grandi lavori - la sfida bim

Prove tecniche di Bim nei cantieri per l’Alta velocità Verona-Padova

di Massimo Frontera


default onloading pic

3' di lettura

La progettazione in Bim (Building Information Modeling) conviene, anche se la committenza non lo richiede. Lo hanno capito sia i principali studi di architettura, sia le engineering più strutturate. Chi non disegna (e non pensa) in Bim scopre di avere un handicap sui mercati internazionali, esattamente come chi disegna e progetta in Bim ottiene un vantaggio competitivo da condividere con i partner di filiera, principalmente committenza ed esecutore.

A dimostrarlo è anche il caso pilota che la società Bonifica Spa ha volontariamente implementato, all’interno dell’incarico di progettazione sull’alta velocità ferroviaria Verona-Padova. Incarico che sta svolgendo per conto del general contractor Iricav2 (nell’ambito dell’intera tratta Verona-Padova). Più precisamente, Bonifica sta svolgendo la progettazione delle opere civili della tratta ferroviaria insieme a Systra. Invece, la parte della progettazione delle opere di carattere tecnologiche viene parallelamente sviluppata da Hitachi Rail Sts.

Per testare le potenzialità del Bim, Bonifica ha individuato un tratto di due chilometri all’interno del tracciato tra Verona e Vicenza, per il quale è stata già completata e approvata dal Cipe la progettazione di livello definitivo. Prima di passare alla progettazione esecutiva e alla realizzazione, l’opera è ferma in attesa della firma dell’atto integrativo (alla convenzione general contractor-Ferrovie). La sperimentazione del Bim è stata realizzata proprio in questa fase di stand-by del progetto, nella quale la società ha avuto modo di applicare lo strumento della modellazione tridimensionale di un “pezzo” della futura infrastruttura, dove si concentrano tutti gli elementi che poi si ritrovano in vario modo in altri punti della tratta.

Tra questi elementi c’è il viadotto che attraversa il torrente Illasi dove sarà realizzato un ponte metallico con una campata di 78 metri che, una volta realizzato, sarà il più grande in Italia a campata unica.
«Dal momento che il codice degli appalti prevede l’applicazione graduale del Bim, con avvio dal gennaio di quest’anno in modo da consentire ad enti e progettisti di adeguarsi - spiega Franco Bocchetto, direttore tecnico di Bonifica – come Bonifica abbiamo spinto per avviare una ricerca in questo campo, allo scopo di rendere operativo questo nuovo metodo di progettazione». «Il Bim - prosegue il tecnico - è uno strumento utilizzato da diverso tempo per progettare edifici ma non altrettanto per la progettazione delle infrastrutture lineari. Per questo era importante attuare una ricerca per arrivare tra i primi a rendere operativo il Bim sulle infrastrutture lineari».

Il “pezzo” di tratto ferroviario individuato da Bonifica è stato sottoposto a una riprogettazione ex novo di livello definitivo utilizzando il Bim, ed è poi stata ulteriormente sviluppata a livello esecutivo. È stato così possibile mettere a confronto le due progettazioni di livello definitivo: quella bidimensionale tradizionale e quella tridimensionale in Bim. «In questo modo - aggiunge Bocchetto - abbiamo potuto esaminare sia i problemi che nascono, sia renderci conto di quale organizzazione conviene applicare per produrre risultati e cogliere a pieno i vantaggi della digitalizzazione e del modello tridimensionale».
«Abbiamo voluto testare al massimo tutte le performance dello strumento - spiega il Bim manager di Bonifica Federico Malleni - sia sotto il profilo della modellazione sia sotto il profilo dei dati e delle informazioni che possono essere associate al progetto». «Il risultato ottenuto - prosegue Malleni - è un progetto esecutivo quasi a livello di cantiere, pronto per la realizzazione».

«Abbiamo rilevato - prosegue il Bim manager di Bonifica - diverse criticità che non apparivano nel definitivo tradizionale e che sarebbero magari emerse in fase esecutiva». «Niente di rilevante - assicura Malleni - ma in questo modo abbiamo avuto la certezza di averle potute rilevare e risolvere in fase progettuale, evitando di affrontarle, magari all’improvviso, in cantiere». Anche sul fronte dei costi, il Bim ha consentito di verificare che «le quantità previste erano affidabili», riferisce Bocchetto. «L’affidabilità - aggiunge il direttore tecnico - è uno degli elementi più interessanti del progetto perché il Bim evita errori e dà la certezza che le quantità impiegate siano esattamente pari a quelle computate».

E il costo della progettazione? « Al di là di avere impegnato un certo numero di risorse a titolo di investimento per produrre un nuovo modo di progettare – risponde Bocchetto - abbiamo verificato che i vantaggi sono notevoli: a fronte di una maggiore attenzione nella fase di sviluppo del modello, successivamente si guadagna moltissimo. Per esempio, c’è la possibilità di stampare i disegni in automatico, selezionando gli elementi di interesse. Ne guadagniamo in termini di verifica e affidabilità del progetto; e anche in termini di progettazione grafica e computi metrici: il costo complessivo della progettazione, non dico che diminuisce, ma sicuramente non aumenta, guadagnando però molto in termini di qualità». Conclusione? «Abbiamo verificato che a noi come società conviene progettare in Bim sempre, indipendentemente dal fatto che il committente lo chieda oppure no».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...