emergenza e tutele

Neanche mille gli iscritti al Psmsad, il fondo Inps per gli artisti

Stanzia premi, contributi e provvidenze economiche, in parte alimentati dal Dds Siae, a sostegno di pittori, scultori, musicisti, scrittori e autori drammatici: 874 ad oggi gli iscritti

di Marianna Agliottone

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(AdobeStock)

Stanzia premi, contributi e provvidenze economiche, in parte alimentati dal Dds Siae, a sostegno di pittori, scultori, musicisti, scrittori e autori drammatici: 874 ad oggi gli iscritti


5' di lettura

ll Fondo PSMSAD (acronimo di Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici) sostiene gli iscritti nella loro attività professionale promuovendone la formazione e l'affermazione in campo nazionale e internazionale, anche in collaborazione con altre istituzioni italiane e straniere. E ne sostiene solo 874, tanti sono i suoi iscritti. La gestione del Fondo, prima attribuita all'ENPALS (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo), è confluita dal 2012 nell' Inps , Direzione Centrale Sostegno alla non autosufficienza, Invalidità civile e altre prestazioni, con la titolarità legale affidata alla Direzione centrale per tutti gli atti di indirizzo e gestione.

A chi è rivolto
L'iscrizione è rivolta ai cittadini italiani e comunitari che esercitano prevalentemente e con continuità le attività di pittore, scultore, musicista, scrittore e autore drammatico. Possono iscriversi al Fondo anche i cittadini più giovani, quelli tra i 18 e i 35 anni, purché siano in grado di dimostrare con adeguata documentazione la loro potenzialità a intraprendere la professione artistica. La domanda di iscrizione al Fondo e di concessioni avviene cliccando su « Accedi al servizio » , allegando la documentazione richiesta da trasmettere all'apposito indirizzo Pec o a mezzo raccomandata. Le prestazioni assistenziali erogate non possono superare: 1.800 euro per premio di incoraggiamento; 2.580 euro per premio di operosità; 2.580 euro per contributi alle spese per viaggi di studio e perfezionamento; 2.580 euro per le provvidenze economiche.

Valeria Vittimberga

Il rammarico di Valeria Vittimberga, direttore centrale Inps, in merito al Fondo e all’emergenze degli artisti nell’emergenza Covid 19: «È un peccato che sia una opportunità non molto sfruttata dagli artisti. Li invitiamo ad aderire perché è uno strumento molto utile di sostegno alla loro crescita professionale, anche perché la quota di iscrizione e la quota annuale , entrambe di 60 euro, sono cifre quasi simboliche ed evidenziano la finalità del fondo che è quella di promozione dell'arte. Gli iscritti al Fondo, secondo i parametri fissati dal regolamento e previo parere di una Commissione tecnica di esperti esterni in base alla categoria di appartenenza, possono infatti richiedere la concessione di diverse forme di sostegno: contributo e/o patrocinio a manifestazioni, premi di operosità o incoraggiamento e provvidenze economiche, contributo per promuovere manifestazioni artistiche interdisciplinari, contributo e/o patrocinio per la realizzazione di attività editoriale».

Il Fondo prevede ulteriori iniziative per sostenere gli artisti in questo momento di emergenza, oppure di accelerare le tempistiche di concessione e di finanziamento con motivazione Covid 19? «In questa fase è evidente che non tutte le categorie di artisti sono colpite nella stessa misura – prosegue –: se gli scrittori non subiscono particolari ripercussioni, quelle categorie che hanno nel momento rappresentativo dal vivo la loro massima espressione stanno subendo un danno gravissimo, e su questi si sta concentrando l'azione dell'Inps. Gli artisti che non possono fare performance in pubblico, possono ricevere, ove ne ricorrano i requisiti, provvidenze economiche per impossibilità di esercitare la propria professione a causa dell'emergenza Covid 19. Altresì per provvidenze per forzata inattività di pittori e scultori stiamo cercando di accelerare i tempi; infatti come è noto per tutti i benefici del PSMSAD serve un giudizio caso per caso che passa per una commissione esterna di esperti, personalità nel campo delle arti in questione, che in questo momento, nonostante la richiesta dell'Inps di riunirsi, pare avere qualche difficoltà a convocarsi, per questo abbiamo pensato di considerare il Covid come causa sufficiente di forzata inattività per specifiche attività artistiche e, quindi, prescindere da un giudizio singolo delle commissioni, fermo restando che in caso di prolungata inattività delle stesse ricorreremo ai rimedi del silenzio devolutivo di cui all'art.17 della l.241/1990».

Eppure, questo periodo di profonda crisi invita a riflettere sulle funzioni di questo Fondo e sul suo ruolo nei confronti di artisti come pittori e scultori. Considerando anche che, purtroppo, ad oggi pare mancare un sostegno agli artisti d'arte visiva anche nelle intenzioni del ministro Dario Franceschini. «Il concentrarsi sul lato assistenziale in costanza dell'emergenza non impedisce di progettare il futuro con sguardo più vasto - rassicura Valeria Vittimberga - perché sarà necessario in qualche modo recuperare il tempo perduto, dare una maggiore spinta al rilancio delle arti in Italia. È intenzione dell'Istituto utilizzare tutti gli strumenti che il Fondo mette a disposizione per realizzare progetti di ampio respiro che possano coinvolgere i diversi settore dell'arte e possano sostenere soprattutto i giovani. Stiamo progettando, con il coinvolgimento anche delle amministrazioni locali e dei maggiori player culturali, momenti che promuovano l'arte sul territorio e nello stesso tempo sostengano economicamente gli artisti; pensiamo ancora alla possibilità di organizzare a fine emergenza dei premi tematici multidisciplinari che siano anche momenti di riflessione sui valori costituzionali con il patrocinio dell'Inps».

Fondo PSMSAD e Siae
Nel Fondo PSMSAD finiscono anche le somme non distribuite agli artisti o agli eredi (perché non trovati) del Diritto di Seguito raccolto dalla Siae ? «La Siae è tenuta al versamento al Fondo PSMSAD - conclude il dirigente Inps Valeria Vittimberga - dei diritti sulle vendite successive di opere d'arte e di manoscritti spettanti dopo la morte dell'autore, in assenza di eredi, e quelli che non sia stato possibile versare agli aventi diritto, per un periodo di cinque anni, a decorrere dalla data in cui sono divenuti esigibili, ai sensi degli articoli 149 e 154 della Legge sul diritto d'autore (l. n. 633 del 22.4.1941). Le somme che la Siae è tenuta a versare costituiscono parte degli introiti da cui è finanziato il Fondo PSMSAD. Ad oggi la Siae non ha ancora versato gli importi 2019 e non abbiamo una cifra esatta che è variabile di anno in anno, sulla base storica possiamo supporre circa 300.000 euro annui. Queste somme rappresentano una componente fondamentale per la predisposizione del piano delle iniziative che si possono avviare per assolvere i compiti affidati al Fondo, quali la promozione di manifestazioni artistiche, favorire la edizione e la coedizione delle produzioni letterarie, drammatiche e musicali, organizzare seminari, corsi di formazione tematici, convegni, incontri, e valorizzare gli iscritti al Fondo incentivandone la formazione, il perfezionamento e l'affermazione in campo nazionale ed internazionale». Ci si domanda se in questo momento di emergenza tutti gli sforzi non debbano andare al diretto sostegno degli artisti e forse anche per un periodo più lungo. Il rischio è la perdita di tanti talenti.

Aggiornamento 8 maggio 2020

La Siae ci scrive e pubblichiamo la seguente precisazione.

La Siae è costantemente impegnata nella tutela dei creativi, naturali destinatari dei proventi per il diritto d'autore. In particolare, per le arti figurative, come da regolamento di legge, la Società deve ricevere supporto dall'Inps nello sforzo di rintracciare gli autori, non iscritti, a cui spettano dei proventi. Sempre per legge, i proventi che non possono essere distribuiti agli autori che non è stato possibile rintracciare, confluiscono nel fondo PSMSAD, gestito dall'Inps.
La Siae sta cercando da oramai 18 mesi di concludere con l'Inps un accordo sulle modalità per inviare allo stesso Istituto la lista degli autori non ancora rintracciati in modo da ottenere gli elementi di contatto di quelli presenti nell'anagrafe Inps.
Ovviamente in questa dinamica la collaborazione dell'Inps si traduce inevitabilmente in un potenziale minor introito per l'Istituto ma d'altro canto Siae deve esercitare a favore degli autori la massima diligenza e non può consegnare i loro compensi all'Inps senza aver fatto le necessarie verifiche anche col supporto dell'Istituto stesso.
Tutto ciò nello spirito della massima collaborazione, soprattutto in un momento così particolare e difficile, a tutela di tutti gli artisti destinatari dei proventi derivanti dal diritto di seguito e non solo di quelli associati alla Siae, requisito che peraltro non è richiesto per percepire i compensi loro spettanti.

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