ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le Borse europee rialzano la testa. A Milano (+0,6%) brillano le banche, scivola Tim

La pausa nella corsa dei rendimenti dei Treasury Usa ha consentito al settore tecnologico di recuperare terreno, mentre le ricoperture hanno premiato i settori più ciclici, dalle auto agli istituti di credito. Euro in calo a 1,161 sul dollaro

di Enrico Miele e Paolo Paronetto

Aggiornato alle 17.35

La Borsa, gli indici del 29 settembre 2021

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I mercati azionari tirano il fiato dopo la debolezza della vigilia. La pausa nella corsa dei rendimenti dei Treasury Usa, tornati su quota 1,5%, ha consentito al settore tecnologico di recuperare terreno, mentre le ricoperture hanno premiato i settori più ciclici, dalle auto alle banche. A fine giornata sono tutti in rialzo i listini del Vecchio Continente, dal FTSE MIB di Milano al CAC 40 di Parigi, passando il DAX 40 a Francoforte, l'AEX di Amsterdam e lo spagnolo IBEX 35. Tornano così gli acquisti sui listini europei dopo la pioggia di vendite della seduta precedente, quando il rally globale si era fermato bruscamente, con le preoccupazioni per il possibile rallentamento della ripresa unite alle mosse delle Banche centrali (che preannunciano una normalizzazione delle politiche monetarie). Chiusura in leggero rialzo anche per Wall Street, con l’eccezione del Nasdaq (-0,24%). Sullo sfondo resta però la crisi del colosso immobiliare Evergrande che continua a preoccupare gli investitori per le sue possibili conseguenze a livello globale.

A Milano al top Mediobanca, scivola Tim

A Piazza Affari ha tenuto banco per tutta la seduta il settore bancario, con la partita su Generali che si fa sempre più intensa e la possibile acquisizione entro fine ottobre di Banca Mps da parte di Unicredit. La giornata del 29 settembre ha registrato anche la mossa dei Benetton che alla vigilia (a mercati chiusi) hanno annunciato l'uscita dall'accordo di consultazione fra i soci Mediobanca per mantenere la «neutralità» sulle partecipazioni detenute. Intanto, la holding Delfin di Leonardo Del Vecchio ha proposto di integrare l'odg dell'assemblea del 28 ottobre per proporre modifiche allo statuto.

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I titoli petroliferi sono tornati a guadagnare terreno con Saipem, Tenaris ed Eni. In testa al listino anche Moncler e Interpump Group in recupero assieme al settore farmaceutico. Seduta in "rosso" invece per Telecom Italia che ha chiuso in fondo al FTSE MIB. Dalle sale operative segnalano la debolezza del real brasiliano, che penalizzerebbe i gruppi più esposti nel Paese sudamericano, mentre il concorrente Iliad - come è emerso subito dopo la fine della seduta - si avvia ormai verso il delisting (visto che Xavier Niel è salito oltre il 96% del gruppo al termine dell'offerta pubblica d'acquisto).

I titoli tech falliscono il rimbalzo

I titoli del comparto high-tech falliscono invece l'atteso rimbalzo, nonostante il settore dei chip sia stato aiutato, almeno inizialmente, dalle buone previsioni di Asml. A Milano Stmicroelectron ha perso terreno dopo un buon inizio, così come Infineon Technologies a Francoforte. Il comparto è andato sotto pressione di recente sia per i timori sulla capacità di approvvigionamento dalla Cina che come conseguenza dei rialzi dei rendimenti dei Treasury Usa, che hanno pesato sulle azioni tecnologiche sia negli Stati Uniti che in Europa.

Evergrande vola dopo vendita asset, ma Fitch taglia rating

Il colosso immobiliare cinese Evergrande, a rischio default per l'enorme quantità di debito accumulato, raggranella fondi vendendo asset per circa 1,5 miliardi di dollari, cosa che ha facendo volare il titolo della società alla Borsa di Hong Kong (+15%). Tuttavia, Fitch Ratings ha tagliato il rating del colosso immobiliare cinese Evergrande da "CC" a "C", un gradino sopra il livello default, con un recovery rating "RR6", citando la probabilità che il gruppo non abbia rispettato la scadenza iniziale per il pagamento degli interessi di un bond in dollari.

Focus sui prezzi del petrolio

L'inatteso aumento delle scorte americane ha fatto scattare i realizzi, con il Brent tornato sotto gli 80 dollari al barile a 77,76 (-1,68%) e il Wti a 73,96 (-1,77%). II focus è anche sui prezzi di petrolio e gas, che tengono in scacco l’economia mondiale. Le prime sedute della settimana, infatti, sono state dominate dalla crisi energetica, per via del rialzo delle quotazioni di greggio, metano e altre risorse. Il Brent a Londra ha superato gli 80 dollari al barile, un picco raggiunto l’ultima volta 3 anni fa e la penultima volta nel 2014. Il rialzo dei prezzi dell'energia in Cina causa la riduzione della produzione in alcuni settori, per esempio nella tecnologia.

Spread chiude in calo a 104 punti, tasso allo 0,83%

Chiusura in calo frazionale per lo spread BTp/Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 104 punti base dai 105 punti base il closing del 28 ottobre. In flessione anche il rendimento del BTp decennale italiano che ha segnato un'ultima posizione allo 0,83% dallo 0,86% del finale della vigilia.

Biglietto verde si rafforza, euro-dollaro sotto 1,17

Gli operatori si attendono a novembre l'annuncio del tapering, cioè della riduzione degli stimoli monetari da parte della Fed. Così il dollaro si è rafforzato sotto quota 1,17 sull'euro. In particolare, il cambio euro/dollaro resta in area 1,168 come ieri in chiusura dei mercati europei. Euro/yen a 130,16 (da 129,96), dollaro/yen a 111,43 (da 111,26).


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