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Prosiebensat, lascia il ceo Max Conze «avversario» di Mediaset

Colpo di scena al vertice di Prosiebensat, il broadcaster tedesco di cui Mediaset è primo azionista con il 19,5% del capitale. Il ceo Max Conze lascia l'azienda con effetto immediato

di Andrea Biondi

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(Afp)

Colpo di scena al vertice di Prosiebensat, il broadcaster tedesco di cui Mediaset è primo azionista con il 19,5% del capitale. Il ceo Max Conze lascia l'azienda con effetto immediato


2' di lettura

Ribaltone al vertice di Prosiebensat.1, il broadcaster tedesco di cui Mediaset è primo azionista con il 19,5% del capitale e il 20,1% dei diritti di voto. Il ceo Max Conze lascia l’azienda con effetto immediato.

Ad annunciarlo è una nota della società che annuncia che alla guida del broadcaster tedesco andrà il Rainer Beaujean assumerà anche l'incarico di amministratore delegato.

Una decisione che arriva a valle di tensioni tra i vertici del gruppo tedesco, con le divergenze che hanno portato all'annuncio dell'uscita a fine aprile da parte del deputy chairman Conrad Albert, e l'attesa del nuovo piano strategico di Conze.

La riorganizzazione del consiglio esecutivo, spiega la nota, si accompagna a un cambiamento nel focus strategico con il ritorno alla centralità dell'entertainment in Germania, Austria e Svizzera: l'enfasi principale sarà posta sui format locali e live in collaborazione con Red Arrow Studios (di cui è stata ritirata la cessione) e Studio 71. Prevista una ulteriore espansione del digitale che includerà anche la piattaforma streaming Joyn

Il ritorno al focus dell’intrattenimento è un segnale chiaro della virata rispetto alla strategia dell’ex ceo Conze, alla guida da metà 2018 e che ha replicato sempre con gelidi niet alla possibilità di combinare le forze con Mediaset, considerata (e mal digerita) solo nelle vesti di investitore.

Che però da maggio 2019 a oggi è arrivata a sfiorare il 20% della società, con dall’altra parte l’imprenditore ceco Daniel Kretinsky – che con Mediaset avrebbe avuto secondo i rumors vari incontri nei mesi scorsi – salito al 10,01%.

I media tedeschi per primi hanno immaginato un asse fra i due ma non conciliabile con la strategia di Conze che stava spostandosi dal core business dell’entertaiment tv.

Basti pensare che i conti 2019 si sono chiusi con un “non-tv core advertising business” in crescita del 12% rappresentando il 52% dei ricavi del gruppo, un ebitda adjusted di 872 milioni (-14%) e una piattaforma streaming Joyn che ha chiuso con oltre 7 milioni di utilizzatori. «La trasformazione di Prosiebensat.1 in un gruppo digitale diversificato sta facendo grandi progressi», spiegava l’allora ad Conze aggiungendo che l’intenzione era quella di «crescere in modo sostenibile e aggiungere valore». In quel quadro Prosiebensat aveva annunciato di rilevare assieme alla General Atlantic - partner di minoranza nella jv e-commerce NuCom – The Meet Group «per creare un player globale leader nel segmento degli appuntamenti online». Una scommessa da 500 milioni di dollari di enterprise value con l'obiettivo, evidente, di espandersi anche in altri settori.

Una strategia che mal si conciliava con la traiettoria di Mediaset che punta a creare un polo tv paneuropeo basato sulla holding Mfe, Vivendi permettendo. Nell'ultima presentazione agli analisti, lo stesso cfo di Mediaset Marco Giordani, aveva ribadito la volontà del gruppo italiano di procedere a una aggregazione con Prosiebensat e aveva rimandato ogni decisione alla presentazione del nuovo piano. Ora la svolta. Che elimina gli ostacoli sulla strada che collega Cologno alla Germania.

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