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Property Managers: dagli affitti brevi nuove entrate per il fisco

di Evelina Marchesini

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(Cultura Images RM / AGF)


3' di lettura

La lotta agli affitti brevi – leggasi Airbnb in primis – non porta da nessuna parte e, anzi, rischia di tramutarsi in un boomerang per il Paese. A ribadire il concetto è Property Managers Italia, l’Associazione di categoria degli imprenditori che operano nel settore degli affitti brevi. Certo, tirano acqua al loro mulino. Ma i numeri che esibiscono valgono una riflessione.

Secondo l'Associazione infatti entro la fine di quest'anno, a partire dalla data di entrata in vigore del nuovo regime fiscale per questa tipologia di locazioni, saranno 31 i milioni di euro di cedolare secca versati solo dagli associati di Property Managers in qualità di sostituti di imposta.

«Auspichiamo che il Ministro Gian Marco Centinaio ci riceva quanto prima per dare il nostro contributo di imprenditori che operano legalmente nel settore degli affitti brevi e che si sono costituiti in Associazione proprio per contrastare il sommerso e diffondere a livello nazionale un concetto molto semplice: è più che lecito mettere a reddito le seconde case degli italiani. altrimenti destinate ad andare in rovina con cittadini che non fanno manutenzione per le troppe tasse sulla proprietà, ma per farlo nel pieno rispetto delle normative occorre un bagaglio di competenze che non si improvvisa» – evidenzia l'Associazione. «I property managers che fanno parte della nostra Associazione operano in piena trasparenza e legalità: siamo stati i primi, dopo l'entrata in vigore del nuovo regime fiscale sulle locazioni brevi, a trattenere e versare allo Stato quanto previsto dalla legge che abbiamo contribuito ad ispirare».

Salviamo il patrimonio di case
Oltre a generare un cospicuo gruzzolo in termini di versamenti fiscali, l’affitto breve aiuta a salvare un patrimonio immobiliare che ha bisogno di un forte rilancio e che è molto apprezzato all’estero: basti pensare al rilancio delle economie locali di borghi e centri minori che tornano a vivere grazie a questa tipologia di locazione. Il turismo verso il Belpaese è aumentato, il viaggiatore contemporaneo in tutto il mondo ormai sceglie liberamente se soggiornare in albergo o in una casa: «È in continua crescita il numero dei viaggiatori leisure e business che ad una camera di un hotel preferisce il calore, gli spazi maggiori, la privacy oltre alla possibilità di cucinarsi un pasto magari con i prodotti del luogo, garantiti da un soggiorno in un appartamento gestito professionalmente», dicono.

I numeri di Airbnb
La riflessione è d’obbligo, all'indomani di un’estate record per Airbnb non solo nel mondo (con 60 milioni di viaggiatori che tra il 1 giugno e il 31 agosto hanno soggiornato in alloggi Airbnb in tutto il mondo), ma anche per l’Italia, con oltre 3,7 milioni di viaggiatori che hanno scelto questa soluzione per le proprie vacanze. «L’Italia si conferma una delle mete estive preferite per la community, con uno score di qualità fra i migliori d'Europa, 4,7 su 5”, ha dichiarato Matteo Frigerio, Country Manager Italia di Airbnb. “Oltre al mare e alle città d'arte, la vera novità di quest'anno è rappresentata dal turismo esperienziale. Enogastronomia e artigianato guidano il pubblico internazionale alla scoperta di borghi e piccole realtà poco conosciute, ma ricche di storia e tradizioni. Con le 1.500 esperienze già disponibili sulla piattaforma, l'impegno di Airbnb è quello di trasformare la vacanze in un'occasione di promozione del Made in Italy».

La crescita italiana è stata del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e il nostro Paese è nella Top 3 delle destinazioni preferite dai viaggiatori europei, che per soggiornare in Italia quest'estate hanno speso in media 94 euro per notte. Nonostante il caldo estivo, sono le città d'arte ad aggiudicarsi il maggior numero di prenotazioni: Roma, Firenze e Venezia rimangono in vetta alla classifica delle città italiane più visitate. Gli italiani, da parte propria, confermano questo trend, con 1,4 milioni di prenotazioni effettuate tramite la piattaforma, crescono del 14% rispetto al 2017 gli italiani che scelgono alloggi Airbnb per le vacanze estive. Come da tradizione, la meta privilegiata si conferma ancora una volta l'Italia, seguita da Spagna, Francia e Grecia.

Lavoro per tutti
L’affitto breve non è però solo un modo per mettere a reddito e rivalorizzare proprietà altrimenti a rischio di manutenzione: è un vero e proprio lavoro per molti italiani che durante la crisi hanno dovuto o voluto lasciare il posto di lavoro classico. Si moltiplicano infatti sul mercato piccoli imprenditori individuali che acquistano o affittano a lungo termine appartamenti o case di grandi dimensioni, da ristrutturare, le suddividono in piccoli appartamenti o stanze e li affittano così, ricavandone il proprio reddito, a breve termine, per i turisti. Guadagnano loro, che magari non avrebbero un lavoro, guadagnano i professionisti delle ristrutturazioni. Insomma, a patto che le regole fiscali siano rispettate e uguali per tutti, l'affitto a breve termine, anche in Italia riempie le tasche: del Fisco, dei proprietari, dei professionisti del settore.

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