piano di de-confinamento

Fase 2 in Francia: proteggere, testare, isolare. Dall’11 maggio ripartenza graduale

Il lockdown decretato oltralpea marzo “è stato uno strumento efficace per contenere epidemia e per proteggere i più fragili”. Ma prolungarlo, spiega il premier Philippe, avrebbe portato al rischio“implosione”

di Vittorio Nuti

In Francia sul ritorno a scuola decideranno i genitori

Il lockdown decretato oltralpea marzo “è stato uno strumento efficace per contenere epidemia e per proteggere i più fragili”. Ma prolungarlo, spiega il premier Philippe, avrebbe portato al rischio“implosione”


4' di lettura

“Il Paese non può essere confinato a lungo”. A parlare è il primo ministro francese, Edouard Philippe, illustrando davanti all'Assemblea Nazionale a Parigi il piano di graduale de-confinamento - la nostra “fase due”, per capirci - che scatterà ufficialmente da lunedì 11 maggio. Sempre che i nuovi contagi si mantengano fino ad allora sotto controllo, “fra i 1.000 e i 3.000” casi al giorno.

Il rigido lockdown decretato oltralpe il 17 marzo “è stato uno strumento efficace per contenere epidemia e per proteggere i più fragili”. Ma prolungare il confinamento “avrebbe effetti pesantissimi”, ha spiegato Philippe, arrivando ad evocare il rischio di una “implosione” con il “crollo dell'economia”. Quindi “progressivamente e prudentemente”, dal momento che il contagio arretra “in modo lento, ma regolare” dal 14 aprile, i francesi possono prepararsi alla fase del de-confinamento.

“Proteggere, testare, isolare”
La strategia che guiderà l'attuazione della “fase due” della Francia, prevista fino al 2 giugno, seguirà tre parole d'ordine: “Proteggere, testare, isolare”. E sarà flessibile, adattabile cioè in base alla situazione dei vari Dipartimenti, non tutti colpiti allo stesso modo dall'epidemia, e quindi distinti in zone “verdi” e “rosse” in base al numero dei contagi registrati. “Agire progressivamente, adattare localmente”, ha sottolineato il premier, insistendo anche sul fatto che nei prossimi mesi occorrerà “imparare a vivere con il Covid-19 e a proteggerci”. Anche perché è concreto il rischio di una seconda ondata di contagi, mentre difficilmente potremo avere un vaccino “prima di 12-24 mesi”.

Circolazione libera entro i 100 km
Il piano, più in dettaglio, prevede innanzitutto la libertà di circolazione senza obbligo di autocertificazione in un raggio di 100 chilometri dalla propria abitazione: le trasferte oltre i 100 chilometri saranno possibili “soltanto per motivi imperativi, familiari o professionali”. Insomma, “la riapertura non è il momento per andare a fare dei week-end fuori”. Via libera immediata anche alla riapertura delle saracinesche per i negozi al dettaglio di beni non essenziali e i mercati sia coperti che all'aperto, a condizione che siano in grado di garantire il rispetto delle misure sanitarie anti Covid-19. “I mercati, per cui il divieto è la regola e l'autorizzazione l'eccezione, saranno in generale autorizzati, solo se i sindaci o i prefetti ritengono di non essere in grado di far rispettare” le norme di sicurezza.

Regole di sicurezza rigide
Obblighi rigidi sono previsti dal Governo in particolare per il numero dei clienti presenti in negozio, il distanziamento minimo e la regolazione dei flussi di entrata e uscita. Le mascherine sono invece raccomandate sia per il personale sia per i clienti “quando le misure di distanziamento fisico non possono essere garantite”, e i commercianti potranno impedire l'accesso al negozio a chi si presenta senza protezione. Quanto ai centri commerciali i “prefetti potranno decidere di non aprire, oltre i reparti alimentari già aperti”, quelli di oltre 40mila metri quadri che secondo Parigi rischiano di suscitare spostamenti e contatti non necessari.

Caffè e ristoranti chiusi almeno fino a giugno
Caffè, bar e ristoranti, invece, resteranno chiusi, così come non potranno riaprire i battenti cinema, teatri, grandi musei e centri commerciali: a fine maggio il Governo valuterà l'eventuale riapertura. Le spiagge non saranno accessibili almeno fino al primo giugno e fino a settembre non si terranno eventi, come i festival, che normalmente attirano più di 5mila persone. Stop definitivo, fin d'ora, anche alla stagione agonistica 2019-2020 degli sport professionistici, in particolare quella del calcio.

Aperture graduali per le scuole
Sul fonte scolastico, dall'11 maggio è prevista la riapertura molto graduale delle scuole materne ed elementari, “su base facoltativa”, ha spiegato Philippe al Parlamento. “In un secondo tempo - ha aggiunto - dal 18 maggio, ma solo nei dipartimenti in cui la circolazione del virus è molto debole, potremo immaginare di aprire le medie”. Quanto ai licei, “decideremo a fine maggio se potremo riaprirli, a cominciare da quelli professionali”. I luoghi di culto e le chiese potranno restare aperti, ma il Governo francese invita i religiosi a non organizzare funzioni e cerimonie prima del 2 giugno. I funerali continueranno ad essere possibili con un massimo di 20 persone.

Mascherine, scorte per tutti
Come in Italia, anche in Francia uno dei nodi della “fase 2” ormai alle porte sono le mascherine individuali, fondamentali per proteggere i cittadini nel graduale ritorno alla normalità. Nel suo intervento, il premier francese ha garantito che le scorte saranno sufficienti “per far fronte ai bisogni a partire dall'11 maggio”, nonostante la grave penuria registrata nelle ultime settimane, al punto che le poche mascherine disponibili sono state a lungo riservate al solo personale sanitario e ad alcune categorie fragili della popolazione.

Ancora smart working per almeno tre settimane
La Francia manterrà il tele-lavoro come forma prevalente almeno per altre tre settimane. Se non sarà possibile adottarlo o proseguirolo andranno incoraggiati gli orari di lavoro scaglionati per evitare affollamento dei mezzi di trasporto e diminuire le presenze simultanee nello stesso spazio. Le persone che risulteranno positive ai test del coronavirus, ha spiegato il premier ai parlamentari francesi, “avranno la scelta” tra mettersi in isolamento nel proprio domicilio per 14 giorni o isolarsi in un luogo messo a disposizione, in particolare gli alberghi requisiti a questo scopo. L'utilizzo della app StopCovid per il depistaggio dei contatti di una persona affetta da Covid, che anche in Francia ha suscitato perplessità e critiche come da noi, sarà invece oggetto di un dibattito e di un voto specifico all'Assemblea Nazionale.

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