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Prosecco, boom di vendite all’estero ma secessione di Valdobbiadene più vicina

Coldiretti: la Docg sta soffrendo, polemica non banale

di Vincenzo Chierchia


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3' di lettura

L’avvio della vendemmia sulle colline Unesco si accompagna all'aumento del 50% delle vendite in Francia che spinge l'export del Prosecco al record storico sui mercati mondiali, per un valore complessivo di 458 milioni solo nel primo semestre del 2019. Sono le stime Coldiretti sui dati Istat. «Con un aumento del 17% delle esportazioni il Prosecco conquista nel 2019 il primato di vino italiano più consumato all'estero - si legge in una nota dell’organizzazione agricola -. Boom negli Usa, con un aumento a valore del 41%. Gli Stati Uniti diventano così il principale cliente davanti a Gran Bretagna e Francia mentre al quarto posto si piazza la Germania dove l'aumento è più contenuto (+7%). Ma un incoraggiante aumento del 66% del valore delle vendite si registra anche in Cina dove però la domanda è ancora molto contenuta per la tradizionale preferenza accordata nel gigante asiatico ai vini rossi».

Resta incandescente il clima tra i produttori. Nelle scorse settimane - si legge in una nota - la Confraternita di Valdobbiadene ha diramato una interpellanza rivolta a tutti i 2.640 soggetti appartenenti alla filiera produttiva della denominazione Conegliano-Valdobbiadene. Questa istanza per meglio comprendere la percezione identitaria e intraprendere un eventuale percorso autonomo per l'affermazione della nostra unicità. Finora la risposta è stata numerosa e positiva.
In questi giorni la Confraternita di Valdobbiadene ha iniziato un confronto con alcune istituzioni territoriali (in primis il Consorzio di tutela) per condividere un graduale e comune percorso strategico. Riteniamo che questa possa essere considerata l'espressione più democratica.
L'istanza «per la tutela della denominazione Conegliano Valdobbiadene» è scaricabile e sottoscrivibile sul sito ufficiale della Confraternita di Valdobbiadene: www.confraternitadivaldobbiadene.it
Un'autorevolezza di altri tempi, quella della Confraternita di Valdobbiadene, nata nel 1946 - prosegue la nota - come realtà ligia e attenta nel promuovere la conoscenza, il valore e la diffusione della produzione vitivinicola denominata “Conegliano-Valdobbiadene”. Gli obiettivi, ottenuti col mantenimento e l'esaltazione delle migliori tradizioni della cultura di queste terre, sono la promozione delle proposte formative per gli aderenti e la diffusione dell'educazione enologica nel consumatore finale. Mentre la lealtà, la solidarietà ed il rispetto reciproco sono i valori che i Confratelli perseguono e desiderano mantenere, considerandosi prima di tutto un gruppo di tecnici uniti da una comune passione e da un sentimento di amicizia.
L'impronta storica si vede anche e soprattutto nell'immagine comunicata, che vuole valorizzare le origini, perché il Valdobbiadene Docg sia riconosciuto dal consumatore in mezzo ai molti prodotti commerciali. Per rafforzare la fiducia nell'“originale”, numerosi eventi e iniziative scandiscono il calendario della Confraternita, tra rituali e investiture che si ripetono in maniera periodica a ogni anno dalla fondazione. Tra questi ricorre nel periodo autunnale la Selezione della Bottiglia, portavoce e simbolo di una cultura della qualità che la Confraternita persegue e appoggia in ogni sua azione.

La discussione dei giorni scorsi sull'opportunità di rimuovere il nome Prosecco dalle bottiglie Docg, assunta da alcune aziende dell'area Conegliano-Valdobbiadene «è un tema molto delicato che vorremmo affrontare con tutte le parti coinvolte» ha commentato il presidente Coldiretti Treviso, Giorgio Polegato, a margine dell'avvio della vendemmia nelle zone patrimonio Unesco. «Evidentemente la Docg sta soffrendo - riconosce Polegato - e la provocazione lanciata in questi giorni ha una radice tutt'altro che banale».

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