Intervista a Orazio Cantoni della Società di Tossicologia

«Proteggete i vostri figli dalle e-cig»

Questo il monito lanciato da Orazio Cantoni, docente di Farmacologia a Urbino e presidente eletto della Sitox, la Società italiana di tossicologia.

di Barbara Gbbi


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3' di lettura

«Se proprio dovete usare le sigarette elettroniche, eliminate gli additivi e soprattutto fate in modo che non ne consumino i vostri figli. E siate consapevoli che la e-Cig non è un sostituto innocuo della sigaretta convenzionale». Questo il monito lanciato da Orazio Cantoni, docente di Farmacologia a Urbino e presidente eletto della Sitox, la Società italiana di tossicologia.

Professore, dopo le decine di morti certificate negli Usa e l'allerta lanciata dall'Istituto superiore di Sanità italiano sulla sigaretta elettronica, su quali “certezze” si possono basare i consumatori?
Intanto va premesso che di sicuro restano legate alla e-cig tutte le problematiche cardiovascolari correlate al consumo di tabacco, in base ai quantitativi presenti. Parliamo ad esempio di ipertensione e diabete, fattori di rischio gravi per il cuore. Quindi, certo da non sottovalutare.

La sigaretta elettronica è stata presentata come una sorta di atterraggio morbido prima di “smettere di fumare”…
Su questo fronte però arrivano messaggi controversi. Secondo una revisione di studi epidemiologici pubblicata di recente su Lancet, ad esempio, queste nuove sigarette addirittura rallenterebbero il processo di allontanamento dal fumo. Ma ad allarmare sono soprattutto i dati sui giovani…

Cioè?
Negli Stati Uniti in 7-8 anni si è raggiunto il 20% di giovani consumatori di e-cig e solo nell'ultimo anno l'incremento sarebbe del 70 per cento. Una conferma che la sigaretta elettronica non aiuta a smettere.

Il punto cruciale è se le e-cig facciano male oppure no…
La scienza non è in grado di produrre in breve tempo un responso unanime. Quel che è certo è che c'è un aumento dei consumi non legato all'obiettivo di smettere di fumare le sigarette tradizionali. Rispetto al danno, sembra che non sia tanto attribuibile alla composizione della e-cig “classica”, ma agli ingredienti in più anche illegali che spesso vengono acquistati per vie non tracciabili. A provocare irritazioni e “polmoniti da svapo” sarebbero le sostanze che danno la profumazione o l'aroma, come il glicole propilenico o la glicerina, e i derivati da cannabis acquistati on line, i principi attivi del tetraidrocannabinolo e la vitamina E acetato, che aiuterebbe a solubilizzare i principi attivi della cannabis.

Ma se restiamo sugli effetti della sigaretta elettronica in sé, nella sua formulazione-base?
Non esiste una verità scientifica da declinare subito. I dati epidemiologici riportano problematiche acute anche senza additivi. Ma siamo nel regno delle ipotesi: ad esempio che venga rilasciato del particolato metallico che provoca irritazioni. E notoriamente le sostanze che inducono irritazione possono favorire anche infiltrazioni batteriche. Serve quindi tanta attenzione: bene ha fatto l'Istituto superiore di Sanità a diramare l'allerta in Italia, seguendo un principio di cautela. Poi è chiaro che già abbandonare la sigaretta tradizionale è un successo.

Molte persone non ce la fanno…
No, ed è solo a fumatori impossibilitati per loro condizioni personali a “smettere” che il clinico potrebbe suggerire di passare alla e-cig dalla sigaretta tradizionale. Che contiene almeno 7mila sostanze di combustione, di cui almeno 70 sono ben definiti e noti cancerogeni. Se il medico consiglia una e-cig, insomma, è solo affinché sia abbandonata quella tradizionale. Ma dev'essere chiaro: nessuno può affermare oggi che le sigarette elettroniche sono prive di rischio. Il fumatore renitente e problematico trova nella sostituzione un vantaggio, ma dev'essere comunque consapevole che dal passaggio alla e-cig potranno derivare effetti a lungo termine.

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