mercato dell’arte

Prosegue il momento positivo per l'arte del dopoguerra da Sotheby's New York

di Giovanni Gasparini

5' di lettura

L'ampio catalogo proposto da Sotheby's la sera del 16 novembre, in qualche modo impropriamente denominato “Arte Contemporanea”, pur in presenza di solo una quindicina di lotti di artisti viventi e opere con meno di 30 anni (su un totale di 71), ha riscosso un ottimo successo commerciale.

Al netto dei 7,5 milioni di dollari pagati per la Ferrari 2001 vincitrice del Grand Prix di Monaco di F1 con Michael Schumacher (da una stima inutilmente garantita di 4-5,5 milioni di $), il ricavo per i 71 lavori d'arte proposti sfiora i 303 milioni di dollari, a metà della stima pre-asta di 246,5-338 milioni di $ (al netto della Ferrari, a meno di non volerla considerare un oggetto d'arte appropriato secondo la lezione di Duchamp) con percentuali di venduto ottime per numero e per valore attorno al 95%, che rappresentano inoltre un buon incremento del 12% rispetto all'asta analoga di un anno fa.

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I tre lavori rimasti invenduti erano fra i pochi lotti multimilionari non garantiti: un dipinto di Dubuffet del 1961 “Maison Fondee” (stima 12-18 milioni di $), e due tele quadrate minimaliste rispettivamente di Agnes Martin del 1981 e Rober Ryman del 1971, entrambe stimate 6-8 milioni di $.

Prosegue il momento positivo per l'arte del dopoguerra da Sotheby's New York

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Il ruolo decisivo delle Garanzie
L'assenza di garanzie dirette da parte della casa d'aste per questi lotti invenduti non ha comportato alcun esborso per l'intermediario, come invece sarebbe accaduto (come la sera precedente da Christie's) in caso di mancata vendita di un lotto garantito.
Proprio per questa ragione le case d'asta fanno sempre più ricorso alle garanzie da parti terze, che si assumono questo rischio qualora non vi siano altri compratori, ovviamente dietro adeguato compenso; quasi sempre la garanzia di parte terza avviene in forma di un'offerta irrevocabile, che pertanto porta in sala un lotto di fatto già venduto: l'asta stabilirà solo a chi e per quanto.
Il ruolo delle garanzie è risultato decisivo, soprattutto quelle di parte terza: tutti i primi 24 lotti dell'asta provenienti della collezione Diamonstein-Spielvogel godevano di questa protezione, di cui 5 garantiti dalla casa d'aste e i rimanenti da parti terze, mentre un totale di 34 lotti sono risultati garantiti da parti terze e 9 direttamente dalla casa d'aste, per un totale di 43 lotti, ben oltre la metà del catalogo per numero e otto dei dieci principali lotti per realizzo godevano di una garanzia di parte terza, che in almeno cinque casi a nostro parere potrebbe essersi attivata in assenza di altri compratori, salvando così il lavoro dall'invenduto.

Prevalenza dell'arte storicizzata
Nessun artista in vita ha riportato lavori fra i primi dieci realizzi. Il trittico di Francis Bacon raffigurante l'amante George Dyer, eseguito nel 1966 e lungamente conservato nella stessa collezione, si è fermato a 38,6 milioni con le commissioni, da una stima di 35-45 milioni di $.
Un altro ritratto, quello di Mao stampato da Andy Warhol nel 1972, è finito in mani asiatiche per 32,4 milioni di $, entro la stima bassa di 30 milioni solo grazie alle commissioni; entrambi i lavori erano garantiti da parte terza e potrebbero essere finiti al garante.
Un terzo ritratto, questa volta femminile composto nel 1977 dall'altro grande artista Pop americano, Roy Lichtenstein, è stato invece conteso fino a 24,5 milioni da una stima di 10-15 milioni di $; il lotto non era protetto da alcuna garanzia ed ha dimostrato di non averne bisogno alcuno!
Era garantito ma ha sfiorato invece la stima alta di 15 milioni di $ un grande ‘ragno' da parete di Louise Bourgeois, bronzo del 1996-97 in edizione di sei, che nonostante il soggetto invero inquietante si è fermato a 14,7 milioni di $.
Un'altra scultura garantita inutilmente, un acciaio di David Smith, ha raggiunto i primi dieci realizzi fermandosi oltre la stima alta a 8,7 milioni di $.
Ben due lavori di Basquiat, entrambi garantiti da parti terze, hanno superato le stime basse grazie all'aggiunta delle commissioni portando rispettivamente quasi 11 milioni di $ nel caso di “Cabra” del 1981-82 (stima 9-12 milioni di $), già parte della collezione di Yoko Ono, e 8,1 milioni per “Flash in Naples” del 1983, da una stima di 7-10 milioni: il mercato del giovane artista afro-americano sembra proseguire nonostante la battuta d'arresto della sera precedente, ma i compratori sono divenuti più cauti.
Anche l'arte italiana del dopoguerra finisce fra i sei lotti oltre i dieci milioni di realizzo: un “Nero Plastica L.A.” di Burri del 1963, dalla stima a richiesta di 10-15 milioni, garantita da parte terza, e finito nelle mani del collezionista di origini libanesi Samir Traboulsi per quasi 11 milioni di $, prezzo identico al Basquiat, entro la stima solo grazie all'aggiunta delle commissioni.
Buon risultato anche per un ‘taglio' di Fontana singolo su fondo oro, aggiudicato ai galleristi Nahmad per 2,4 milioni da una stima di 2-3 milioni di $ (anche questo lotto era garantito da terzi), mentre ha faticato uno specchio di Pistoletto del 1965 dedicato a Chamberlain, passato di mano a 915mila $ entro la stima bassa di 800mila grazie alle commissioni.

Collezioni protagoniste
L'asta ha goduto di un avvio piuttosto brillante grazie ai lavori dalla collezione Diamonstein-Spielvogel, tutti venduti (i due terzi sopra le stime alte), fra cui un lavoro di Rothko su carta passato di mano a 6,4 milioni di $.
Tutti i lavori presentati erano in fatti su carta, fatto inusuale per un'asta serale, ma hanno giustamente brillato grazie all'evidente qualità e significatività rispetto all'opera di grandi nomi come Lucian Freud, Jasper Johns (con ben sette lavori tutti inseguiti da diversi collezionisti, fra cui il nuovo record per un suo lavoro su carta a 4,2 milioni di $), Cy Twombly, Jackson Pollock, Barnett Newman.
Il realizzo totale della collezione è di 54,7 milioni di $, prima delle aste giornaliere in cui saranno venduti altri lavori.
Un'altra collezione, quella dei coniugi Stern, ha portato 16,5 milioni di $ con sei lotti venduti, fra cui spicca la scultura di David Smith “Voltri-Bolton X” del 1962 aggiudicata a 8,7 milioni, oltre la stima di 6-8 milioni di $, vanificando pertanto la garanzia di parte terza che la proteggeva.
Relativamente ridotto il numero di lavori tridimensionali offerti, solo 8, di cui però due fra i primi dieci realizzi: il ragno di bronzo di Louise Bourgeois e l'acciaio di David Smith, come già detto.

Record femminili nel Contemporaneo
Il pur limitato settore contemporaneo si è caratterizzato per il raggiungimento di due nuovi record in asta per altrettante artiste: Laura Owens e Lynette Yiadom-Boakye, la prima con una grande tela astratta a toni rossi del 2012 contesa fino a 1,755 milioni da una stima di 200-300mila $, e la seconda con un'enorme composizione (2,3 x 2,5 metri) di cinque figure femminili giocata sul contrasto fra bianco e nero del 2011 “The Hours Behind You” stimata 250-350mila $ ma contesa fino a 1,575 milioni di $. Ottimo risultato anche per un lavoro del 1989 di David Hockney, che sfiora 4,7 milioni di $ da una stima di 1,2-1,8 milioni.
Si conclude così la settimana di aste serali a New York, con la conferma di una certa solidità del mercato per l'arte del ventesimo e ventunesimo secolo.

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