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Prosek, opposizione ufficiale. Coldiretti: all’estero è Prosecco 1 bottiglia di vino italiana su 6

di Emiliano Sgambato

(Panama - stock.adobe.com)

3' di lettura

L’Italia ha presentato opposizione ufficiale al riconoscimento della menzione geografica tradizionale europea per il Prošek con 13 giorni d’anticipo rispetto alla scadenza del 22 novembre. «Riteniamo di avere motivazioni molto solide», ha commentato il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli aprendo l’incontro di presentazione del dossier –. Si tratta di un'iniziativa che ha fatto segnare una grande prova di coesione in Italia. È stata infatti sostenuto all'unanimità da tutte le forze politiche in Parlamento e da tutte le regioni e da tutti i produttori e gli agricoltori italiani».

I precedenti dalla parte dell’Italia

«Tanti non sono al corrente che nella Doc dello spumante del Nord Est – ha detto Patuanelli – c’è un piccolo paese in provincia di Trieste. Siamo in un’area nella quale vige il bilinguismo e nella cartellonistica stradale il nome di Prosecco si accompagna a quello di Prosek che ne è la traduzione. E questo dimostra l’omonima tra i due termini. In più una richiesta di registrazione fu presentata nel 2013 all’epoca del negoziato di preadesione della Croazia alla Ue ma allora non gli fu dato seguito. La richiesta è stata pubblicata oggi ben otto anni dopo. Senza contare i numerosi precedenti come quello del Tocai agli inizi degli anni 2000 quando fu dato ragione all'Ungheria dove Tockaj era un nome geografico e torto ai produttori friulani per i quali che Tocai era il nome di un vitigno. Se lo stesso criterio dovesse essere applicato al caso del Prosecco/Prosek dovrebbe aver ragione l'Italia».

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«E da ultimo – ha aggiunto il ministro – c'è la recente sentenza della Corte di Giustizia Ue su Champagne e Champanillo che ha confermato un importante principio: una nuova registrazione non può avvenire quando produce confusione nel consumatore mediamente informato».

La Croazia ha ora 60 giorni di tempo per le controdeduzioni. Il Prosek è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale” dopo che il tentativo di proteggere la stessa denominazione era già fallito nel 2013

Il record di export del Prosecco

Quasi una bottiglia di vino italiano su sei stappate all’estero è di Prosecco, diventato la star mondiale delle bollicine grazie a un incremento delle vendite oltre confine del 32% nel 2021. Lo ricorda la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno, nel commentare positivamente l’opposizione ufficiale presentata dal ministero.

«È necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini precisando che «si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi».

A trainare il record sui mercati esteri un sistema che abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d’origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una produzione complessiva che ha raggiunto - ricorda la Coldiretti - 700 milioni di bottiglie dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco. Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente in valore di bottiglie di Prosecco con un +49% ma l’incremento maggiore delle vendite si è verificato in Russia dove gli acquisti sono praticamente raddoppiati (+91%) mentre in Germania guadagna il 28%, seguita dalla Francia (+15%), nei primi sette mesi del 2021. L’appeal delle bollicine Made in Italy resiste anche alla Brexit dove le vendite aumentano del 5%, con la prospettiva di incrementare ulteriormente visto che il Governo ha annunciato il taglio delle tasse sul Prosecco e sui vini spumanti con un calo di circa 1,3 euro a bottiglia che si rifletterà sui prezzi di vendita e renderà più accessibile l’acquisto del vino italiano. E ora anche i cinesi hanno scoperto la bontà del bere italiano, con le spedizioni di Prosecco che sono addirittura più che triplicate nel 2021 (+238%).

«Un successo che ha scatenato una fiorente produzione di imitazioni che rischiano di ingannare o confondere i consumatori di cui il Prosek è solo l’ultimo esempio – si legge in una nota dell’associazioni – ma negli scaffali dei supermercati di tutto il mondo la Coldiretti ha smascherato anche il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi ma in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.

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