacement. Insomma, per le politiche attive abbiamo in campo circa 400 milioni fondamentali per gestire al meglio, nelle prossime settimane, le delicate riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali. Come sempre, declineremo i fondi in specifiche misure dopo il necessario confronto con parti sociali e territori. Per l’autunno auspico inoltre che il programma Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, sia realtà. Per questo mi rivolgo al governo: avanti tutta e andiamo al più presto in conferenza Stato-Regioni per avere operativi tutti gli strumenti possibili.

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La preoccupa la situazione della “vecchia” Alitalia?
Se non ci sono passi avanti nelle trattative e nel delicato passaggio alla nuova realtà Ita, nel Lazio avremo una ricaduta insostenibile. Parliamo, da metà ottobre, di 3.800 lavoratori senza più occupazione, in cig a zero ore. Per ogni occupato dell’ex compagnia di bandiera, ce ne sono almeno tre generati nell’indotto. Come regione Lazio abbiamo stanziato 2,7 milioni per tamponare l’emergenza dell’indotto stesso. Anche qui, mi rivolgo al governo affinché assicuri la copertura degli ammortizzatori sociali fin quando va avanti la transizione ed evitando soluzioni “spezzatino”. C’è un tema più generale di “sistema aeroportuale” che ritengo non sia più rinviabile.

La riforma Orlando di sussidi e ammortizzatori aiuterebbe.
Come regioni abbiamo chiesto al ministro del Lavoro di partecipare ai tavoli di discussioni. Condivido l’idea di assicurare una copertura universalistica, ma va visto come si mette poi in pratica. Sulle crisi aziendali a luglio abbiamo resa operativa Invest Lazio, con circa 4 milioni, per sostenere economia regionale e occupazionale in termini di attrazione di nuovi investimenti, a sostegno degli insediamenti produttivi esistenti, di aiuto alle imprese più in difficoltà e di prevenzione delle crisi.

Un primo passo è spingere le aziende a dialogare con i centri per l’impiego.
Non c’è dubbio. Entro l’estate 2022 completeremo il piano di potenziamento concordato con l’esecutivo. Nonostante la pandemia, stiamo riformando le strutture pubbliche, con l’obiettivo di fare diventare i Cpi un punto di riferimento anche delle aziende. Creeremo 10 nuovi uffici territoriali e altri 15 Cpi - uno, ad esempio, a Casal Bertone - dedicato ai giovani. Entro l’anno poi con un investimento di 7 milioni realizzeremo cinque hub culturali e formativi, che dialogheranno con i Cpi e i territori. Resta centrale anche l’altra gamba, le agenzie private, in un quadro di collaborazione pubblico-privato.

La formazione, specie oggi con innovazione e Industria 4.0, sarà il nuovo articolo 18 per i lavoratori?
Penso di sì. Per questo, stiamo puntando molto sugli Its, per i quali abbiamo previsto la nascita di sei nuove fondazioni. Abbiamo inoltre definito il Patto per le nuove competenze in cui, tra l’altro, affrontiamo il tema dell’anticipazione dei fabbisogni. Con questa misura daremo risposta al tema delle esigenze formative espresse dalle aziende insieme alla certificazione delle competenze. Non ultimo, abbiamo avviato una riforma del sistema della formazione, basata, tra le altre cose, sul rafforzamento del ruolo di coordinamento regionale, con l’obiettivo di legare ancora di più la formazione alle politiche attive del lavoro.

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