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Prosegue il rialzo dei bancari post inflazione Usa, brillano Unicredit e Intesa Sp

A sostenere il comparto, oltre al calo dei rendimenti sui Btp decennali, è ancora l’ipotesi che la Bce prosegua sulla via di un aggressivo rialzo dei tassi. Per Mps un calo a doppia cifra in attesa dell'aumento

di Enrico Miele

(Aleandro Biagianti / AGF)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Prosegue il trend rialzista sui titoli bancari che stanno trainando l’indice FTSE MIB a Milano. Gli acquisti stanno premiando in particolare Unicredit assieme a Intesa Sanpaolo, Banca Pop Er e Banco Bpm. A sostenere il comparto, oltre al calo dei rendimenti sui Btp decennali, è ancora l’ipotesi, soprattutto alla luce dell’inflazione americana, che la Bce prosegua sulla via di un aggressivo rialzo dei tassi. Stretta che si traduce in un aumento in prospettiva dei margini degli istituti di credito. In attesa delle trimestrali statunitensi, che diranno qual è il reale stato di forma delle banche statunitensi, da Citi a Morgan Stanley, passando per Jp Morgan e Wells Fargo, nel nostro Paese il prossimo anno, almeno secondo le stime Bankitalia, l’economia non finirà in recessione, anche se si prevede un netto rallentamento. La Banca d'Italia, infatti, ha rivisto al ribasso la stima per il 2023 allo 0,3% dall'1,3% indicato nel Bollettino economico di luglio.

Ma il focus è anche su Banca Mps che non è riuscita a fare prezzo in avvio ed è poi entrata in contrattazione con un ribasso superiore a 15 punti. L’istituto di Rocca Salimbeni si trova alla vigilia della ricapitalizzazione da 2,5 miliardi che scatterà lunedì per finanziare le uscite volontarie dei dipendenti e tornare ai livelli di capitale richiesti dalla Bce. Nell’attesa, è arrivata l’ufficialità da parte di Anima Holding che parteciperà al rafforzamento patrimoniale di Mps con investimento finanziario di 25 milioni, con la partnership strategica pluriennale, che lega Anima e la banca sul risparmio gestito, che «rimane immutata».

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Ed è su questo punto, guardando dall’ottica di Anima, che si concentrano gli analisti di Equita: «Il coinvolgimento di Anima nell’aumento di capitale, seppur per un ammontare contenuto (circa il 2,5% della market cap) senza un rafforzamento immediato della partnership» è una notizia «deludente», mentre dall’altro lato «il successo dell’operazione di ricapitalizzazione di Mps e conseguente attuazione del piano di rilancio è una notizia positiva». Secondo il broker, il titolo di Anima «non scontava un rafforzamento della partnership con Mps, ma nel breve viene meno una mancata opportunità». Anche gli esperti di Intermonte sottolineano come «l’obiettivo di Anima fosse quello di partecipare all'aumento di capitale tramite una quota più significativa in cambio della rinegoziazione dei termini del contratto di distribuzione, opzione che al momento – chiosano – appare poco probabile».

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