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Proroga dei vertici 007, il Governo pone la fiducia sul decreto Covid. Protesta la «fronda» M5S

La pentastellata Dieni, prima firmataria dell’emendamento che cancella la possibilità di rinnovare l’incarico ai direttori di Dis, Aise e Aisi: «Contraria dalla scelta dell’esecutivo, la nostra non era un’azione contro il premier Conte»

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Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà

2' di lettura

Il governo pone la fiducia sul decreto proroga per l’emergenza Covid-19 e innesca non solo la reazione scontata dell’opposizione ma anche proteste all’interno del Movimento 5 Stelle, in particolare di quel gruppo di deputati che aveva presentato un emendamento al testo per sopprimere una norma molto contestata presente nel provvedimento: la possiblità di proroga del mandato dei vertici dei servizi segreti per altri quattro anni.

A dare l’annuncio della scelta del governo di ricorrere alla questione di fiducia sul decreto 83 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 luglio è nel pomeriggio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Una mossa che ha colto di sorpresa l’Aula: sul testo, infatti, gravano poco più di trenta proposte di modifica per cui i gruppi erano convinti che il decreto sarebbe stato esaminato in maniera ordinaria. Ma tra quegli emendamenti ne è spuntato uno che può creare difficoltà al premier Giuseppe Conte. «La fiducia - spiega Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - non arriva per ostruzionismo dell’opposizione ma solo perché c’è un emendamento che solleticando il tema dei servizi segreti a firma del M5S va contro il governo. È vergognoso».

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A prendere la parola è Federica Dieni, deputata del Movimento 5 Stelle, membro del Copasir e prima firmataria dell’emendamento che vuole cancellare la possibilità di proroga del mandato dei vertici di Dis (coordinamento), Aise (sicurezza esterna) e Aisi (interna) inserita nel decreto Covid-19: «Non sono contenta della fiducia: non si risolvono le cose così. Le cose si risolvono in Parlamento: sarebbe stato più utile che su quell’emendamento governo si rimettesse all’Aula. Sono profondamente contrariata dalla apposizione di questa fiducia». Poi chiarisce che «quell’emendamento firmato da cinquanta deputati di M5S non va contro il governo né contro il presidente Conte cui confermo la mia fiducia. L'intento era di modificare una normativa che deve essere affrontata in sede parlamentare per il suo rilievo».

Ancora più esplicita Alessandra Ermellino, altra esponente a Cinque Stelle: «L’ennesima fiducia del Governo Conte II oltre a esautorare le funzioni del Parlamento, tende a restringere la trasparenza sul nostro apparato d'intelligence».

La votazione sulla fiducia comincerà domani alle 15,30. Le dichiarazioni di voto partiranno alle 14.

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