multe fino a 60mila euro per chi viola chiusura

Pronto il ddl negozi: aperti 26 domeniche l’anno, deroga per 4 festività


Ddl negozi: 26 domeniche chiusi e pesanti sanzioni per chi bara

3' di lettura

Arriva in commissione Attività produttive alla Camera il testo base sui negozi frutto dell'intesa tra M5S e Lega: si parte da 26 aperture domenicali su 52 e chiusura degli esercizi commerciali nelle 12 Festività nazionali, ma con una deroga per 4 giorni di apertura da stabilire su scelta delle Regioni. Altra deroga per i centri storici e i negozi “di vicinato” che potranno rimanere aperti tutto le domeniche dell’anno, eccetto le festività. Per le zone turistiche (mare, laghi, montagna) le 26 domeniche potranno essere concentrate in alta stagione. Per chi viola le nuove norme sono previste sanzioni amministrative da 10mila a 60mila euro, con raddoppio in caso di recidiva. I proventi saranno reinvestiti in azioni per contrastare l’abusivismo commerciale e per il decoro urbano.

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Il testo, depositato in commissione alla Camera dal relatore Andrea Dara (Lega), arriva a una mediazione tra le posizioni di partenza del M5s e della Lega : Di Maio puntava a tenere aperto il 25% degli esercizi commerciali, mentre Salvini proponeva un tetto di 8 aperture l’anno tra domeniche e festivi.

Le novità e le deroghe
Le Regioni decideranno come distribuire o concentrare le 26 domeniche: così, per esempio, al mare le domeniche di apertura saranno nei mesi estivi, da aprile a settembre, in montagna nel periodo invernale, da dicembre a marzo e nel periodo estivo, da luglio ad agosto. Ci sono poi deroghe per tutti i centri storici e per i negozi di vicinato (negozi fuori dal centro storico), con possibilità di apertura tutte le domeniche eccetto le festività. Nei comuni fino a 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadri. Nei comuni con più di 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 250 metri quadri.

I negozi che restano sempre aperti
Come in precedenza, resteranno sempre aperte le rivendite di generi di monopolio, i negozi nelle stazioni, le rivendite di giornali, rosticcerie, pasticcerie, gelaterie, negozi di fiori e articoli da giardinaggio, mobili, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d’arte, oggetti d'antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale. Così come le stazioni di servizio autostradali e le sale cinematografiche (art. 13, comma 3, D.Lgs. 114/1998) e in aggiunta gli autosaloni e gli esercizi commerciali nei parchi divertimento, negli stadi e nei centri sportivi.

M5s: battaglia importante. Lega: buona sintesi
«È una battaglia importante che nasce da un concetto che per noi è sacro: la dignità delle persone viene prima dei guadagni», dichiarano in una nota Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri, portavoce M5s in Commissione Attività Produttive alla Camera, che hanno lavorato alla stesura del testo della proposta di legge.«Non vogliamo che tutti i negozi siano chiusi la domenica - spiegano - ma prevediamo piuttosto un sistema di deroghe per fare in modo che tutti possano avere la possibilità di gestire al meglio i loro tempi di apertura e chiusura». Di «buona sintesi tra le diverse posizioni» e di «aperture con buonsenso» parla Barbara Saltamartini (Lega), presidente della commissione Attività produttive della Camera.

Confesercenti: passi avanti, ora confronto con gli operatori
«La proposta di legge sulle chiusure segna un passo avanti rispetto ai dl che erano stati presentati fino ad ora e per i quali eravamo stati auditi». Così Confesercenti commenta la proposta di legge sulle chiusure dei negozi nei giorni di festa e nelle domeniche, arrivata stasera in Commissione Attività Produttive alla Camera. «Ora però - aggiungono - è necessario un confronto, più ampio possibile, con i rappresentanti della distribuzione per una soluzione condivisa da tutti».

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