L’analisi

Propulsori, i numeri del mercato in crescita

di Pier Luigi del Viscovo

2' di lettura

Dal punto di vista dei propulsori, il mercato auto mostra una fisionomia abbastanza definita, pur scontando che la domanda attuale è quanto mai alterata da incentivi, scarsità di prodotto e confusione sul futuro. Innanzitutto, i propulsori termici restano centrali (97%) ma sempre più spesso accoppiati a un motore elettrico alimentato dal recupero dell’energia di marcia: le ibride senza spina, per intenderci. Al giro di boa del semestre, queste vetture pesano oltre un quarto delle vendite e tutto lascia supporre che a breve arrivino a un terzo, mentre due anni fa pesavano un ventesimo. La domanda deriva dal fatto che sono escluse dai blocchi alla circolazione, oltre a essere un modo intelligente di non sprecare energia senza cambiare nella sostanza le abitudini di guida e di rifornimento.

Però per considerare un’auto davvero elettrificata serve la spina, per immettere corrente dall’esterno nelle batterie, senza trasformarla bruciando combustibili nel motore. Cosa e dove si bruci per produrre quella corrente è altra storia, che si preferisce tenere da parte. Questa elettrificazione può essere evidente, con le ibride plug-in che consentono di attaccarsi a una spina ma anche di fare le dovute percorrenze col motore termico, senza ansie da autonomia o da colonnina. Oppure può avere la forma dell’elettrificazione dura e pura, con tanto di colonnina domestica personale e itinerari costruiti intorno all’autonomia e alle possibili ricariche. In Europa sono gli unici propulsori ritenuti elettrificati e la quota di vendita viaggia verso un quinto del mercato, mentre da noi siamo ancora sotto all’8%.

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Quelle solo elettriche (Bev, Battery electrci vehicle) sono per lo più utilitarie da città, date le difficoltà oggettive alla circolazione su tratte lunghe e distanti da casa. La regina è subito diventata la 500, seguita dalla Smart e dalla Twingo. Complessivamente, le Bev nei sei mesi hanno raggiunto una quota del 3,4%, circa sette volte quella che avevano due anni prima. Le plug-in (Phev, Plug in-hybrid electric vehicle) sono invece concentrate nella fascia media del mercato, con Jeep che piazza Compass e Renegade sul podio, insieme alla Volvo XC40. Auto che nemmeno esistevano due anni fa, quando queste vetture pesavano appena lo 0,2% mentre oggi col 4,3% hanno superato le Bev. Il motore termico è ancora prevalentemente a benzina, ma nuovi modelli diesel sono stati lanciati e faranno la loro parte nei prossimi mesi.

Bev e Phev cresceranno ancora, ma è difficile dire quanto. Al momento, la formula del noleggio sta aiutando a sollevare i clienti dall’ansia che possano non trovarsi bene. Senza questi contratti, la loro quota sarebbe al 6%. Nei prossimi anni ci saranno forti evoluzioni sulle batterie, che renderanno le attuali obsolete.

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