ADEMPIMENTI

Proroga dei versamenti fiscali, commercialisti in trincea

Rinvio necessario data la crisi di liquidità in cui si trovano le Pmi, e la mole di lavoro extra a cui sono stati sottoposti i professionisti

di Ivan Cimmarusti e Federica Micardi

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Rinvio necessario data la crisi di liquidità in cui si trovano le Pmi, e la mole di lavoro extra a cui sono stati sottoposti i professionisti


3' di lettura

Il braccio di ferro tra commercialisti e Governo sulla proroga dei versamenti (la scadenza è stata lunedì 20) potrebbe registrare novità importanti. I sindacati di categoria, nel corso di un incontro organizzato martedì 21 presso l’aula del Senato, scopriranno le loro carte.

La strategia da seguire è stata decisa durante un vertice a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti Massimo Miani. Quanto deciso verrà svelato solo martedì 21. Massimo Miani, senza entrare nei dettagli, anticipa che si farà un’azione forte e coordinata tra Ordini, sindacati e iscritti. «La ragionevolezza non ci ha portato da nessuna parte - chiosa Miani - ora è necessario alzare il livello della discussione, perché la situazione è insostenibile, ci sono difficoltà evidenti soprattutto per le imprese più piccole che non si possono ignorare».

Si saprà dunque se si farà uno sciopero, una proclamazione che però, in base al Codice di autoregolamentazione per l’astensione dall’attività dei commercialisti, non può essere presa dal giorno alla notte, ma richiede almeno 15 giorni.

La categoria chiede da tempo di prorogare la scadenza del 20 luglio sia per non pesare sul sistema imprenditoriale, messo sotto stress dalla pandemia e per dare più tempo ai professionisti che in questi mesi si sono trovati a dover assolvere una serie di attività extra per consentire ai propri clienti di accedere agli aiuti messi in campo dal Governo. Il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Torino Luca Asvisio ha parlato di «giorni di fuoco per nulla facili da gestire». Tutti gli appelli però sono rimasti inascoltati.

Lettera aperta dei sindacati a Misiani

In un post su Facebook pubblicato domenica 19 il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani ha spiegato che spostare anche i versamenti di giugno (già prorogati al 20 luglio) a settembre avrebbe creato un grande ingorgo fiscale, in un periodo nel quale i dati puntuali dei versamenti sono necessari per la stesura dei documenti di programmazione economica e finanziaria del governo.

Una spiegazione che non ha convinto le nove sigle sindacali dei commercialisti (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec, Unico) che lunedì 20, attraverso una lettera aperta al vice ministro, hanno ricordato a Misiani il massiccio lavoro di interpretazione che hanno dovuto fare le categorie professionali coinvolte nell’applicazione delle norme per ottenere gli aiuti messi in campo dal Governo; i sindacati parlano di reale impossibilità di affrontare in questo momento il collo di bottiglia che si è venuto a creare per le mancate semplificazioni.

La proposta di Ruffini

In tema di semplificazioni fiscali una proposta è arrivata in questi giorni dal direttore dell’agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini. Per snellire gli iter e andare incontro ai contribuenti suggerisce il pagamento mensile delle tasse per le Pmi; un’idea che piace al viceministro Misiani, che su Radio24 l’ha definita «interessante» e degna di approfondimento. Si tratta, in particolare, di prelievi mensili o trimestrali calcolati dalla stessa Agenzia, che il contribuente deve solo autorizzare. Un’idea bocciata dal presidente dell’Ordine dei commercialisti di Napoli Vincenzo Moretta che sottolinea come i dati per una “precompilata Iva” vanno comunicati alle Entrate, il che comporterebbe ulteriori adempimenti per i contribuenti.

Cup, rete e Lettera 150

A sostegno delle richieste di proroga dei commercialisti il Comitato unitario professioni e la Rete professioni tecniche che, in un comunicato congiunto, definiscono quanto mai ingiustificata la scelta del Governo di non rinviare le scadenze fiscali al 30 settembre 2020, data l’attuale crisi di liquidità.

Un appello a favore della proroga è arrivato anche da Lettera 150, il think tank che riunisce circa 250 esperti tra accademici, scienziati, ex magistrati, professionisti e imprenditori perché «c’è in gioco la tenuta economica del Paese, anche in chiave occupazionale oltre che produttiva».

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