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Prosegue la caduta del titolo Tim, speculazione in fuga

Il direttore generale Labriola illustra gli scenari per il futuro del gruppo in una riunione informale con i consiglieri, ma la prospettiva di un'Opa si allontana

di Flavia Carletti

(Bloomberg)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nuova seduta di vendite per Telecom Italia, nel giorno in cui il direttore generale Pietro Labriola illustra gli scenari per il futuro del gruppo in una riunione informale con i consiglieri di amministrazione. Dopo il -3,12% della vigilia, i titoli del gruppo di tlc mettono a segno la peggiore performance del FTSE MIB. Abbastanza vivaci gli scambi. Una delle proposte che Labriola porterà ai consiglieri, secondo indiscrezioni stampa, è la scissione di Tim in due società entrambe quotate, una per la rete (NetCo) e una per i servizi (ServiceCo).

Secondo le indiscrezioni, i tempi di realizzazione si aggirerebbero sui 18 mesi e FiberCop potrebbe così completare la partecipazione alle gare del Pnrr prima di una eventuale fusione della società della rete di Tim con OpenFiber, per creare così la rete unica. Il debito sarebbe allocato per il 60% sulla rete (10 miliardi su 18) e l'Ebitda di NetCo sarebbe intorno ai 2 miliardi. Come rilevato anche dagli analisti di Equita, «la rete può infatti sostenere una leva superiore» rispetto alla società di servizi commerciali. Per ServiceCo, secondo Equita, resterebbe un Ebitda di 3,2 miliardi di euro e un indebitamento di 8 miliardi. «Le metriche ci sembrano molto ragionevoli», continuano gli esperti di Equita, aggiungendo che «il rischio del piano stand-alone a nostro avviso è legato al rischio di execution della fusione con OpenFiber, alla leva comunque significativa su entrambi gli asset in una fase di elevati investimenti e di credit rating già sotto pressione, al trend del business retail, in sofferenza per la pressione dell'ARPU (Average Revenue Per User) fisso e mobile e per il potenziale impatto dell'ingresso di Iliad».

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In questo quadro, Il Sole 24 Ore riporta anche che Tim ha dei colloqui in corso con WindTre perché anche la società possa servirsi, per i propri servizi Ftth, della rete di FiberCop. Per Equita, «come già fatto da molti altri operatori, si tratta di accordi sostanzialmente commerciali che integrano la copertura di rete degli operatori retail e che quindi si aggiungono agli accordi in essere con OpenFiber. Questi accordi dovrebbero dare visibilità a lungo termine a FiberCop per una parte dei clienti wholesale, anche se ci aspettiamo comunque una riduzione della quota di mercato per la crescita di OpenFiber». Nel complesso - ragiona il mercato - si tratta di scenari che riducono le chance di Kkr o di altri fondi di investimento di condurre la nuova era di Tim partendo da un'offerta pubblica sul mercato.

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