trasporto aereo

Pronto il piano per la mini Alitalia: flotta da 50 aerei e un partner

Prima l’audizione di Caio e Lazzerini, poi in cda il documento strategico. I vertici confermano trattative con Lufthansa e Air France-Delta-Klm

di Gianni Dragoni

Ita spa, la nuova Alitalia punta al decollo per aprile

Prima l’audizione di Caio e Lazzerini, poi in cda il documento strategico. I vertici confermano trattative con Lufthansa e Air France-Delta-Klm


3' di lettura

Tre miliardi di euro per fare una mini-Alitalia. È lo scenario che si profila con il piano industriale che i vertici della Newco, che si chiama Ita (Italia Trasporto Aereo), presenteranno al cda. Il 21 dicembre il piano andrà alle Camere. La nuova compagnia potrebbe decollare con una flotta di circa 50 aerei, la metà rispetto ai 104 velivoli di cui dispone Alitalia in amministrazione straordinaria, affidata al commissario Giuseppe Leogrande. Solo una trentina sono impiegati attualmente. Verrebbero presi in affitto dal commissario.

Considerando che le maggiori compagnie stimano di volare con una capacità del 30-35% nel primo trimestre 2021, una partenza di Ita - prevista in aprile 2021 - con circa 50 aerei tiene conto di uno scenario in forte miglioramento, per la diffusione del vaccino. Scenario non scontato. Gli aerei di lungo raggio scenderebbero da 26 a sei, con una fortissima riduzione di capacità nei voli intercontinentali (-70% circa).

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I dipendenti che passeranno in Ita sarebbero più che dimezzati rispetto ai circa 11mila di Alitalia, dei quali però oltre 6.800 sono in cassa integrazione. L’organico di Ita, che ora ha 39 dipendenti più 9 consiglieri di amministrazione, potrebbe attestarsi sui 5mila lavoratori.

Chi ha analizzato il potenziale impiego della flotta ha calcolato che con una cinquantina di aerei servirebbero 2.155 naviganti (235 comandanti, 390 piloti, 1.530 assistenti di volo), meno della metà della categoria. Il resto del personale sarebbe nella manutenzione, handling, mentre nelle funzioni centrali di staff ci sarebbe un taglio più incisivo, si stima che passerebbe nella nuova società un dipendente su cinque. Non ci sono però dati ufficiali.

Al decollo di Ita una parte di questo personale potrebbe essere soggetto ad ammortizzatori sociali, perché a meno di una ripresa non ci sarebbe lavoro sufficiente. Il commissario ieri ha detto ai sindacati che ci vuole una legge per poter fare i trasferimenti di attività e personale a Ita, per prevedere nuovi ammortizzatori sociali, sia per gli esuberi che resterebbero in Alitalia, sia per gli assunti in Ita. Leogrande ha espresso forte preoccupazione perché Alitalia è ormai senza soldi. Per pagare stipendi e tredicesime è necessario che arrivino entro l’anno i 150 milioni di euro residui messi in conto per l’indennizzo Covid. La Ue ha chiesto chiarimenti su questi rimborsi.

Il presidente Francesco Caio e l’a.d. Fabio Lazzerini sono stati ascoltati ieri dalla commissione Lavori pubblici del Senato. Un’audizione sostanzialmente inutile, solo un’ora, nella quale la scansione dei tempi - gestita dal presidente, Mauro Coltorti (M5S) - ha fatto sì che Lazzerini parlasse per buona parte del tempo ripetendo i dati storici già illustrati alla Camera il 9 dicembre, senza dare indicazioni sul piano. Solo dieci minuti per le domande, diversi senatori non hanno potuto parlare, non ci sono state le risposte.

Lazzerini ha detto che «Alitalia non può stare da sola». «Per la futura alleanza stiamo parlando con il gruppo Delta-Air France-Klm e il gruppo Lufthansa. Con entrambi partiamo da un foglio bianco. Inizialmente la partnership sarà di tipo commerciale».

Il piano sarà a cinque anni. Lazzerini prevede una crescita della flotta (104 aerei nel 2026) e dell’attività, ma questo dipenderà dalla capacità della compagnia di stare sul mercato e di avere bilanci sani.

Come già alla Camera, Lazzerini ha detto che il traffico aereo italiano è passato da 97 milioni di passeggeri nel 2014 a 120 milioni nel 2019. Cifre ampiamente inferiori ai dati pubblicati da Assaeroporti ed Enac: nel 2014 oltre 150 milioni, nel 2019 192,2 milioni per Enac o 193,1 milioni per Assaeroporti. Lazzerini ha indicato 72-73 milioni di passeggeri in meno nel 2019. Da Ita, interpellata, non è arrivata una spiegazione di questa differenza.

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