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Provaci ancora Emanuele Filiberto di Savoia, passato in politica da un flop all’altro

Il principe presenta il movimento “Più Italia” che chiama a raccolta gli uomini e le donne migliori del Paese. Le sue discese in campo politico, dirette o indirette, sono state finora un fallimento

di Roberto Galullo

Emanuele Filiberto: reali stanno tornando. Ma è spot per serie tv

Il principe presenta il movimento “Più Italia” che chiama a raccolta gli uomini e le donne migliori del Paese. Le sue discese in campo politico, dirette o indirette, sono state finora un fallimento


4' di lettura

Bontà sua, l’agenzia che ne curava comunicazione e pubbliche relazioni, racconta ancora oggi sul proprio sito il debutto politico, nel 2005, di Sua Altezza Reale (questo è il trattamento richiesto secondo i crismi monarchici con tanto di lettere iniziali maiuscole) Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria di Savoia, nato a Ginevra (Svizzera) il 22 giugno 1972.

Per tutti, però, è Emanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo re d’Italia, ex esiliato, nobile, padre, marito, mecenate, benefattore, ristoratore, imprenditore, uomo di spettacolo, ospite fisso, giurato, testimonial, presentatore, cantante, concorrente, opinionista tv ma – soprattutto – fissato per la politica. Del resto, con un albero genealogico come il suo, chi non lo sarebbe?

L’ultima creatura

Elencarlo occuperebbe una vita nei meandri della nobiltà di mezzo mondo e, allora, meglio tuffarci sul presente (politico) senza dimenticare il passato.

Emanuele Filiberto di Savoia oggi, 11 giugno 2020, alle ore 18 vuole suonare la sveglia (via web) all’Italia con il nuovo movimento “Più Italia”, che lui definisce un “think tank”. Il progetto coinvolge il nipote dell’ex presidente francese Francoise Mitterrand, Frédéric Mitterrand, già ministro francese della Cultura.

«Non è questo il tempo della polemica, semmai è il tempo dell’amore. Vedete, ho sempre amato il mio Paese, fin da piccolo, quando potevo solo guardarlo da lontano. E ancora di più lo amo oggi, un oggi che sembra però non aver domani. Mi son deciso a fare qualcosa di concreto per la nostra Italia», ha affermato Emanuele Filiberto (ri)annunciando la discesa in campo.

Un passo indietro

Il principe di Venezia, in vero, è da 15 anni che prova, rincorrendo un flop dietro l’altro, a «fare qualcosa di concreto per la nostra Italia».

Nel 2005, 33enne, fondò e lanciò l’Associazione “Valori e Futuro” proprio da Venezia. Valori e Futuro è (o era?) un’associazione a carattere culturale, che persegue (o perseguiva?) lo scopo di promuovere i valori di libertà e democrazia, indissolubilmente legati all’identità e alla memoria storica.

«Per giungere a un rinnovato slancio nazionale nell’affrontare le sfide globali che si pongono alle nuove generazioni – si legge nel comunicato stampa di presentazione – “Valori e Futuro” è un’associazione solida e autorevole. Organizza iniziative benefiche, sociali e di promozione della cultura italiana: costruisce la propria credibilità attraverso fatti concreti. Una associazione di persone libere. Persone unite da valori alti: vita, pace, famiglia, protezione dei più deboli. Persone che credono nell’iniziativa individuale, nella concorrenza e nella funzione sociale dell’impresa. Persone che guardano all’Europa come opportunità e stimolo economico-culturale. Persone attive e dinamiche, che premiano le idee nuove e la voglia di fare».

La voglia di fare

Di lui, si ricordano otto tappe per l’associazione, almeno a leggere quanto l’agenzia di pr ha diffuso e ancora conserva in Rete.

Il 24 e il 25 marzo 2006 si è recato per la prima volta in visita a Bologna. Lo stesso mese, ma il giorno 28, ha presentato ufficialmente Dario Vertemara candidato nel collegio Piemonte 2 alla Camera, per la Democrazia Cristiana per le autonomie, che appoggiava Silvio Berlusconi premier. Consulente ed esperto finanziario, è stato il primo (e ultimo) dei dirigenti del movimento di Emanuele Filiberto a essere candidato per le elezioni politiche. Non venne eletto.

Dal 4 al 6 aprile Emanuele Filiberto visitò per la prima volta il Piemonte, pochi giorni dopo aver presentato un forum telefonico per parlare con gli italiani che, con ogni evidenza e logica, non poteva chiamare singolarmente.

Nuove tappe in Sicilia, Acqui Terme, Alessandria e Firenze, prima di partecipare alle celebrazioni del centenario del traforo del Sempione. Il 19 maggio del 1906 fu suo nonno Vittorio Emanuele III a inaugurare il percorso ferroviario del tunnel da Domodossola a Briga.

Ultima apparizione (nota) con il marchio dell’Associazione, cinque giorni dopo a Vercelli, alla cerimonia di celebrazione del 170° anniversario dalla fondazione del Corpo dei Bersaglieri, istituito nel 1836 dal re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia con Brevetto Reale a seguito della proposta del generale Alessandro La Marmora, con il compito di «svolgere servizio di esplorazione e missioni di carattere ardito».

Direttamente in campo

Emanuele Filiberto, che vive nel Principato di Monaco senza farsi mancare periodi nella proprietà di Umbertide (Perugia), forse deluso dai risultati delle persone a lui vicine, decise (non senza polemiche) di correre alle elezioni politiche del 13 aprile 2008, candidandosi alla Camera con la lista “Valori e Futuro con Emanuele Filiberto”. Si presentò solo per la circoscrizione estera “Europa”. Raccolse 4.493 voti e con lo 0,43% la sua lista si classificò ultima.

Testardo, un anno dopo, il 28 aprile 2009 si candidò alle elezioni europee nelle file dell’Unione di centro (Udc). Il suo nome era il terzo in lista. Anche questa volta, però, Emanuele Filiberto, pur raccogliendo circa 22mila preferenze, non venne eletto.

Ai giorni nostri

E ora il “think thank”, che il tempo dirà se potrà o vorrà generare nuove discese in campo dirette (o indirette). «Ho chiamato intorno a me donne e uomini esperti nelle tante competenze che l’Italia sa esprimere, per costruire insieme a loro, per tutti noi, un nuovo promettente futuro», ha affermato in sede di presentazione.

Buona fortuna.

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    Roberto Galullocaporedattore-inviato

    Luogo: Milano

    Argomenti: Economia criminale, criminalità organizzata, pubblica amministrazione, fisco

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