L’IMPATTO SUL PIL

Proteste e dazi: Hong Kong piomba in recessione

Nel terzo trimestre dell'anno il prodotto interno lordo ha segnato un calo del 3,2% sul trimestre precedente (-2,9% su base annua). Hong Kong è dunque entrata in recessione, per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008


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La politiza in assetto anti-sommossa a Hong Kong

2' di lettura

Per la prima volta da un decennio, l'economia di Hong Kong è entrata in recessione. Nel terzo trimestre dell'anno il prodotto interno lordo ha segnato un calo del 3,2% sul trimestre precedente (-2,9% su base annua). Hong Kong è dunque entrata in recessione, per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008, per l'effetto combinato della guerra commerciale tra Cina e Usa e la crisi politica in corso. Si tratta del secondo calo consecutivo del pil che nel trimestre precedente era già sceso dello 0,4 per cento.

«La domanda interna si è indebolita in maniera significativa», ha affermato il governo in una nota. «Le proteste di piazza hanno provocato gravi danni al commercio al dettaglio e ad altri settori legati ai consumi».

Secondo gli analisti, è molto probabile che l'economia del Paese registri una crescita negativa per il 2019 nel suo insieme ed è improbabile che le
esportazioni mostrino miglioramenti visibili. Gli investitori, come aveva messo in luce un report di Goldman Sachs a inizio mese, si sono spaventati e stanno spostando ingenti capitali a Singapore.

Goldman Sachs stima che da 3 a 4 miliardi di dollari si sono trasferiti dalla città-Stato a Singapore negli ultimi tre mesi mentre i depositi in valuta locale sono diminuiti in agosto dell'1,6%, il calo maggiore del 2019.

La parola «recessione tecnica» era già stata pronunciata lo scorso 19 ottobre dalla stessa Chief Executive di Hong Kong, Carrie Lam: l’anticipazione - rispetto ai dati ufficiali comunicati il 31 ottobre- è arrivata nell’ormai famoso video inviato dalla sua residenza al Consiglio Legislativo, in seguito all’interruzione senza precedenti del suo discorso “live” al parlamento provocata dalle rumorose proteste dei membri dell’opposizione.

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