voto al senato

Prova di tenuta per il governo sulla sfiducia a Bonafede. Pd e M5S avvertono Italia Viva

L’atteggiamento del partito di Matteo Renzi con i suoi 17 senatori risulterà il fattore chiave per determinare le sorti del ministro

di Nicola Barone

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L’atteggiamento del partito di Matteo Renzi con i suoi 17 senatori risulterà il fattore chiave per determinare le sorti del ministro


3' di lettura

In caso di sfiducia ad Alfonso Bonafede, si aprirà la crisi, perché un voto contro il ministro della Giustizia è un voto contro il governo. È l’avvertimento lanciato all’unisono da Pd e M5S all'indirizzo degli alleati di Italia viva. Domani falle 9.30 l'Aula di Palazzo Madama esamina le mozioni di sfiducia nei confronti del Guardasigilli. E l’atteggiamento del partito di Matteo Renzi con i suoi 17 senatori risulterà il fattore chiave per determinare le sorti del ministro, bersaglio da mesi dell’ex premier.

Altolà di democratici e pentastellati

«IV? Possono recitare la preghiera “non ci indurre in tentazione”, il Padre Nostro è una preghiera comune. Spero non si facciano tentare da una sfiducia, non avrebbe un significato per il Paese in un momento così difficile. Confido tutto si sistemerà dopo l'intervento del ministro». Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera non ha dubbi che una scelta diversa configurerebbe un salto nel vuoto («non è che si può pensare di sfiduciare il ministro della Giustizia e pensare che la cosa si concluda con una pacca sulle spalle»). Convinto che non si andrà incontro ad alcun incidente di sorta è il capo politico del M5S e viceministro dell'Interno Vito Crimi. «Credo che sia solo un attacco strumentale al Governo, in questo momento in cui il Paese sta pensando a come ripartire, in cui le imprese e i cittadini soffrono, andare a mettere il Parlamento in questo imbuto di una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia.

Bellanova: in IV spinta favorevole alla mozione

Molti dubitano che alla fine Matteo Renzi decida di andare fino in fondo dal momento che sfiduciare il capo delegazione del Movimento vorrebbe dire mandare a casa l’esecutivo nel suo insieme. La questione incrocia anche il pacchetto di proposte (specie economiche) per il programma di governo dei prossimi mesi su cui Italia Viva attende una risposta dal premier Giuseppe Conte. «Nel mio partito c'è una grande spinta ad andare nella direzione del voto a favore di quella mozione, stiamo riflettendo», tiene il punto nell’attesa del momento clou la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova. E «spero che Crimi si ponga la questione nel considerare che Italia Viva è fondamentale per mantenere in piedi la maggioranza di governo». In effetti nel gruppo più d'uno sarebbe tentato dall'amo gettato da Emma Bonino. La senatrice di +Europa ha infatti presentato una sua mozione di sfiducia a Bonafede, che si aggiunge a quella del centrodestra. La sostengono Azione, con Matteo Richetti, e Forza Italia, con alcuni senatori ed Enrico Costa. Ma soprattutto l'invito di Benedetto Della Vedova è stato ai renziani, perché aderiscano e votino sì.

Centrodestra compatto, fatti gravi errori

La mozione di sfiducia al ministro Bonafede tiene intanto unito il centrodestra i cui vertici si sono visti per valutare la possibile manifestazione comune del 2 giugno. «Siamo una grande forza garantista ma visto che sono stati fatti gravi errori nella gestione della giustizia in questi mesi voteremo ambedue le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede», è la sintesi del vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. Le criticatissime scarcerazioni di boss mafiosi sono solo l’espressione ultima di una più ampia bocciatura, come riferisce il deputato azzurro Francesco Paolo Sisto. «Basti pensare all'intervento folle sulla prescrizione, ai trojan indiscriminati o al processo da remoto, con il tentativo di trasformare il dibattimento in una sorta di webinar. Senza dimenticare le tante maleducazioni parlamentari, con i blitz notturni e il continuo dileggio delle istituzioni».

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