calabria

Pronto il piano per l’intero sistema

La strategia di De Metrio presidente della Sacal che ora gestisce i tre scali

di Donata Marrazzo

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Presidente. Giulio De Metrio è stato nominato a luglio al vertice della Sacal, la società di gestione di Lamezia

La strategia di De Metrio presidente della Sacal che ora gestisce i tre scali


2' di lettura

«Il sistema aeroportuale calabrese ha straordinarie possibilità di sviluppo. E se l’accessibilità è la chiave per la crescita economica e sociale di un territorio, allora vuol dire che la Calabria ha molte potenzialità per il futuro». Giulio De Metrio da luglio è il nuovo presidente di Sacal, unica società di gestione degli aeroporti della regione che dal 1990 gestisce lo scalo di Lamezia Terme, rimodulata durante il governo dell’ex presidente Mario Oliverio con l’affidamento delle concessioni aeroportuali anche di Crotone e Reggio Calabria. L’ultimo bilancio della società ha fatto registrato un utile di 1.155.809 euro ma con il Covid sta perdendo quota.

«Questa è una fase estremamente critica, si riduce il traffico ma aumentano i costi – dichiara De Metrio, ex direttore esecutivo di Sea, la società che gestisce il sistema aeroportuale milanese – è necessario in questo momento mantenere una visione bifocale. Fare fronte ai danni della pandemia e allo stesso tempo disegnare lo sviluppo per il breve, il medio e il lungo periodo». Così, si lavora al nuovo piano infrastrutturale industriale, che «sarà pronto entro dicembre».

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Ad agosto 2020, a Lamezia Terme, ad esempio, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i movimenti sono calati del 38,8% per quasi 132mila passeggeri, a Crotone la flessione è stata della metà, con poco più di 7mila passeggeri e nello scalo di Reggio Calabria, i movimenti si sono ridotti di oltre il 25%, tradotti in 17mila viaggiatori. Mentre i dati si contraggono De Metrio pensa a rafforzare la rete degli aeroporti, definendo le diverse vocazioni degli scali, con un occhio alla gestione e uno al mercato. E anche ai territori.

Se Lamezia, che è l'aeroporto principale, con flussi di traffico significativi («ma il terminal è tutto da rifare per ampliarne le dimensioni, la qualità dei servizi e il comfort dei passeggeri»), quello dello Stretto, che serve un’area metropolitana di 97 comuni e circa 600mila abitanti, può ambire a crescere, «anche in virtù del suo straordinario patrimonio paesaggistico che lo rende appetibile per le compagnie low cost. Ma è necessario intervenire su alcuni aspetti più tecnici – spiega il presidente di Sacal - come l’orientamento delle piste che obbligano i piloti a manovre che richiedono un particolare addestramento rendendo i voli da e per Reggio Calabria più costosi. Stiamo lavorando alla soluzione con Enac ed Enav».

L’aeroporto Sant’Anna di Crotone merita un’attenta valutazione: «È nato con un intento turistico ma è un’infrastruttura molto importante, visto che l’accessibilità nella zona è limitata. Qui il problema si fa di continuità territoriale». Sono state previste da febbraio 2021 nuovi voli su Roma, Torino e Venezia: con un decreto, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha avviato la procedura per l’assegnazione delle tratte ai vettori aerei comunitari. Scongiurata la chiusura di Crotone e Reggio Calabria è necessario pensare al rilancio degli scali calabresi: «ora bisogna attrarre quei vettori che fanno il successo di un aeroporto - dice De Metrio. E magari rafforzare e migliorare intorno alle aerostazioni i collegamenti su strada e ferro».

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