il debutto nel lazio

Pronto Soccorso: da gennaio numeri al posto dei colori e attese di 4 ore massimo

Per avere le prime cure in pronto soccorso non si dovranno superare attese prefissate: dall’accesso immediato alle 4 ore. Ci saranno cinque codici numerici da 1 a 5, in base all’urgenza del caso, a cui le Regioni potranno associare un codice colore. A gennaio si parte negli ospedali del Lazio

di Marzio Bartoloni


Al pronto soccorso dai colori ai numeri: attesa massima 4 ore

3' di lettura

Sarà il Lazio con i suoi pronto soccorso a sperimentare per primo il nuovo sistema di accesso (triage) ai pronto soccorso: dal 1 gennaio si passerà dai colori (oggi 4) ai numeri (5) assegnati in base all’urgenza del caso a cui saranno associati per la prima volta anche tempi massimi di attesa che per i casi meno urgenti non potranno superare 240 minuti (4 ore) prima della visita di un medico. Il nuovo triage è frutto di un accordo approvato nei mesi scorsi in Stato-Regioni che ne prevede l’adozione in tutta Italia entro 18 mesi.

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L’obiettivo del nuovo restyling non è solo estetico, ma punta a razionalizzare gli accessi a cui assegnare tempi ben definiti. Per avere le prime cure in pronto soccorso non si dovranno infatti superare attese prefissate: dall’accesso immediato alle 4 ore. Ci saranno cinque codici numerici da 1 a 5 a cui le Regioni potranno associare un codice colore: il numero 1 per un’emergenza che necessita di un accesso immediato; il numero 2 per urgenze che vanno gestite entro 15 minuti; il 3 per interventi entro un'ora; il 4 per urgenze minori da gestire entro due ore. Infine con il numero 5 gli interventi non urgenti da gestire entro quattro ore. I codici 1-2-3 sono a medio alta intensità di cure mentre 4-5 a moderata-bassa intensità.

La Regione Lazio è la prima Regione che con l'inizio del nuovo anno adotterà il nuovo triage ospedaliero che dai codici a colore passerà ai codici numerici. «Non si tratta di un semplice adempimento o spacchettamento del sistema dei codici a colori, ma rappresenta un nuovo processo di codifica nel quale si ridefiniscono i tempi massimi di attesa, la definizione clinica del paziente e i parametri vitali per l'attribuzione finale del codice numerico», ha spiegato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. «È stato svolto un lavoro molto complesso di formazione e sperimentazione - prosegue l’assessore - che ha coinvolto oltre 100 operatori di tutte le strutture pubbliche e accreditate e che consentirà di migliorare la profilatura dei pazienti rispetto alle priorità di accesso riducendo così il pericolo di accumulo di pazienti con un potenziale clinico evolutivo. Un lavoro che cambierà radicalmente la presa in carico dei pazienti nella rete dell'emergenza e la catena di responsabilità».

Le prime attivazioni dei nuovi codici di triage si svolgeranno ad inizio gennaio negli ospedali della Asl Roma 1: il Santo Spirito, il San Filippo Neri e l'Oftalmico con il suo pronto soccorso specialistico e via via fino a giungere a fine gennaio con l'attivazione del Policlinico Gemelli. «Ora - conclude D’Amato - dopo l’adeguamento informatico dei sistemi dei Pronto soccorso e la corretta formazione del personale, scatta il conto alla rovescia poiché dal prossimo anno adotteremo il nuovo sistema». Nel Lazio negli ultimi dieci anni vi è stata una progressiva e graduale diminuzione degli accessi totali nei Pronto soccorso che sono diminuiti di 200mila unità: nel 2018 sono stati in totale 1.928.168 gli accessi nella rete dell'emergenza regionale del Lazio e di questi 3,1% in codice rosso, 27% in codice giallo, 65,2% in codice verde e il 4,3% in codice bianco.

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