Eccellenze

Pruneti, dall’olio fashion esportato nel mondo all’iris per profumi, gin e birre

L’azienda agricola che vende il 60% della produzione in tutto il mondo continua a puntare sulla sinergia tra le culture tipiche toscane

di Manuela Soressi

Paolo e Gionni Pruneti in un campo di iris fiorentino

3' di lettura

Sono uno dei maggiori e storici coltivatori del pregiato iris fiorentino, la cui essenza è ricercatissima dal mondo della cosmesi ed è l’ingrediente caratterizzante dei più blasonati profumi italiani e francesi. Ma i nomi sono top secret, per contratto. Dove, invece, la presenza dell'iris toscano di Pruneti sarà non solo esplicitata ma anche evidenziata è sulla nuova linea di prodotti alimentari (come birra e gin) e di cosmetici che l'azienda si appresta a lanciare in tutto il mondo.

«Avremmo dovuto presentarli in queste settimane, in occasione della fioritura dei nostri campi di giaggioli ma la pandemia ha bloccato i nostri progetti e così il lancio ufficiale è rimandato alla primavera del 2022», spiega Paolo Pruneti che, insieme al fratello Gionni, guida l’impresa di famiglia, giunta così alla quarta generazione.

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Con quest'iniziativa, realizzata con il supporto scientifico dell'università di Firenze, l’azienda avvia una filiera di trasformazione per ottenere una linea di prodotti derivati da far arrivare in tutto il mondo.Un passo in avanti per un’azienda agricola che, com'era tradizione sulle colline del Chianti Classico, terre di mezzadria, continua a puntare sulla consociazione delle colture: negli 85 ettari di vigneti e uliveti, si coltivano anche lo zafferano e l’iris, che qui vanta una lunga tradizione tanto da essere stato inserito nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici. I Pruneti rivendicano con orgoglio il loro essere “artigiani agricoli”, la scelta di produrre solo in modo biologico e la decisione, una ventina di anni fa, di inserirsi nella nicchia degli oli top premium.

Come? Lavorando sulla qualità e puntando sull'extravergine monovarietale (di cultivar Frantoio, Leccino e Moraiolo), di cui sono stati tra gli antesignani in Italia e che ha trainato l'espansione dell'azienda, che ha continuato a crescere a due cifre, anno su anno, arrivando oggi a 1,5 milioni di euro di fatturato. Non solo l’olio è diventato il core business aziendale (genera l'80% dei ricavi) ma è stato oggetto di un progetto di “brand building”, comunicazione e commercializzazione che si è esplicitamente ispirato al mondo del fashion. Sono nati così le “collezioni” di oli extravergine, le gift box (la prima si chiamava, non caso, N.5), le “oil experience” (dai seminari sensoriali ai corsi di cucina) proposte nel frantoio aziendale e anche il concept store da 300 mq di Greve in Chianti (oltre 1 milione di euro investiti).

Il legame con il mondo dello stile prosegue anche oggi: a giorni saranno proclamati i progetti vincitori del contest avviato dall'azienda con Polimoda per innovare la comunicazione e l'immagine aziendale e che saranno premiati con tre borse di studio.Al lifestyle fa capo anche il canale prescelto da Pruneti per commercializzare i suoi prodotti, prima in Toscana, poi in Italia, quindi in Europa e negli altri continenti. Dalle Galerie Lafayette di Parigi al Mitsukoshi di Tokyo, da Harrods a Londra al Contessa di Losa Angeles, l'olio di Pruneti porta lo stile e il gusto italiano nei più trendy department store e negozi gourmet di tutto il mondo.

L’export genera il 60% delle vendite aziendali, continua a crescere (l'ultima novità à l'ingresso in Azerbaijan) e a svilupparsi nell'horeca e nelle piattaforme specializzate di e-commerce. Quel 40% fatturato in Italia si divide tra ristorazione, grandi magazzini (come Rinascente e Fondaco de' Tedeschi), negozi specializzati e food court (come il Mercato centrale di Firenze).


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