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Protezione civile, sì del Senato. La delega torna alla Camera

di Giuseppe Latour

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3' di lettura

Stallo superato: il Ddl di riforma della Protezione civile esce dal pantano nel quale era finito a partire da ottobre e completa la seconda lettura a Palazzo Madama. Il Senato ha appena approvato, con 156 voti favorevoli, 41 contrari e 57 astenuti, il provvedimento di delega al Governo per il riordino delle norme sul sistema nazionale di Protezione civile. Si tratta di un testo che ristruttura e aggiorna la gestione delle emergenze nel nostro Paese: i poteri del dipartimento di Palazzo Chigi ne usciranno confermati e rafforzati, con una standardizzazione maggiore di tutte le azioni da compiere nelle diverse fasi. Dai rapporti con i livelli locali ai risarcimenti, passando per l'urgenza e la successiva ricostruzione, l'idea di fondo è dare un quadro più stabile e chiaro, che non vada reinventato ogni volta. La riforma ora passa alla Camera, che punta a chiudere nel giro di poche settimane.

La storia della riforma
La storia del disegno di legge è piuttosto lunga. Firmato dalla responsabile ambiente del Pd Chiara Braga, è stato presentato il 7 agosto del 2014 a Montecitorio ed è uscito dalla Camera il 23 settembre del 2015. A Palazzo Madama, però, ha subito un netto rallentamento nella seconda metà del 2016. Chiuse le audizioni e la fase di presentazione degli emendamenti, infatti, la Ragioneria generale dello Stato ha girato alla commissione Bilancio del Senato una relazione tecnica nella quale chiedeva correzioni al provvedimento. In sostanza, serviva un coordinamento maggiore con alcune regole di finanza pubblica. Quel parere ha creato uno stallo, che ha tenuto nel congelatore il testo per diverse settimane. Alla fine, la scelta dei due relatori, Massimo Caleo e Stefano Collina è stata quella di portare due modifiche chirurgiche. Siamo così arrivati all'approvazione di queste ore.

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Protezione civile piu' forte, si lavora a legge

Cosa cambia con la legge delega
Nel merito il Ddl, che andrà attuato entro nove mesi, riorganizza la Protezione civile, partendo dalla sua legge istitutiva (n. 225/1992) e da tutte le sue successive stratificazioni, confermando la struttura “policentrica” con articolazioni regionali e locali. Ma non solo. L'idea di fondo è superare il sistema attuale, nel quale ogni procedura viene gestita in maniera diversa, creando invece uno standard di risposta ai territori, in continuità con gli interventi del 2012. Quindi, forte limitazione delle deroghe.

Le novità sui finanziamenti
Gli strumenti di finanziamento del Dipartimento di Palazzo Chigi andranno regolati in maniera organica, così come le procedure contabili da applicare ai commissari. Un tema che riguarda anche i risarcimenti e i contributi: non dovranno più essere affidati a provvedimenti dedicati ai singoli territori, con continue disparità di trattamento. Le regole per il ristoro dei danni andranno fissate a monte e, poi, applicate ai singoli casi. E il ragionamento, ovviamente, vale anche per gli appalti, in coerenza con il Codice: nell'immediato saranno utilizzati strumenti rapidi di acquisto dei beni e servizi, prevedendo che l'intervento abbia una durata temporale limitata e che, subito dopo la sua conclusione, sia possibile avviare controlli, per analizzare in profondità quello che è stato fatto.

Realacci: Camera pronta a un'approvazione rapida
L'approvazione viene salutata con favore dal presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci: «“È molto importante l'approvazione della legge delega per il riordino del sistema di Protezione civile oggi in Senato, con limitate modifiche rispetto al testo varato dalla Camera nel settembre del 2015. A Montecitorio il provvedimento era stato frutto di un ampio lavoro comune unificando la proposta di legge della collega Braga con quelle degli onorevoli Segoni e Zaratti. Una riforma utile per rendere ancora più forte la nostra Protezione civile e quindi più forte l'Italia. Appena il testo sarà trasmesso alla Camera, la commissione Ambiente è già d'accordo sulla necessità di incardinarlo immediatamente per arrivare a una rapida approvazione definitiva». L'ultimo via libera arriverà, insomma, nel giro di poche settimane.

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